Vitalik Buterin annuncia: “Presto lo sharding”
Vitalik Buterin annuncia: “Presto lo sharding”
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Vitalik Buterin annuncia: “Presto lo sharding”

By Aneta Karbowiak - 3 Mag 2018

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Uno dei più importanti aggiornamenti nella storia delle blockchain pubbliche e uno dei più grandi passi avanti dall’invenzione dei contratti intelligenti è ora nel codice di Ethereum.

Parliamo di sharding, una soluzione per la scalabilità di Ethereum, proposta da Vitalik Buterin alla conferenza Devcon, a novembre del 2017.

Buterin ha annunciato su Twitter che “lo sharding sta arrivando” e ha condiviso un link che porta al codice localizzato su GitHub e che, adesso, fa parte del protocollo.

Il codice documenta una proof-of-concept parziale per quella che viene chiamata la “regola della scelta del fork” e cioè il codice per come gli shard ethereum interagiscono con la blockchain principale.

Perché Ethereum ha bisogno di sharding?

Lo scopo dello sharding è quello di tagliare i dati e partizionare la rete. La divisione della blockchain di Ethereum consentirebbe a ciascun nodo di memorizzare solo una parte della rete completa, mentre i nodi sarebbero in grado di convalidare la rete attraverso la matematica sottostante e la comunicazione reciproca.

Se implementato come da progetto, l’aggiornamento permetterà alla blockchain di risolvere i problemi di scalabilità che sono stati ultimamente un tema ricorrente delle discussioni.

Allo stato attuale, Ethereum è capace di eseguire 15 transazioni al secondo, un numero molto al di sotto dei bisogni di una rete sempre più crescente.

Ethereum è stata molto criticata per la sua incapacità di supportare il numero delle richieste delle transazioni di una delle DApp che ospita, la CryptoKitties.

È da allora che i developer si sono maggiormente concentrati sullo sviluppo della soluzione per la scalabilità che, eliminerebbe la congestione della rete permettendo le transazioni più veloci e le commissioni più basse.

Che cos’è lo sharding?

La tecnologia sharding è la divisione della blockchain nelle partizioni più piccole chiamate shard.

Queste shard permetterebbero ad alcuni nodi specifici di ottimizzare il processo della verifica delle transazioni.

L’eliminazione del numero dei nodi coinvolti nell’elaborazione di ogni transazione consente all’aumento della capacità espressiva dell’intera rete Ethereum.

Questo perché, al contrario di ciò che si potrebbe pensare, il maggior numero dei nodi rende la blockchain più lenta e riduce la scalabilità nonostante, allo stesso tempo, la rendesse più sicura.

Il trilemma della scalabilità presentato nel passato da Buterin descrive come la scalabilità, la decentralizzazione e la sicurezza siano correlate e coma una blockchain possa possedere soltanto due delle tre caratteristiche.

Lo sharding ridurrebbe la sicurezza degli shard, per la sua struttura specifica e sarebbe più facile da compromettere.

Per mitigare la vulnerabilità della sicurezza dovuta allo sharding, Ethereum sta per implementare Casper che permetterà il passaggio dal Proof of Work al Proof of Stake.

Mentre nel concetto Proof of Work, la sicurezza viene garantita dall’hash power che richiede una grande spesa energetica, uno shard ne richiede soltanto una piccola frazione rendendo la rete meno sicura.

L’implementazione del Proof of Stake permetterà di ovviare a questo problema.

Ogni nodo dovrà mettere a garanzia un deposito che gli impedirà di rendere l’attacco conveniente e in più, i validatori verranno ogni volta rimescolati impedendogli la possibilità di lavorare sullo stesso shard e di sapere in anticipo sul quale shard svolgeranno i compiti.

Aneta Karbowiak
Aneta Karbowiak

Laureata in Biologia all'Università degli Studi di Genova, si è presto interessata allo sviluppo delle applicazioni mobili e dei chat bot. È entrata nel mondo dell'editoria come manager di un sito di sport inglese dove ha gestito un team di dieci persone. Appassionata della tecnologia blockchain e delle criptovalute, ha cominciato a scrivere per Qubithacker.

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