Cos’è un oracolo e il rapporto con Ethereum e MakerDAO
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Cos’è un oracolo e il rapporto con Ethereum e MakerDAO

By Adrian Zmudzinski - 1 Dic 2018

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Cos’è un oracolo della blockchain di Ethereum? E qual è il loro rapporto con gli smart contract?

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Queste sono alcune delle domande che sempre più spesso vengono poste nell’ambiente crypto, soprattutto grazie all’affermazione di progetti come Oraclize.

Ci sono infatti molti approcci sugli oracoli e il più utilizzato è quello di Oraclize, che usa delle prove di autenticità – authenticity proof – per dimostrare che il dato mandato sulla blockchain è autentico e non darà problemi alla dApp. Ad oggi Oraclize ha processato oltre 1 milione di transazioni su Ethereum, mandando dati ad applicazioni blockchain, e ci sono oltre 800 dApp basate su Oraclize.

Perché si utilizzano gli oracoli?

La decentralizzazione promessa dalla blockchain, affiancata dagli smart contract, sembra avere il potenziale di rivoluzionare molti aspetti della nostra vita, disintermediando molte delle nostre interazioni tramite un sistema potenzialmente senza punti deboli.

Con una più attenta analisi, però, troviamo un punto debole che difficilmente potrà essere rimosso da questi sistemi anche con molti anni di sviluppo. Il problema è che nativamente per una blockchain è impossibile recuperare dati al di fuori della blockchain stessa.

Se abbiamo una polizza assicurativa, un casinò o aziende che vogliono importare dati sulla blockchain, gli oracoli sono la soluzione. Infatti, spesso succede che gli smart contract abbiano bisogno di informazioni che non sono presenti sulla blockchain e che non possono essere calcolati con i dati presenti su di essa. In questi casi, solitamente, si ricorre agli oracoli.

Gli oracoli sono quindi degli agenti che verificano e inoltrano dati alla blockchain in modo che gli smart contract possano utilizzarli.

Qual è il potenziale punto di fallimento degli oracoli?

Se l’oracolo manda sulla blockchain dei dati sbagliati o malicious, la dApp non se ne potrà accorgere autonomamente e questo potrebbe scatenare sulla blockchain un risultato non corretto – il cosiddetto “garbage in, garbage out”.

Vista la centralizzazione ed il bisogno di fiducia che implica questo sistema, di solito gli smart contract utilizzano multipli oracoli per diminuire il rischio di hack o collusione.

Grazie a questo, più parti dovrebbero essere compromesse o colludere per creare un effettivo danno.

Cosa succederebbe se gli oracoli colludessero?

Le conseguenze di una simile collusione sarebbero potenzialmente molto gravi.

Basti pensare che i contratti sviluppati da MakerDAO utilizzano gli oracoli per conoscere il valore di Ethereum in dollari e tenere stabile il valore del token DAI per mezzo di incentivi criptoeconomici.

Recentemente, quasi l’1% di tutti gli Ethereum esistenti si trovava in questi smart contract, per cui le conseguenze di una manipolazione di questi dati potrebbero essere di larga portata.

Adrian Zmudzinski
Adrian Zmudzinski

Adrian è un appassionato di tecnologia e IT, specializzato nell'analisi di token, tecnologia blockchain e crypto. Il suo interesse verso Bitcoin risale al 2009, espandendosi al mondo delle crypto più in generale. Le sue analisi si concentrano per lo più sulle potenzialità tecnologiche alla base dei token.

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