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EOS straccia Telegram, raccolti quasi 4 mld di dollari
EOS straccia Telegram, raccolti quasi 4 mld di dollari
Blockchain

EOS straccia Telegram, raccolti quasi 4 mld di dollari

By Aneta Karbowiak - 30 Mag 2018

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Una startup con sede alle Isole Cayman chiamata Block.one ha raccolto quasi quattro miliardi di dollari dalla sua vendita di token EOS.

La compagnia non ha fatto una ICO classica, ma ha optato per la distribuzione dei token a prezzi di mercato.

Block.One ha raccolto dai venture capital 651.902 ether in cambio di 200 milioni di token EOS, che rappresentano il 20% del totale di 1 miliardo di token EOS distribuiti.

Cento milioni, un decimo di quel miliardo, sono stati riservati alla compagnia, mentre la distribuzione dei rimanenti 700 milioni finirà in poche ore.

La raccolta fondi ha superato anche la pre-ICO di Telegram che, in pochi giorni, ha ricevuto 1.7 miliardi di dollari.

Se Block.one riuscirà a chiudere la distribuzione con quattro miliardi di dollari passerà alla storia come una delle raccolte più grandi al mondo.

Le ICO sono tutte scam?

WSJ riporta che dall’inizio del 2018 le ICO hanno raccolto in totale più di 7 miliardi di dollari, mentre l’anno scorso la raccolta si è fermata a 6.6 miliardi.

Non tutte le compagnie, però, sono del calibro di EOS o Telegram.

Tra queste, ci sono anche tante ICO scam che secondo alcune stime coinvolgono l’80% di tutte le token sale.

Ad ora, nessuno sa come verranno utilizzati i fondi raccolti.

Block.one ha già cominciato a stringere delle partnership per aiutare lo sviluppo della tecnologia blockchain.

A maggio, la compagnia ha destinato 3 milioni di dollari a Virginia Tech per istruire gli sviluppatori mentre ad aprile ha stretto una partnership da 200 milioni per accelerare lo sviluppo dell’ecosistema Eosio in Asia.

Questi investimenti si aggiungono ad altri 100 milioni messi in campo per la partnership con FinLab AG, legata allo sviluppo di Eosio in Europa, e ai 325 milioni per la joint venture con Mike Novogratz.

Da cosa dipende il successo di EOS?

Il successo della distribuzione di EOS può essere attribuito a vari fattori.

Daniel Larimer, la mente dietro Eosio, ha già alle spalle altri due progetti blockchain di grande successo: BitShares, exchange decentralizzato e il blog Steemit.

Larimer è una figura importante nell’ambiente blockchain ed è anche il creatore del meccanismo di consenso Delegated Proof of Stake.

Eosio nasce non solo per essere una blockchain, ma per creare un ecosistema basato sulla tecnologia decentralizzata e per ridisegnare l’architettura del mondo online odierno e sfociare in ciò che viene definito come Internet 3.0.

Inoltre, Eosio vuole diventare una struttura per le più grandi applicazioni decentralizzate (DApp) del futuro.

Con Bitfinex che ha già annunciato la creazione di Eosfinex basato su Eosio, Everipedia e Ono tra le più importanti, sembra che la blockchain di Larimer sia destinata a un futuro brillante.

In aggiunta, Block.One ha annunciato che destinerà 1 miliardo di dollari per le startup che vogliono costruire su Eosio.

EOS è un security token?

La startup ha fatto il possibile per evitare le leggi sulle securities della SEC, la Securities and Exchange Commission USA.

In ordine: la creazione della compagnia alle Isole Cayman, la rinuncia alla ICO in favore della distribuzione, la blockchain che verrà lanciata dalla community di EOS piuttosto che dalla compagnia stessa, l’esclusione dei residenti e cittadini americani o cinesi dalla distribuzione sono state tutte decisioni per non incorrere in rischi legali.

Il successo della crowdsale non ha trovato ostacoli nemmeno dai termini e dalle condizioni della partecipazione, secondo cui “i token EOS non hanno alcun diritto, uso, scopo, attributo, funzionalità o caratteristiche, espressa o implicita, compresi, a titolo esemplificativo, usi, scopi, attributi, funzionalità o caratteristiche sulla piattaforma EOS”.

Si legge anche che “l’acquirente può perdere tutto l’importo pagato” o che “i token EOS potrebbero non avere alcun valore.”

Aneta Karbowiak
Aneta Karbowiak

Laureata in Biologia all'Università degli Studi di Genova, si è presto interessata allo sviluppo delle applicazioni mobili e dei chat bot. È entrata nel mondo dell'editoria come manager di un sito di sport inglese dove ha gestito un team di dieci persone. Appassionata della tecnologia blockchain e delle criptovalute, ha cominciato a scrivere per Qubithacker.

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