Quantum computer vs Blockchain: chi vince?
Blockchain

Quantum computer vs Blockchain: chi vince?

By Alfredo de Candia - 20 Ott 2019

Chevron down

La caratteristica principale della blockchain è che la sua struttura permette di garantire che le informazioni contenute non siano soggette a manomissioni di terzi, disponendo di un sistema di chiavi che permette una sicurezza pressoché inviolabile. In tutti questi anni, soprattutto le blockchain principali e decentralizzate, hanno dimostrato la loro inviolabilità. Ma i quantum computer potrebbero cambiare tutto questo?

Questo sistema funziona se non entra in gioco una potenza tale da temere un attacco come quello di brute force, che potrebbe rompere l’accesso e quindi impadronirsi dei fondi. Fino ad ora tecnologie simili non sono mai esistite ma ora la situazione è cambiata. 

Blockchain vs Quantum Computer: è una vera sfida?

Con l’avvento dei primi quantum computer la questione è diventata rilevante nell’ambiente della crittografia, perché si pensa che questi computer potrebbero in futuro creare non pochi problemi alla blockchain e alle relative crypto.

Partiamo con ordine spiegando brevemente cos’è e come funziona un computer quantistico. Al contrario dei computer tradizionali, i quantum computer elaborano sequenze di bit 1 e 0 e possiedono la capacità di operare nello stesso momento 2 informazioni diverse grazie all’utilizzo dei quantum bits (qubit).

In pratica, i Qubit invece che in Bit permettono di eseguire diversi calcoli in parallelo anziché in maniera sequenziale.

Ma questo, come spiegato anche da Giacomo Zucco, non colpirebbe il mining.

Infatti, bitcoin è stato parzialmente concepito come quantum resistant: un computer quantistico non potrebbe risalire alla chiave dell’indirizzo bitcoin partendo dallo stesso proprio perché è un hash e quindi non potrebbe risalire alla sorgente originale.

Questo nel caso di bitcoin. Ma per le altre crypto?

La maggior parte delle crypto, le cosiddette altcoin, deriva dal codice sorgente di bitcoin e con opportuni aggiornamenti possono trasformarsi in quantum resistant senza problemi.

Per esempio,, Ethereum già nel 2015 aveva preso in considerazione la cosa utilizzando le firme di Lamport; stessa cosa vale per EOS, il cui CTO, Daniel Larimer, ha affermato che basterebbe semplicemente aggiornare il protocollo per non avere problemi.

Esistono blockchain e crypto che sono quantum resistant?

La risposta è sì, perché alcune utilizzano un sistema diverso di firme ed hash.

–   IOTA, che è una crypto basata su DAG (Directed Acyclic Graph) ha un sistema di firme ad uso singolo, Winternitz, invece della firma a curva ellittica;

–   Nexus (NXS), perché utilizza una chiave privata a 571-bit e per l’hash utilizza algoritmi a 1024-bit (Skein e Keccak);

–     Quantum Resistant Ledger (QRL), che implementa Lamport-Diffie, Winternitz e XMSS (eXtended Merkle Signature Scheme).

In conclusione, i computer quantistici non sono ancora in grado, non solo attualmente ma molto probabilmente anche nel prossimo futuro, di scalfire la robustezza delle blockchain e delle crypto.

Infatti, anche se il super computer di Google ha raggiunto 53 qubit, questi valori non sono minimamente sufficienti per avviare un processo del genere.

 

Alfredo de Candia
Alfredo de Candia

Android developer da oltre 8 anni sul playstore di Google con una decina di app, Alfredo a 21 anni ha scalato il Monte Fuji seguendo il detto "Chi scala il monte Fuji una volta nella vita è un uomo saggio, chi lo scala due volte è un pazzo". Tra le sue app troviamo un dizionario di giapponese, un database di spam e virus, il più completo database sui compleanni di serie Anime e Manga e un database sulle shitcoin. Miner della domenica, Alfredo ha una forte passione per le crypto ed è un fan di EOS.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.