Lightning Network funziona da exchange decentralizzato
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Lightning Network funziona da exchange decentralizzato

By Aneta Karbowiak - 14 Lug 2018

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Mercoledì 12 luglio, Charlie Lee, creatore di Litecoin e uno dei maggiori proponenti di Bitcoin ha scritto su Twitter che “Lightning Network sarà un exchange decentralizzato definitivo” e che gli utenti potranno scambiare litecoin e bitcoin tramite la rete.

Cos’è Lightning Network

Lightning Network è la soluzione per la scalabilità di Bitcoin di secondo livello che permette i pagamenti istantanei tra i partecipanti della rete. Richiede la creazione di un canale di pagamento multisig bidirezionale.

Cryptonomist ha riportato tre giorni fa che la rete Lightning sta avendo uno sviluppo esponenziale con 9,000 canali aperti e 57 BTC di capacità del network, ma oggi questa cifra è già salita a 71 BTC, che corrisponde a 445 mila dollari destinati potenzialmente a dei micropagamenti.

Uno degli aspetti principali di LN è la sua capacità di conservare le transazioni localmente sui nodi Lightning, creati dagli utenti, con la possibilità di trasmetterli on-chain in un secondo momento. Le transazioni avvengono quindi off-chain evitando la congestione della blockchain per poi essere saldati soltanto alla chiusura del canale.

La tecnologia è stata pensata per essere implementata primariamente su Bitcoin, ma può essere estesa ad altre criptovalute.

Gli Atomic Swaps

Questa interoperabilità permette lo scambio decentralizzato e trustless di diverse altcoin che sono state formate dal codice base di Bitcoin come, ad esempio, Litecoin, Dogecoin, Zcash e altre.

L’interoperabilità è garantita dai cosiddetti atomics swap che linkano due blockchain differenti. Laddove gli swap atomici collegano in modo efficace le blockchain, la rete Lightning collega i canali di pagamento. E proprio perché le meccaniche sottostanti sono le stesse, è facile unire la rete Lightning con gli swap atomici.

Ciò significa che un peer che apre canali su entrambe blockchain potrebbe fungere da processore di pagamento o un exchange di criptovalute.

Charlie Lee ha descritto questo processo così:

“Gli utenti che eseguono LN su BTC e LTC possono pubblicizzare un prezzo di scambio e agire come un intermediario che guadagna uno spread. Altri utenti possono agire come acquirenti e scambiare atomicamente LTC / BTC con il nodo maker tramite Lightning.”

 

Il developer ritiene però che non sarà il bitcoin ad essere il principale punto d’entrata per chi vuole fare i pagamenti tramite il LN, ma prevede che sarà litecoin la rampa di lancio per questo tipo di tecnologia.

Questo perché aprire e finanziare il canale con bitcoin richiede tanto tempo e le commissioni sono più alte di quelle di litecoin per cui, Lee pensa che gli utenti preferiranno utilizzare litecoin per poi scambiarli con bitcoin istantaneamente tramite gli atomic swap.

“Litecoin sarà anche il più semplice onramp sulla rete Lightning. BTC richiede troppo tempo e costi elevati? Nessun problema. Si può aprire un canale di pagamento LTC sulla catena in modo economico e rapido, quindi scambiare atomicamente per BTC se e quando è necessario. Lo si può fare con un solo passaggio usando gli swap sottomarini!”

Recentemente è stata rilasciata una guida per gli utenti di Mac su come creare un nodo Litecoin Lightning Network direttamente dai comandi di copia-incolla della guida.

Gli sviluppi futuri

Lightning Network ha il potenziale di essere un vero e proprio exchange decentralizzato, simile a quelli esistenti con token basati su Ethereum. Gli Atomic Swaps daranno quindi la possibilità di scambiare le criptovalute che implementano LN. Nel futuro si cercherà anche di rendere compatibili gli Atomic Swaps tra più criptovalute, incluse quelle basate su Ethereum e su altre blockchain che implementano il LN.

Attualmente ci sono almeno tre aziende che lavorano sullo sviluppo della tecnologia lightning ovvero Lightning Labs, Blockstream e Acinq.

In parallelo si lavora anche sull’anonimato delle transazioni che grazie all’implementazione di CoinJoinXT sul Lightning Network permette di aggiungere al bitcoin uno strato di privacy.

Aneta Karbowiak
Aneta Karbowiak

Laureata in Biologia all'Università degli Studi di Genova, si è presto interessata allo sviluppo delle applicazioni mobili e dei chat bot. È entrata nel mondo dell'editoria come manager di un sito di sport inglese dove ha gestito un team di dieci persone. Appassionata della tecnologia blockchain e delle criptovalute, ha cominciato a scrivere per Qubithacker.

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