La New Development Bank (NDB) è un ente finanziario creato dagli stati BRICS per il finanziamento di progetti di sviluppo sia privati che pubblici.

Si tratta di una sorta di Banca Mondiale che fa riferimento non ai Paesi occidentali, ma a Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, nazioni ad alto tasso di sviluppo.

Durante il recente meeting dei BRICS a Johannesburg è stato firmato un accordo di collaborazione fra questi Stati per lo sviluppo comune di ricerche a tema blockchain, finanziato e gestito tramite la NDB.

La NDB è nata nel 2010 come BRICS Bank, su iniziativa della Vnesheconombank e della China Development Bank, naturalmente dietro iniziativa dei rispettivi governi.

A questa istituzione iniziale hanno poi aderito le banche centrali degli altri Paesi dell’organizzazione.

L’istituzione, dotata di una capitalizzazione pari a 100 miliardi di dollari, ha come missione quella di mettere a disposizione un ente sovranazionale indipendente dal FMI (nel quale l’influenza statunitense è molto forte), per finanziare i progetti di sviluppo indipendenti.

Come affermato dal membro del board della russa Vnesheconombank, Mikhail Poluboyarinov:

“Noi lavoriamo con le banche di sviluppo dei BRICS in varie aree chiave, inclusa la cooperazione finanziari, il credito allo sviluppo, il finanziamento nelle singole valute nazionali e l’implementazione delle innovazioni. Il lavoro congiunto apre a nuove opportunità per l’export russo grazie ai grossi progetti industriali che ricevono gli investimenti. L’attuale accordo permette alle banche di sviluppo dei BRICS di studiare le applicazioni delle tecnologie innovative nella finanza e nell’ottimizzazione dei prodotti bancari”.

Cina, Russia e India, pur essendo estremamente diffidenti nei riguardi delle criptovalute, sono molto impegnate nel settore della DLT.

Soprattutto la Cina ha posto l’implementazione della blockchain fra le proprie priorità di ricerca e di sviluppo tecnologico.