Terrabitcoin presentato ufficialmente a Lugano
Criptovalute

Terrabitcoin presentato ufficialmente a Lugano

By Marco Cavicchioli - 25 Ott 2019

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In una sala completamente piena all’Hotel Splendide di Lugano si è tenuta la presentazione del club Terrabitcoin. 

L’ideatore dell’iniziativa, Paolo Barrai, ha descritto un sistema finanziario globale attualmente non in grado di evolvere seguendo l’innovazione tecnologica. 

Le soluzioni introdotte dalle tecnologie che stanno alla base delle criptovalute possono consentire di rimanere al passo con i tempi, a patto che entrino di prepotenza nel mondo reale e nella vita di tutti i giorni. 

Infatti, da un lato i dati macroscopici non fanno credere che la crescita economica possa essere sostenuta nei prossimi anni, anche perché la crescita del debito ultimamente è in media superiore a quella del PIL. 

Inoltre, è in netto calo la velocità con cui il denaro circola sui mercati, mentre dall’altro lato gli Stati cercano di limitare le libertà dei loro cittadini perché vogliono ottenere maggior controllo su di loro. 

Barrai ha spiegato che è in atto una vera e propria lotta per la libertà, prima di tutto finanziaria, e che non sarà la blockchain a regalare questa libertà. Blockchain è un’infrastruttura, che va utilizzata per riprendersi le proprie libertà, innanzitutto quelle finanziarie. 

Un aiuto in tal senso potrebbe venire dalla cosiddetta tokenizzazione dell’economia, ovvero creando e mettendo sul mercato token che rappresentano beni reali, come ad esempio gli immobili. In questo modo si potrebbero rendere liquidi asset di gran valore ma attualmente illiquidi, in modo da incrementare la liquidità e di conseguenza la velocità con cui il denaro circola sui mercati. 

Secondo Barrai nel ristretto campo del trading l’adozione di massa delle criptovalute c’è già stata, ma questo non può ancora dirsi per i mercati tradizionali, soprattutto quelli al consumo. 

Tokenizzare l’economia potrebbe richiedere una decina di anni, e così facendo si otterrebbe anche l’adozione di massa di queste nuove tecnologie. 

In seguito sono intervenuti anche David Orban, di Singularity University, Lars Schlichting, di Poseidon Group, Zhao Dong, di RenrenBit, Simone Conti, di Eidoo, Giacomo Zucco, Paolo Ardoino, di Bitfinex, e Simon Dixon, di BnkToTheFuture. 

Orban ha descritto le criptovalute come una tecnologia jolting, ovvero che non evolve linearmente ma con grossi balzi in avanti, spesso rivoluzionari. 

Anche per Internet è stato così, tanto che quando inizi a diffondersi non solo c’era chi credeva che non avrebbe avuto successo, ma c’era addirittura chi sperava che non lo avesse. Invece alla fine è andata in un altro modo, ed ora fa parte della stessa infrastruttura su cui si basa la nostra società. 

Schlichting invece ha parlato in particolare dell’approccio della Svizzera a queste innovazioni, facendo notare che il Paese non ha scelto di creare delle nuove leggi appositamente pensate per regolamentare questi nuovi asset, ma ha invece integrato quelle esistenti nel tentativo di non imbrigliare troppo l’innovazione. 

Inoltre ha fatto notare che, proprio per legge, le stablecoin ed i security token devono essere regolamentati e seguire tutte le norme esistenti, sebbene alcune stablecoin che rappresentano in modo diretto dei beni, come ad esempio l’oro, non siano security token e quindi abbiano molte meno limitazioni. 

Zhao Dong ha raccontato la sua storia, ovvero quello di una persona che ha perso venti milioni di dollari a causa di investimenti sbagliati con le criptovalute, ma è riuscito a risollevarsi ed a ripagare tutti i suoi debiti. 

Inoltre ha rivelato che in Cina, suo paese di origine, c’è chi sta iniziando ad usare Tether (USDT) al posto dei dollari americani per i pagamenti internazionali, per evitare limitazioni o blocchi governativi. 

Simone Conti ha descritto le novità di Eidoo, mentre Ardoino ha narrato la storia della nascita del token Unus Sed Leo lanciato da Bitfinex quest’anno. 

Zucco ha sollevato alcuni dubbi sul fatto che possa avere un senso utilizzare piattaforme decentralizzate per tokenizzare l’economia. 

Ha sostenuto che tokenizzare è qualcosa di simile alla cartolarizzazione, che già viene effettuata attualmente con gli strumenti centralizzati della finanza tradizionale, ma che comunque richiede degli asset digitali. 

Non è detto però che questi debbano essere per forza anche decentralizzati, sebbene alcuni vantaggi potrebbero esserci, ed in futuro gli asset digitali decentralizzati potrebbero diventare uno standard aperto ed utilizzato da tutti proprio anche solo in quanto tale.

Inoltre, Zucco ha affermato che dovremmo usare più bitcoin e meno blockchain, ad esempio ricorrendo a Lightning Network, perché la blockchain è lenta, costosa, pubblica ed inefficiente, mentre nuove soluzioni come Liquid, RGB e la stessa LN rendono sempre meno necessario usare blockchain con conseguente incremento della velocità e della privacy, e riduzione dei costi e delle inefficienze.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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