La Crypto Valley svizzera testa il voto su blockchain
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La Crypto Valley svizzera testa il voto su blockchain

By Aneta Karbowiak - 11 Giu 2018

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Dal 25 giugno al primo luglio i residenti di Zug effettueranno il voto consultivo tramite il sistema eID che sfrutta la blockchain per testare la possibilità di votare attraverso questa tecnologia.

Swissinfo ha informato che alla votazione prenderanno parte circa 200 cittadini che useranno l’applicazione mobile uPort.

Il voto non sarà vincolante per le autorità cittadine e più che altro servirà come sondaggio su argomenti quali: la presenza o meno di fuochi d’artificio al Festival del lago, l’utilizzo del sistema eID per il prestito di libri dalla libreria o per pagare il parcheggio, come anche la possibilità di continuare a votare nei referendum attraverso la tecnologia blockchain.

Zug, la Crypto Valley svizzera

Zug si è affermata come crypto-friendly nel momento in cui ha introdotto pagamenti in criptovalute per alcuni dei suoi servizi. Da allora ha introdotto anche un sistema digitale di identificazione basato sulla tecnologia blockchain e creato un database decentralizzato che consente ai residenti il controllo sui propri dati.

La Svizzera è uno dei Paesi migliori per quanto riguarda una regolamentazione favorevole alle criptovalute ed è anche uno di quei posti dove le startup vanno a lanciare le proprie ICO.

Il 6 giugno, la banca privata Hypothekarbank Lenzburg è diventata la prima banca in Svizzera a fornire conti commerciali a startup di blockchain e criptovalute.

Il Paese alpino è molto proiettato verso l’adozione della tecnologia blockchain e, l’anno scorso, un consorzio di diverse aziende ha creato un sistema digitale svizzero SwissID.

Il sistema è stato lanciato dalla Posta Svizzera, le Ferrovie Federali Svizzere, un operatore di borsa e diverse banche e compagnie assicurative chiamate SwissSignexternal.

Ci vuole cautela con il voto su blockchain

Nel passato, SwissID è stato criticato per essere stato delegato alle aziende del settore privato piuttosto che essere gestito dal governo stesso.

“La prova dell’identità digitale dovrebbe essere un compito del governo, ma il governo ha sfortunatamente delegato questo al settore privato”, ha detto l’Associazione svizzera per la protezione dei consumatori in una dichiarazione. “La verifica digitale dell’identità da parte delle società private sarebbe incoerente e soggetta alle forze del mercato”.

Intanto, Vitalik Buterin ha recentemente twittato contro le votazioni online a causa dell’insicurezza riguardo privacy e sicurezza.

In teoria, tutto ciò che si trova su blockchain potrebbe essere compromesso dall’attacco del 51%.

“Thread importante: Il voto online richiede alcune specifiche proprietà di privacy e sicurezza e tecniche specifiche per raggiungerli, e solo spingere le cose su un libro mastro pubblico può spesso essere addirittura controproducente.”

Il governo svizzero si prefigge come scopo entro la fine del 2019 l’attuazione del voto elettronico nei due terzi del Paese.

Aneta Karbowiak
Aneta Karbowiak

Laureata in Biologia all'Università degli Studi di Genova, si è presto interessata allo sviluppo delle applicazioni mobili e dei chat bot. È entrata nel mondo dell'editoria come manager di un sito di sport inglese dove ha gestito un team di dieci persone. Appassionata della tecnologia blockchain e delle criptovalute, ha cominciato a scrivere per Qubithacker.

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