Jim Rogers e Bitcoin: la bolla che vale zero
Jim Rogers e Bitcoin: la bolla che vale zero
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Jim Rogers e Bitcoin: la bolla che vale zero

By Eleonora Spagnolo - 23 Giu 2020

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Bitcoin diminuirà e alla fine arriverà a zero. Parola di Jim Rogers, cioè uno dei più grossi investitori al mondo insieme a Warren Buffett e George Soros.

Questa dichiarazione è stata rilasciata ad una rivista giapponese. È in realtà un breve intervento  in cui il magnate spiega di non credere alle valute virtuali, che in realtà sono una bolla, perché pochi anni fa semplicemente non esistevano e oggi sono migliaia. Infine le definisce un “gioco d’azzardo”.

Nel suo intervento però ci sono anche riferimenti alle cosiddette CBDC (Central Bank Digital Currency). Secondo Rogers questo tipo di valuta elettronica piacerebbe molto ai governi che possono controllare le spese. Inoltre le valute virtuali non hanno costi di emissione non essendo su carta. Ma le valute non emesse dal governo a suo dire non saranno destinate ad essere accettate. 

Jim Rogers, Bitcoin e la bolla del 2017

L’imprenditore statunitense, ora a Singapore, nel novembre 2017 in un’intervista a FoxBusiness disse che Bitcoin sembrava molto simile ad una bolla

All’epoca Bitcoin valeva 9.700 dollari, ma al giornalista che gli chiedeva se BTC fosse una bolla, Jim Rogers rispondeva senza esitazioni:

“Beh, se mi avessi fatto vedere i grafici su ciò che è successo in quel mercato uno o due anni fa, senza dirmi di cosa stavamo parlando, avrei detto che era simile ad ogni altra bolla di cui ho letto”.

E aggiungeva:

“Non ho Bitcoin, non ne ho mai comprati o venduti, quindi non sono la persona migliore a cui chiederlo, ma sicuramente somiglia al quadro di ogni bolla che ho visto”. 

Due mesi dopo quelle parole, Bitcoin era stato protagonista di un altalena che lo aveva visto toccare il picco di 20.000 dollari e poi precipitare. Aveva vissuto quella che è tutt’ora considerata la più grande bolla speculativa della sua storia.

A distanza di quasi tre anni, Jim Rogers non ha cambiato opinione, ed anzi si mostra pessimista. 

È curioso che le sue parole arrivino in questi giorni, con Bitcoin che oscilla sulla soglia dei 10.000 dollari. 

Tuttavia il contesto è nettamente diverso da quello del 2017. Oggi Bitcoin è “maturo” ed è diventato uno strumento molto apprezzato anche dagli investitori istituzionali, come dimostrano gli scambi su opzioni e futures di mercati come CME e Bakkt. 

Anche la notizia di ieri secondo cui Paypal potrebbe presto avviare un servizio per comprare e vendere criptovalute, è un segnale che indica che Bitcoin non viaggia verso lo zero. Al contrario, è sempre più probabile un’adozione mainstream. 

E se fosse un rimpianto? 

Le parole del 2017 e quelle del 2020 di Jim Rogers cozzano in realtà con le dichiarazioni rese nel 2014 a China Money Network. All’epoca ammise di non aver investito in Bitcoin con un certo dispiacere:

“Non ho mai imparato abbastanza su di esso (Bitcoin, ndr). Se fossi stato intelligente, lo avrei comprato nei primi giorni quando la persone me ne parlavano per la prima volta. Ma non ne so abbastanza per investirci. Certo posso aver perso un’occasione”. 

Se all’epoca per “ignoranza” scelse di non investire, ad oggi Jim Rogers sembra aver maturato la chiara opinione che è meglio tenersi lontano da Bitcoin. 

Tutto questo in un momento storico che, anche con tentennamenti, lascia presagire che Bitcoin difficilmente arriverà a valere zero.

 

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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