L’Islanda taglia la corrente elettrica per il  mining di crypto
L’Islanda taglia la corrente elettrica per il  mining di crypto
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L’Islanda taglia la corrente elettrica per il mining di crypto

By Vincenzo Cacioppoli - 10 Dic 2021

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La più grande utility dell’Islanda, Landsvirkjun, è stata costretta a limitare le forniture di energia ad alcuni clienti industriali del paese, che sono ad alta intensità energetica. Tra le attività comprese dal provvedimento ci sono i produttori di alluminio, gli impianti di lavorazione del pesce e i data center che fanno mining crypto.

L’Islanda frena il mining crypto

A spingere Landsvirkjun verso questa decisione estrema sono stati una combinazione di fattori differenti. Tra di essi ad incidere sulla scelta hanno contribuito in particolar modo i bassi livelli raggiunti dalle riserve idroelettriche, il malfunzionamento in una centrale elettrica e un ritardo nella fornitura di energia da un produttore esterno. L’utility ha annunciato martedì scorso che i tagli sarebbero stati immediatamente effettivi.

Questa notizia arriva come un fulmine a ciel sereno per i miners di criptovalute, che si erano stabiliti nel paese nordico, proprio per le sue condizioni favorevoli dal punto di vista energetico. Il suo territorio produce una grande quantità di energia geotermica, garantendo  quindi energia pulita a basso costo, un mix perfetto per l’attività di  mining, che ha necessita di grandi quantità di energia per funzionare.

Ma proprio l’aumento delle attività di mining, sarebbe stata una delle concause dell’improvviso deficit energetico, come ha osservato Tinna Traustadottir, vicepresidente esecutivo delle vendite e del servizio clienti di Landsvirkjun. Il bando dalla Cina sull’attività di mining ha spinto molti data center che fanno mining di criptovalute a trasferirsi in altri paesi, tra cui anche l’Islanda, grazie al suo basso costo della materia prima.

Tra le principali società di mining di criptovalute, Canadian Hive Blockchain Technologies, Genesis Mining e Bitfury Holding, quotate a Hong Kong, sono due colossi. L’operatore elettrico Landsvirkjun ha affermato che ora rifiuterà le richieste di nuovi clienti nel settore del mining.

Islanda mining crypto
L’Islanda sta avendo problemi con la fornitura di energia elettrica

Svezia e Norvegia verso il bando del  mining

Ma mentre l’Islanda limita l’attività di mining per problemi energetici, Svezia e Norvegia sembrano orientati verso un bando totale dell’attività nei rispettivi paesi.

A fine novembre Erik Thedéen, direttore dell’Autorità di vigilanza finanziaria svedese, e Björn Risinger, direttore dell’Agenzia svedese per la protezione ambientale, hanno scritto una lettera alla Ue chiedendo esplicitamente il divieto di minare le criptovalute se si vogliono rispettare gli accordi sul clima di Parigi.

A stretto giro la Norvegia ha risposto  a questo appello, quando il ministro del governo locale, Bjørn Arild Gram nel corso di un’intervista concessa a Euronews Next, ha espresso seri dubbi sulla sostenibilità del mining di criptovalute. 

Secondo lui, questa attività è sicuramente in grado di apportare benefici a lungo termine, ma sarebbe comunque difficile giustificare l’uso estensivo di energia rinnovabile per questo genere di attività.

Ha dichiarato di recente Björn Risinger:

“Il quantitativo di energia necessario ad estrarre un singolo Bitcoin potrebbe alimentare un’auto elettrica per 1,8 milioni di chilometri. In pratica, con l’energia utilizzata per estrarre un Bitcoin potremmo fare 44 volte il giro del mondo con un’elettrica” 

Il bando da parte dei due paesi nordici, sarebbe un duro colpo per il settore del mining, considerando che il basso costo dell’energia elettrica garantito sia Svezia che in Norvegia, grazie al grande contributo offerto dalle energie rinnovabili.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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