Giustizia è fatta, anche sulla Blockchain
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Giustizia è fatta, anche sulla Blockchain

By Simona Naldi - 22 Mag 2018

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Bankex, protocollo nato per supportare una molteplicità di servizi quali pagamenti, promozione e tokenizzazione dei contenuti multimediali, ha lanciato un servizio innovativo, per ora ancora sperimentale, il Claim Solution Board.

Si tratta di una piattaforma, la cui logica è basata sullo studio della teoria dei giochi e dei grandi numeri, che si pone come obiettivo quello di essere un fattore di risoluzione per le controversie in sede arbitrale, il tutto regolato con un sistema di smart contract.

Tutto nasce da una combinazione di tecnologia e di giudizio umano.

Pensiamo al caso in cui due persone hanno un contrasto sull’esecuzione di un lavoro o di una attività: normalmente dovrebbero rivolgersi a un giudice ed entrare in un’aula di un tribunale.

Oppure, in Italia, è possibile rivolgersi a una delle forme di mediazione istituzionale previste dalla legge. Questo tipo di procedure hanno lo svantaggio di essere costose, lente e, soprattutto, di essere  basate esclusivamente sul giudizio di un mediatore/giudice.

Il giudizio di un singolo terzo è, per quanto corretto, comunque piegato a una non superabile soggettività.

Nello stesso tempo, però, da solo lo smart contract non può valutare elementi complessi, quali ad esempio la buona realizzazione di un lavoro intellettuale, magari complesso come una relazione.

A questo punto subentra il Claim Solution Board.

In una fase preliminare chi accetta il suo intervento salva documenti e stato dei lavori svolti sulla blockchain di Bankex, rendendoli quindi non modificabili.

In caso di contenzioso una delle parti segnala la sua insoddisfazione alla piattaforma, iniziando una procedura di contestazione.

La piattaforma seleziona 51 giurati, cioè membri della comunità e invia a loro il tema del contendere e la documentazione raccolta.

Entro un tempo breve i giurati votano la propria posizione e decidono.

A favore di una decisione più giusta vi è il principio statistico per cui maggiore è la base decisionale più corretta è la decisione, cioè una riedizione scientifica del concetto “Vox Populi, Vox Dei”.

In questa fase sperimentale i giurati sono stati predeterminati tra le persone più qualificate della comunità di Bankex.

Tali giurati non percepiscono alcuna remunerazione.

Messa a punto la piattaforma questo diritto di voto spetterà a tutta la comunità, costituita da tutti i possessori del token, mentre la piattaforma vigilerà per i casi di eventuali corruzione.

Da tenere particolarmente sotto controllo saranno i problemi relativi agli “Oracoli” cioè agli indicatori automatici di eventi, e, nello stesso tempo, al corretto caricamento dei dati sulla blockchain.

Se questi problemi saranno superati possiamo essere veramente di fronte ad una soluzione low cost e democratica di molti problemi della Giustizia Civile moderna.

Simona Naldi
Simona Naldi

Laureata in materie scientifiche, blogger, editor per libri in lingua inglese, public relation per autori di libri.

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