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Klinik Sankt Moritz lancia un progetto blockchain
Klinik Sankt Moritz lancia un progetto blockchain
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Klinik Sankt Moritz lancia un progetto blockchain

By Amelia Tomasicchio - 14 Dic 2019

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Klinik Sankt Moritz è una clinica privata basata in Svizzera che ha deciso di utilizzare la blockchain per certificare i titoli di studio dei medici che lavorano nell’istituto.

Per l’occasione abbiamo intervistato il CEO  Sergio D’Arpa e Andreas Arno Michael Voigt, CEO di Innovando GmbH. 

Perché scegliere il mercato del lusso?

 S.A.: Klinik Sankt Moritz fornisce servizi medici high-end di ultima generazione, che hanno alle spalle attività articolate, gestite attraverso tecnologie in continua evoluzione e rivolte, pertanto, ad un pubblico di nicchia, anche in ragione del loro costo. Una persona che ha accesso al mercato del lusso oggi, in caso di infarto, può certamente permettersi una stanza singola in una clinica privata. 

Ma la verità è che nel 2020, considerate le tecnologie disponibili, una persona con determinate responsabilità su patrimoni o verso lavoratori dipendenti non dovrebbe mai avere un infarto. 

Abbiamo combinato diverse tecnologie e conoscenze per sviluppare una capacità predittiva, basandoci sull’estrema personalizzazione della medicina. Abbiamo, ad esempio, una Divisione Aerospazio, specificamente sviluppata per il monitoraggio dei dati fisiologici dei piloti di executive jet.

Nel whitepaper c’è scritto che non avete competitor. Che cosa ne pensate, quindi, di Medicalchain?

Medicalchain è una soluzione per lo scambio di dati medici, mentre la nostra è una soluzione per scambiare medici. I dati sanitari dei nostri pazienti vengono blindati e non vengono forniti a nessuno. Noi eroghiamo soltanto risposte per compiere studi statistici e sviluppare nuove ricerche. 

Per esempio, il cambiamento di peso medio negli uomini dopo i cinquant’anni di età. Oppure, in caso di emergenza, forniamo i dati del paziente ai soccorritori tramite un nostro medico. 

Klinik Sankt Moritz è una clinica autorizzata in Svizzera, il nostro compito è curare il paziente. La nostra personale mission è assisterlo h24 e sette giorni su sette, ovunque nel mondo. 

Usiamo la tecnologia blockchain per certificare i titoli di studio dei medici in qualunque parte del globo: oggi, in ciascun Paese, è prevista una procedura per lo scambio di informazioni con l’Ordine dei Medici, il Ministero della Salute e il Ministero della Giustizia dello Stato da cui il dottore in medicina proviene. 

Che cosa cambierà, grazie a noi? La documentazione richiesta da Klinik Sankt Moritz per la certificazione dei titoli del medico, una volta ricevuta e verificata, costituisce il 90% del contenuto di quella richiesta da qualsiasi Paese ospitante per effettuarne il riconoscimento. 

In aggiunta, alcuni Stati richiedono anche un periodo di pratica sul territorio e/o ulteriori esami di lingua e quant’altro. Ma, in un mondo così veloce, noi siamo già oltre: ci stiamo confrontando con le Nazioni Unite e la World Health Organization, l’Organizzazione Mondiale della Sanità per richiedere un’autorizzazione all’esercizio della professione in automatico, valido in tutto il mondo per 30 giorni annuali non consecutivi, per i nostri medici accreditati, grazie all’inserimento nella nostra blockchain dei documenti fondamentali richiesti da tutti i Ministeri della Salute del globo per il relativo riconoscimento. 

Attualmente, i medici che si spostano in tutto il mondo al seguito di personalità pubbliche, manifestazioni sportive ed eventi internazionali sono tecnicamente fuorilegge. Del Presidente degli Stati Uniti d’America sappiamo che gira anche con sacche di plasma al seguito. 

È immaginabile che questo sistema di sicurezza sia adottato anche dagli altri Capi di Stato partecipanti al G20, a mo’ di esempio. Siamo certi che il medico giapponese o canadese al fianco del rispettivo Primo Ministro non abbia chiesto l’autorizzazione all’esercizio della professione medica in Svizzera durante il Forum dell’Economia a Davos. 

Ovviamente il problema è simile per la Formula 1, il Grande Slam di tennis, il Motomondiale, il golf e il ciclismo. Klinik Sankt Moritz si è incaricata di porre rimedio a un’irrazionale e fin qui durevole stortura. 

Quindi ci dobbiamo aspettare che tutte le cliniche dovranno dotarsi di blockchain in un prossimo futuro?

Soltanto quelle a forte visione internazionale. Noi per l’aprile del 2020 contiamo di aver accreditato oltre 3.000 medici. Ma la nostra mission non è quella dell’ente certificatore, bensí quella di seguire pazienti in tutto il mondo. Per la cosiddetta seconda opinione usiamo lo strumento della videoconferenza e dobbiamo poter garantire, ad esempio, al paziente cinese che il medico del Qatar sia effettivamente un medico. 

Con 3.000 specialisti, saremo forse la più grande clinica al mondo per numero di medici associati. Usando tecnologie avanzate, come ad esempio la blockchain, probabilmente già siamo uno degli ospedali più avanzati al mondo. 

Userete la blockchain per altre attività, oltre la certificazione della laurea?

Sì, già adesso includiamo nella blockchain anche la specializzazione, che è una cosa più complessa della laurea da certificare. Le specializzazioni sono diverse in tutto il mondo. Inoltre, grazie alla ricerca tecnologica e alla forte tendenza verso una specializzazione sempre più capillare, i medici potrebbero cambiare indirizzo di specializzazione nell’arco della propria vita professionale. Come lo psichiatra – che prima di tutto è medico e poi è psichiatra – e potrebbe astrattamente diventare, in seguito, medico estetico. 

