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Premi in crypto e NFT: la regolamentazione in Italia

L’utilizzo delle crypto e degli NFT nelle manifestazioni a premio: questa la regolamentazione

Sono ormai passati alcuni anni da quando sono state lanciate le prime manifestazioni a premio su blockchain, e quindi in crypto o in NFT, come ad esempio quella di Win With Vuolly a fine 2018. 

Inizialmente la blockchain era per lo più applicata per rendere trasparente il processo di estrazione e individuazione del vincitore, grazie alle ormai note caratteristiche della tecnologia come registro distribuito trasparente ed immutabile. 

L’espansione del mercato crypto e la nascita di migliaia di progetti di utilizzo della blockchain hanno reso possibile ricorrere a tale tecnologia per la gestione di competizioni, tornei e concorsi. 

Un importante stimolo è inoltre arrivato proprio dal connubio tra mondo crypto e settore del gaming: sono stati infatti sviluppati giochi in cui è possibile ottenere premi incorporati in token, ad esempio vincendo skin, oggetti per utilizzo in-game, utility token spendibili nel gioco o, addirittura, valute virtuali (native e non). 

Queste nuove opportunità non si sono certo limitate al mondo dei videogiochi. I meccanismi di premi e rewards sono spesso utilizzati anche in differenti contesti, quali attività di marketing, lancio di nuovi progetti, attività di fundraising e ICO o ancora attività volte a coinvolgere la base utenti. 

La regolamentazione crypto in termini di gambling 

Le manifestazioni a premio sono un settore che è stato fortemente regolamentato, in particolare in ragione dei rischi legati al gambling. Nel 2001 è stata introdotta un’importante riforma con il fine di liberalizzare il settore, prevedendo il passaggio dal regime autorizzatorio al sistema della comunicazione in via preventiva. 

I promotori della manifestazione a premi – qualora ricorrano i presupposti – sono infatti tenuti a darne comunicazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (l’ex MISE) tramite l’invio di un apposito modulo.

Inoltre, qualora un’impresa intenda organizzare un’operazione commerciale con la consegna di premi ai vincitori, risulta necessario dare seguito ad una ulteriore serie di attività e di obblighi. 

Questi includono, tra gli altri, il deposito di una cauzione, l’individuazione di un notaio o pubblico ufficiale che sia presente all’estrazione dei vincitori, la pubblicazione di un regolamento trasparente che illustri le regole della manifestazione a premi e la determinazione di premi che rispettino i requisiti previsti dalla legge. 

Sono stati previsti alcuni limiti nella determinazione del premio previsto ai vincitori di una manifestazione a premi. Il limite più importante è indubbiamente legato al divieto di prevedere premi in denaro.

La norma di riferimento consente di derogare, in determinate situazioni, agli obblighi informativi e agli ulteriori adempimenti previsti. L’esclusione più discussa è sicuramente quella relativa alle manifestazioni nelle quali i premi sono costituiti da oggetti di modico valore (la cui quantificazione è ancora oggi oggetto di discussione). 

La regolamentazione crypto per il Ministero sul settore NFT

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha recentemente aggiornato le linee guida sulla normativa delle manifestazioni a premio, dedicando, tra le altre cose, un punto in particolare al settore crypto. 

Sono innanzitutto dichiarati non ammissibili i premi in criptovaluta, in quanto equiparabili, a tutti gli effetti, al denaro. Ciò esclude in sostanza la possibilità di dare rewards in Bitcoin, Ether o altri token riconducibili alla definizione di valute virtuali. 

È, tuttavia, tracciato un confine tra le valute virtuali ed i token non fungibili (c.d. non fungible token o NFT), in quanto il Ministero conferma l’ammissibilità degli NFT come premi. 

Gli NFT rappresentano infatti beni immateriali suscettibili di valutazione economica e soggetti ad imposizione fiscale, secondo quanto chiarito dal Ministero. 

L’aggiornamento delle FAQ ha sicuramente il pregio di aver portato una maggiore chiarezza per gli operatori nel settore crypto. 

Rimangono purtroppo alcune zone grigie (ad esempio il caso dei c.d. fractional NFT) che originano in particolare dalla mancanza di una chiara definizione di NFT e di criptovaluta. Occorre quindi valutare con attenzione di volta in volta la corretta organizzazione e gestione delle manifestazioni a premio, alla luce delle limitazioni previste dalla normativa del settore.

I chiarimenti offerti dal MISE determineranno tuttavia significative restrizioni per gli operatori che fino ad oggi hanno offerto criptovalute come rewards o premi, ad esempio in ambito gaming come modalità di marketing. Questi operatori dovranno ripensare la struttura dei meccanismi premiali offerti per non incorrere in violazioni della normativa applicabile.

Lexia Avvocati
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