EOS in confusione. La Costituzione cambierà
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EOS in confusione. La Costituzione cambierà

By Aneta Karbowiak - 27 Giu 2018

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Ieri, 26 giugno, la community di EOS si è svegliata con la notizia che 3.570 EOS di uno dei sette account congelati sono stati sbloccati e spostati da un hacker verso Bitfinex.

La cosa è stata resa possibile per la distrazione di uno dei 21 Produttori di Blocchi (BP).

La negligenza del BP ha provocato l’indignazione della comunità, con tanto di accuse di una denuncia all’EOS Core Arbitration Forum (ECAF). La reazione di Daniel Larimer non si è fatta aspettare. Deluso, ha proposto di cancellare la Costituzione.

“Il cane ha mangiato il mio compito”

Pochi giorni fa, i BP e la ECAF avevano deciso di congelare degli account presumibilmente sottoposti a phishing. Un atto dovuto, finché non vi fosse stato un ordine contrario.

Peccato, però, che proprio ieri, EOS Store, uno dei BP, ha cominciato a processare le transazioni di uno degli account della lista nera, permettendo a un hacker di spostare i fondi su Bitfinex.

Daniele Larimer

Uno dei membri della community ha chiesto al rappresentante di EOS Store delle spiegazioni riguardo al mancato mantenimento dell’ordine della ECAF e ha ricevuto queste risposte contrastanti:

“Non ho ricevuto l’ultima lista nera”

“Non ho partecipato alla riunione”

“Avevo qualcos’altro da fare”

“Mi dispiace di avere aggiornato la lista nera in ritardo”

“Non ho verificato ieri il canale Telegram e quindi l’ho persa”

Insomma, il BP ha fornito delle scuse deboli, non sufficienti a giustificare la sua mancata esecuzione dell’ordine di aggiornare la lista degli account congelati.

Considerando la negligenza del BP, la community ha subito chiamato in causa la ECAF per fare il freeze dell’account del BP e possibilmente punirlo adeguatamente.

Lo stesso Daniel Larimer è intervenuto per provare a gestire la situazione dicendo “sono anche stanco di come sono tutti felici di citare in giudizio” e ha riconosciuto la “grave colpa”, aggiungendo che non si può presumere che siano tutti così irresponsabili.

Mentre la comunità discuteva sul da farsi, Paolo Ardoino, CTO di Bitfinex, è intervenuto dicendo che l’hacker ha convertito gli EOS in ETH e li ha prelevati. Ha aggiunto, inoltre, che ha fatto partire l’intervento di un gruppo investigativo di Bitfinex per tracciare ulteriormente i fondi.

“Mi sono appena informato, esiste una possibilità remota che possiamo congelare i fondi che hanno raggiunto un altro scambio (li abbiamo già contattati per vedere se i fondi hanno lasciato lo scambio). Sarebbe fantastico”,  ha detto Ardoino.

Alla fine il BP ha offerto di rimborsare la vittima. Larimer è tornato con un comunicato:

“Il mio parere ufficiale sulle controversie riguardanti le chiavi rubate è che non si dovrebbe intraprendere alcuna azione. I produttori dovrebbero fare una campagna per utilizzare parte della loro retribuzione per le donazioni per restituire i soldi alla vittima. Sto preparando un post sul blog per la mia motivazione.”

La delusione di Daniel Larimer

Dopo giorni di discussioni sui vari casi degli account congelati, della non conformità dei BP, della presenza degli exchange trai BP, dell’incompetenza delle comunicazioni di ECAF, dei fork imminenti e tante altre, Larimer si è mostrato molto deluso dal comportamento della community di EOS, accusando il sistema per le sue inefficienze e troppo potere acquisito:

“Ho imparato molto sulla natura umana osservando le dispute, la caccia alle streghe, la mentalità del “portare tutto prima davanti a ECAF”. Il CTO di Block.one, considerando la situazione dello “stato polizia” che si è creata, ha espresso la sua paura che la ECAF “possa diventare un corpo regolatore dal potere indefinito e imprevedibile”.

È per questo che ha deciso di cambiare tutto e di creare una nuova costituzione con delle regole completamente nuove.

Una nuova Costituzione

Ciò che doveva essere “il più grande esperimento sociale mai visto su Internet” è fallito. La community di EOS ha mostrato che non è capace di governarsi da sola e che la governance off-chain non può essere designata e adottata subito.

Ci vuole un processo e Larimer intende crearlo a passi piccoli perché “l’approccio decentralizzato deve essere meglio di quello centralizzato, altrimenti che senso ha?”.

Il creatore di EOS ha constatato che ECAF “è il Wild West” e che “l’arbitrato dovrebbe essere limitato alla correzione dell’intento del codice” e il congelamento degli account “dovrebbe essere limitato al codice non funzionante all’intento” ovvero che a “meno che un contratto non funzioni in modo corretto o un utente stia sfruttando un contratto anomalo, nulla deve essere congelato”.

Il tanto controverso l’Articolo XV della Costituzione sarà cancellato e tutta la governance avverrà tramite uno smart contract senza che ci sia una sentenza arbitraria vincolante per tutti.

La ECAF perderebbe così la sua autorità sui BP, a meno che i Produttori non esprimano il consenso attraverso un’obbligazione. E l’autorità sarà legata soltanto a quella obbligazione.

Larimer dice che è stanco di tutti gli scam, phishing e furti che succedono nel mondo crypto, ma ciò che lo rende “ancora più stanco è vedere una nuova forma di potere illimitato prendere posto”.

La recovery di EOS

Nel passato, una delle caratteristiche più distintive di EOS era la sua possibilità di recovery dei fondi rubati.

Adesso Larimer dice che l’unico motivo per cui un’account può essere congelato è un bug nel codice e non le chiavi rubate. Aggiunge, però, che grazie al suo hard wallet,  che funzionerà inizialmente su iPhone e MacBook Pro dell’Apple, le chiavi non saranno più rubate perché ci sarà un riconoscimento biometrico delle impronte digitali, oltre al multi-device multi-sig che ne garantiranno la sicurezza.

Inoltre, Block.one sta creando gli strumenti per il recupero dell’account, anche se si perde il proprio iPhone.

Questi sono soltanto alcuni dei cambiamenti proposti da Larimer che vuole focalizzarsi soprattutto sullo “stabilire le linee guida e responsabilità comunitarie e tracciare la linea il più obiettivamente possibile per massimizzare la fiducia e le protezioni.”

Per tutte le cose dove il codice non è abbastanza, come ad esempio il comprare i voti, la collusione dei BP, l’insider trading o la trasparenza dei BP, bisogna utilizzare le soluzioni delle DApp.

Larimer ha proposto quindi di cancellare tutta la Costituzione e sostituirla con un’altra tramite un referendum.

Una nuova Costituzione dovrebbe ridare il potere alla blockchain e fare più affidamento al codice per creare “un consenso globale più ampio e meno corruttivo”.

Sta alla community se adottarla o se continuare con quella presente.

Insomma, “il codice è la legge”? Secondo Larimer no: “l’intento del codice è la legge”.

Daniele Larimer

Aneta Karbowiak
Aneta Karbowiak

Laureata in Biologia all'Università degli Studi di Genova, si è presto interessata allo sviluppo delle applicazioni mobili e dei chat bot. È entrata nel mondo dell'editoria come manager di un sito di sport inglese dove ha gestito un team di dieci persone. Appassionata della tecnologia blockchain e delle criptovalute, ha cominciato a scrivere per Qubithacker.

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