Giacomo Zucco parla di MimbleWimble e Grin
Giacomo Zucco parla di MimbleWimble e Grin
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Giacomo Zucco parla di MimbleWimble e Grin

By Amelia Tomasicchio - 13 Apr 2019

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Qualche settimana fa Giacomo Zucco ha tenuto per Cryptonomist una diretta YouTube in cui ha risposto a molte domande dei lettori, ma non a tutte. Se nella prima parte dell’intervista – pubblicata lo scorso weekend e realizzata raccogliendo queste domande – Zucco ha parlato di RGB e Lightning Network e nella seconda ha espresso la sua opinione su Stellar Lumens e Cardano, in questa terza puntata si è invece parlato di MimbleWimble e Grin.

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Qual è la tua opinione su MimbleWimble e Grin?

La mia opinione su MimbleWimble è molto buona. MimbleWimble ha un design molto elegante, molto bello. Se la tecnologia che sta dietro MimbleWimble fosse stata testata sul campo e trovata sicura nei decenni precedenti Bitcoin non mi sarebbe dispiaciuto che Bitcoin avesse utilizzato questa modalità molto elegante di mischiare binding e hiding. Peraltro questo design crea a sua volta la necessità di sviluppare alcune altre scelte, come il modello client-side-validated e i contratti “scriptless-script”, che sono da un lato più complessi e difficili da sviluppare e adottare ma dall’altro molto più sicuri, privati e scalabili dei modelli adottati in Bitcoin.

MimbleWimble garantisce un ottimo anonimato a livello di base ed ha alcuni piccoli (e spesso esagerati da chi ne parla) vantaggi di scalabilità. La privacy è molto buona perchè permette di nascondere sia chi sta mandando pagamenti sia quanto è l’ammontare di questi pagamenti. La scalabilità è lievemente migliore nel senso che è possibile compattare la storia del consenso globale. Non esiste una vera e propria blockchain, esiste una catena di oggetti chiamati Kernel che possono essere compattati saltando alcuni passaggi circolari di pagamento. Quindi un ottimo design.

Peraltro il modo in cui questo design è stato promosso è molto bello dal punto di vista ideologico, perché come nel caso di Satoshi Nakamoto, si tratta di uno pseudonimo che è arrivato su Internet portando all’attenzione dei maggiori esperti, per subire una severa peer review, una idea già molto elaborata e raffinata, senza lanciare ICO, senza chiedere soldi, senza promuovere prodotti, ha condiviso la sua conoscenza sul tema e da lì il lavoro su Mimblewimble è andato avanti con molte persone, soprattutto il ricercatore di Blockstream Andrew Poelstra ma anche altri, analizzando e estendendo l’idea.

Tra l’altro il contributo di Andrew è importantissimo perché il protocollo inizialmente proposto da questo pseudonimo, che si faceva chiamare con il nome in francese di Lord Voldemort tratto dai libri di Harry Potter, non poteva supportare Lightning Network (che rappresenta già di per sé la principale prospettiva di privacy e scalabilità per Bitcoin). Non poteva in realtà supportare nessun tipo di script, ovvero di smart contract, mentre Andrew Poelstra oltre ad aver rifinito, aggiustato e migliorato la crittografia di MimbleWimble, ha aggiunto la possibilità di fare degli (“scriptless”) script complessi, che permettono in teoria di avere Lightning Network su MimbleWimble.

Quindi un progetto di ricerca fantastico, in definitiva.

Sono invece molto scettico sui tentativi di trasformarlo in un progetto di produzione ora come ora. Pensate che né il creatore di MimbleWimble, che poi è sparito, né i principali studiosi come appunto Andrew Poelstra che ne hanno sviluppato le parti più complesse, hanno mai lanciato una altcoin a partire da questo design, perché quello che aspettano di fare è o, un domani molto lontano, aggiungerlo a Bitcoin con un sistema chiamato extension blocks, oppure in tempi più rapidi sperimentarlo su delle sidechain di Bitcoin.

Per sperimentare una nuova architettura non è necessario anche lanciare un nuovo asset economico, anzi sarebbe decisamente meglio non farlo sotto diversi profili: non aggiungere anche incertezza di una sperimentazione economica alla sperimentazione di una infrastruttura. Quindi Andrew Poelstra e altri studiosi di MimbleWimble stanno aspettando di provare MimbleWimble su sidechain di Bitcoin.

MimbleWimble arriverà su Liquid, eventualmente, che è una sidechain federata. E poi più avanti potrebbe arrivare su altri tipi di sidechain. È già presente un test su  una sidechain sperimentale testnet chiamata Elements Alpha.

Grin invece è un tentativo di lanciare una nuova altcoin, cosa di cui sono scettico in generale da un punto di vista economico come già risaputo. Inoltre ci sono altre cose di Grin che mi rendono abbastanza scettico nello specifico, come la specifica politica monetaria che è di inflazione continuata e molto alta. Pensate che l’inflazione di Grin non scenderà sotto il livello diciamo così dell’inflazione attuale del dollaro americano per più di 50 anni, mentre bitcoin avrà un’inflazione più piccola del dollaro americano già a partire dall’anno prossimo a 10 anni dalla creazione, quindi comunque Grin è una moneta molto inflazionata. Che a livello di teoria economica non è a mio parere una buona idea.

Inoltre si tratta di un tentativo abbastanza strano dal punto di vista della proof of work di mischiare algoritmi ASIC resistant con algoritmi ASIC friendly. Detto questo il team di Grin è uno dei team che a mio parere stanno lavorando a una altcoin che ha per lo meno un interesse scientifico e tecnico. Un altro esempio è Monero. Grin è interessante da vedere come esperimento anche se io ne sconsiglierei l’utilizzo in produzione da parte di chiunque, ma è sicuramente un esperimento scientifico da seguire. Credo che lo terrò abbastanza d’occhio, diversamente da ulteriori implementazioni di MimbleWimble, come per esempio BeamMW, che invece ritengo meno interessante.

Amelia Tomasicchio
Amelia Tomasicchio

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di Cointelegraph e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder e direttrice di Cryptonomist.

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