Questo è un esempio semplice, perché si tratta di due specializzazioni riconoscibili, ben note. Il chirurgo gastroenterologo, che diventa esperto di microchirurgia transanale per evitare cicatrici sulla pancia, non ha una specializzazione riconosciuta. Il neurologo esperto soltanto del vestibolo non ha una specializzazione riconosciuta su quella particolare componente dell’orecchio interno. Quindi, attraverso il nostro comitato scientifico, assegniamo al medico una ‘super skill’ e la certifichiamo insieme al suo curriculum studiorum. Il prossimo passo sarà la certificazione della partecipazione ai congressi, per una formazione trasparente ed aggiornata. Attualmente, i nostri medici accreditati sono professionisti particolarmente brillanti, essendo medici esploratori che, per loro natura, cercano sempre nuove soluzioni. Per loro stiamo preparando la certificazione dei corsi che svolgono come discenti. Per i premi che vincono, ma soprattutto per la partecipazione a congressi come speaker o docenti. Tutto questo lavoro va fatto già soltanto per rendere trasparenti e più evidenti le loro capacità nel mondo digitale di oggi.

Come viene integrata la blockchain nel sistema?

A.M.V: Premetto una cosa: abbiamo usato una piattaforma CMS open source, nello specifico WordPress. Questo per poter gestire inizialmente la startup in modo semplice, senza sovraccaricarci di costi. Tanto i processi di implementazione di una blockchain, in un sistema stabile, sono pressoché identici. 

Sostanzialmente, la piattaforma genera un profilo pubblico per ogni dottore coinvolto, definito anche Scheda Personale del medico. 

Ciò è stato fatto per lavorare non soltanto sull’aspetto certificativo del contenuto di ogni profilo individuale, ma anche sulla sua visibilità nel Web, incentivando la parte SEO e approfittando altresì della facilità con cui WordPress permette la presenza in SERP nei motori di ricerca dei vari contenuti, soprattutto se ben presentati e organizzati. 

Abbiamo quindi lavorato su due aspetti paralleli: la sicurezza del contenuto, cioè del dato in sé, e la sua visibilità online. Questo è importante anche per comprendere bene quale sia l’aspetto generale del progetto. 

Garantire al medico la visibilità è un percorso, assicurare agli utenti la veridicità del contenuto attraverso l’implementazione di una blockchain un altro aspetto ancora. Quindi, prima di rilasciare l’autenticazione e la validazione di una scheda personale del dottore in medicina, a monte c’è un passaggio piuttosto importante, anzi fondamentale, di verifica dei dati da parte di un operatore e conseguentemente, una volta appurato che le loro informazioni sono corrette, la loro validazione con blockchain.

È una blockchain pubblica o privata quella di http://medauth.doctor/?

La blockchain è pubblica. È stata implementata in WordPress associando ciascun profilo professionale ad un singolo blocco della blockchain, tramite API JSON. 

Ciascuna scheda personale viene validata a due livelli: a livello di inserimento e a livello di blockchain. Quest’ultima, infatti, contempla soltanto quei profili che hanno raggiunto lo status pubblico e finale, non quelli in attesa di verifica. In questo modo, soltanto i professionisti certificati entrano a far parte della blockchain. 

Teniamo a precisare che la scelta della blockchain pubblica deriva dalla necessità di gestire dati non manipolabili per scopi al di fuori dalla legalità (soprattutto in ambito medico), per non parlare della necessità di impedire e limitare comportamenti eticamente e moralmente discutibili.

Nel concreto, che tipo di blockchain viene utilizzata nel vostro progetto? 

Per rispondere correttamente a questa domanda possiamo descrivere in dettaglio il processo di seconda verifica. La seconda verifica è, come si è detto, pubblica e riguarda la blockchain. Ciascun blocco, oltre ai normali hash di controllo, dispone anche del comune NONCE (Number Only Used Once, ndr), calcolato durante il processo di mining, come è peraltro generalmente consigliato.

Dobbiamo ricordare, come spiegato all’inizio, che lavoriamo nel caso specifico in ambiente PHP: WordPress è, infatti, PHP based. PHP è in grado di gestire la funzione di hashing SHA-256, ma per il futuro si sta pensando all’implementazione di qualcosa di simile al Wallet delle criptovalute, in modo da poter utilizzare anche la crittografia RSA, cosa al momento problematica con PHP, che non gestisce la generazione delle Key Pair. Per fare questo, abbiamo già optato di passare alla tecnologia node.js, che possiede invece questo tipo di supporto e sarà, diciamo, la versione 2.0 del progetto Klinik Sankt Moritz/medauth.doctor. 

Ma non ci fermiamo certamente qui. Con l’esperienza maturata sul campo, stiamo assimilando tutte le conoscenze tecniche necessarie per sfruttare le nuove funzionalità crittografiche dei browser per poter replicare, dal punto di vista Web-App, tutte le funzionalità attualmente presenti sul lato server. 

Particolarmente importante è far rilevare il fatto che l’oggetto crypto sta uscendo dallo status sperimentale e ha sempre maggiore supporto nativo nei browser di navigazione Internet. Una Web-App, tramite JavaScript, potrà così anche sfruttare il web storage HTML5 per salvare future transazioni sul client, ovviamente per non parlare dei processi di certificazione autoritativi. Questo semplificherà moltissimo i meccanismi di validazione.

Amelia Tomasicchio
Amelia Tomasicchio

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di Cointelegraph e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder e direttrice di Cryptonomist.

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