Larimer dice basta alle chiavi private su EOS
Larimer dice basta alle chiavi private su EOS
Criptovalute

Larimer dice basta alle chiavi private su EOS

By Aneta Karbowiak - 8 Ago 2018

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Da quando la mainnet è stata lanciata, EOS ha fatto parecchio parlare di sé e, dopo qualche intoppo iniziale, le cose procedono bene da un punto di vista tecnico e di sviluppo del progetto.

EOS batte record su record per quanto riguarda il numero delle transazioni al secondo che hanno raggiunto oltre 3700 TPS.

Ma non è tutto perché Daniel Larimer ama tirare gli assi fuori dalla manica e ultimamente ha lanciato alcune bombe sulla community di EOS, tra cui quella del noleggio dei token e degli update riguardo all’hardware wallet.

Il REX

Il 3 agosto Larimer ha annunciato la nascita di REX, ovvero il Resource Exchange, dove i possessori di token potranno mettere in stake i loro EOS per un certo periodo per poi riprendere i token e un premio nella forma di una quota.

La quota sarà proporzionale a tutte le entrate che arriveranno al REX in quel periodo e che giungeranno dalle commissioni ricavate dalle aste dei nomi, dal trading della RAM e dalle sue commissioni.

Non esiste nessun rischio di perdita per il possessore di token e si ricevono sempre più EOS di quanti se ne abbia messi in stake all’inizio. Insomma, è tutto un profitto a zero rischio.

Larimer dice basta alle chiavi private

È già da tempo che Block.one parla di un hardware wallet per EOS e qualche volta Larimer ha menzionato alcune caratteristiche di questo portafoglio. Ha ripetuto più volte su Telegram che il suo sarà il wallet più sicuro di tutti.

Pochi giorni fa, il co-founder di EOS ha detto che è “pompato per il demo del portafoglio” che il team gli ha consegnato.

Il wallet utilizzerà l’enclave sicura di Apple che è incorporata negli iPhone e nei MacBook per la convalida delle chiavi ellittiche per includere la curva secp256r1.

“Questo è lo standard creato da NIST e utilizzato da Apple, Android e molte Smart Card. Gli utenti avranno la possibilità di scegliere le loro curve (secp256k1, è utilizzato da Bitcoin ed EOS per impostazione predefinita) e ne possono usare entrambe (r1 e k1) se non sanno di quale fidarsi! L’aspetto più importante di questo è che darà ad ogni utente del telefono cellulare un portafoglio hardware con convalida biometrica come secondo fattore di autenticazione” ha scritto Larimer in un post.

Cosa vuol dire? Vuol dire che basterà premere il dito al lettore delle impronte digitali per effettuare una transazione, un po’ come si fa adesso con i brani acquistati su iTunes o con le app di Apple.

Il team sta già lavorando ad un applicazione per Android di ultima generazione.

Il portafoglio sarà utilizzabile soltanto sugli smartphone e sui Mac in quanto essi sono dotati di uno schermo “perché la visualizzazione è necessaria per capire cosa stai firmando”, dice Larimer.

Ciò che vuole ottenere il visionario delle criptovalute è l’obsolescenza delle chiavi crittografiche o, almeno, il loro utilizzo semplificato.

La mancanza della dimestichezza nell’utilizzazione delle chiavi private può spesso essere riconducibile alla perdita dei token e lo scopo è quello di fare utilizzare queste chiavi il meno possibile al suo possessore.

“L’utente non vedrà mai la parola chiave nella nostra interfaccia. Non dovrà vedere mai una chiave pubblica o privata”, scrive Larimer.

Sorge spontaneamente la domanda su come l’utente dovrà importare il suo indirizzo nel nuovo portafoglio. Questo avverrà grazie a un’unica importazione della chiave privata esistente per firmare una transazione. Questa chiave non verrà mai salvata e idealmente verrà rimossa dall’account.

Non vi è alcun dubbio che minimizzando l’interazione con le chiavi private e l’adozione del lettore biometrico ridurrà il rischio di cadere vittime degli attacchi hacker.

Il portafoglio supporterà diversi account e funzionerà con qualsiasi dapp e qualsiasi catena dell’ecosistema eosio. Il lancio del wallet è da aspettarsi entro pochi giorni.

Una stablecoin su EOS

Havven, una startup australiana ha annunciato che entro la fine dell’anno vuole portare su EOS la sua stablecoin nUSD attualmente presente sulla blockchain di Ethereum.

Lo scopo del progetto sarebbe quello di creare una stablecoin cross-blockchain capace di garantire la compatibilità tra Ethereum ed EOS.

Anche Block.one sta lavorando sulla stablecoin che verrà lanciata questa estate insieme all’exchange decentralizzato.

Aneta Karbowiak
Aneta Karbowiak

Laureata in Biologia all'Università degli Studi di Genova, si è presto interessata allo sviluppo delle applicazioni mobili e dei chat bot. È entrata nel mondo dell'editoria come manager di un sito di sport inglese dove ha gestito un team di dieci persone. Appassionata della tecnologia blockchain e delle criptovalute, ha cominciato a scrivere per Qubithacker.

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