Quando la blockchain diventa religione
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Quando la blockchain diventa religione

By Aneta Karbowiak - 1 Lug 2018

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Secondo alcuni, Bitcoin non sta soltanto rivoluzionando il mondo delle valute e della tecnologia, ma sta diventando un culto, una religione o qualcosa del genere.

Basti pensare a certi hodler e a quanta emotività impiegano nel difendere le proprie opinioni, a volte più da fanatici che da semplici investitori.

E se qualcuno, dall’esterno, osserva il fenomeno, non sbaglia poi tanto a ritenere che il mondo crypto assomiglia un po’ ad una religione.

“Bitcoin Jesus”: le criptovalute e la religione

Per dirne una, Amber Baldet, ex capo del progetto blockchain di JP Morgan Quorum e attuale CEO della cripto startup Clovyr, ritiene che nelle criptovalute c’è un qualcosa che stimola il fervore mistico.

”Ci vuole una certa dose di irrazionalità per credere che il mondo potrebbe essere drammaticamente diverso, e una certa dose di dogmatismo per rimanere fedeli a quella convinzione mentre tutti gli altri dicono che probabilmente fallirai”, dice Baldet. “Quindi, non sorprende che le comunità blockchain e cripto appaiano settarie”.

E’ un tipico misticismo, legato alla percezione che si è partecipi di qualcosa di unico e irripetibile.

La percezione di far parte di un gruppo di persone esclusivo scatena delle reazioni emotivi forti nei confronti di chi è al di fuori del sistema. In un certo senso può essere comparato al fanatismo di chi crede di sapere le cose che gli altri non sanno.  

Pensiamo, ad esempio, a un certo culto della personalità che circonda i grandi developer di blockchain.

Lo stesso creatore di bitcoin, Satoshi Nakamoto, è scomparso dalla faccia della terra. Cos’altro avrebbe potuto fare per aggiungere altro misticismo alla sua creatura, re Bitcoin.

Non molto diversa è l’atmosfera che circonda Vitalik Buterin disegnato spesso con un’aureola sopra la testa.

O Roger Ver, il promotore di Bitcoin Cash, che parla di se stesso come “Bitcoin Jesus”.

Anche le frasi utilizzate dalla crypto nazione e i tatuaggi, spesso connessi ad altri segni religiosi, sono il segno di una fede nel movimento.

La tecnologia blockchain come anche l’intelligenza artificiale aggregano gruppi di visionari, sviluppatori, investitori ed “evangelizzatori” i quali, a loro volta, inventano parole e concetti che descrivono un nuovo sistema di credenze.

I token hodler si passano le notizie e cercano di far entrare più persone possibili nel loro mondo ristretto, acclamando un token piuttosto che un altro.

“L’estraneità delle idee e dei valori che generano può essere alienante e addirittura allarmante per coloro che non sono direttamente coinvolti. Nel caso delle blockchain, le iniezioni di capitale, speculazione e volatilità alimentano un’eccitazione inebriante. Il credo ha un ruolo importante da svolgere perché la reputazione e i mercati giocano un ruolo importante negli investimenti in corso nelle culture blockchain” ha detto a Wired Ruth Catlow, co-fondatrice della galleria Furtherfield.

Una chiesa su blockchain

A maggio, l’imprenditore Matt Liston e l’artista Avery Singer hanno lanciato una chiesa su blockchain. 0xΩ è il progetto di un protocollo di consenso sulla blockchain di Ethereum.

Acquisendo una partecipazione in 0xΩ, i membri della chiesa possono votare su ciò che rappresenta meglio la loro identità religiosa.

Un obiettivo pratico è aiutare a gestire le donazioni in modo più democratico, raggiungere accordi e identificare meglio i leader onesti.

 

Aneta Karbowiak
Aneta Karbowiak

Laureata in Biologia all'Università degli Studi di Genova, si è presto interessata allo sviluppo delle applicazioni mobili e dei chat bot. È entrata nel mondo dell'editoria come manager di un sito di sport inglese dove ha gestito un team di dieci persone. Appassionata della tecnologia blockchain e delle criptovalute, ha cominciato a scrivere per Qubithacker.

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