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Exchange di Criptovalute e Siti di Slot Online: le differenze nella regolamentazione italiana

In Italia, gli exchange di criptovalute sono stati obbligati, nel nuovo Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 2022, a iscriversi in un registro di prestatori di servizi virtuali. Stessa sorte, nel 2005 quindi qualche anno prima, per i siti slot online, gestiti dall’Agenzia Dogane e Monopoli attraverso una concessione statale. 

Le criptovalute, cioè le monete digitali nate nel 2008, sono diventate, con il passare degli anni, sempre più conosciute in Italia. Per questa ragione, all’inizio del 2022, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale, ha obbligato, dal 18 maggio dello stesso anno, i prestatori di servizi di portafoglio digitale e coloro che si occupano di utlizzare valuta virtuale a iscriversi in un registro nazionale. 

Questo servizio, sotto l’egida dell’Organismo degli Agenti e Mediatori, verifica le condizioni per operare legalmente nel nostro Paese, alla stessa stregua dei siti di slot online che sono controllati dall’Agenzia Dogane e Monopoli. Se scorriamo, infatti, una lista delle migliori slot online, tutte testate e recensite da Truffa.net, ci accorgiamo facilmente che si tratta di siti legali, cioè con regolare autorizzazione. 

Come funziona la regolamentazione degli exchange di criptovalute?

La regolamentazione degli exchange di criptovalute si basa su alcune condizioni obbligatorie che andiamo a vedere nello specifico:

  • la condizione per cui ci si può iscrivere al registro sottende ai requisiti del comma 2 dell’articolo 17 bis del decreto legislativo 141 del 2010 in cui la sede legale delle persone fisiche o delle aziende si deve trovare sul territorio italiano, quindi validata con la costituzione di una società in Italia
  • l’operatore si può iscrivere solo inviando, telematicamente, i propri dati secondo il comma 4 dell’articolo 3 del Decreto Ministeriale
  • se si ha già una società in Italia si potrà richiedere una proroga di 60 giorni prima dell’iscrizione al registro
  • si devono, poi, inviare i dati identificativi dei clienti al MEF (Ministero Economia e Finanze) con una sintesi trimestrale delle operazioni svolte dagli stessi operatori

Inviati i dati e le informazioni, e dopo le verifiche d’obbligo, sarà l’Organismo Agenti e Mediatori a decidere se l’iscrizione può essere considerata fondata. L’OAM, infatti, avrà 15 giorni di tempo per decidere se accettare o meno la società che potrà, in via precauzionale, essere sospesa per 10 giorni (e solo al primo tentativo di registrazione) se c’è qualche integrazione da fare ai documenti inviati. 

Quali sono, invece, le regole per i siti di slot?

Abbiamo, in Italia, una normativa severa che tocca il gioco pubblico e, di conseguenza, le slot online. Tra le leggi più conosciute menzioniamo la legge 266 del 2005 che, per la prima volta, ha inserito il settore gioco all’interno dell’Agenzia Dogane e Monopoli. Da quel momento in poi, grazie al controllo e alle verifiche caso per caso, gli operatori, attraverso la concessione di una licenza di gioco a distanza, hanno potuto lavorare nel nostro Paese. 

Nel 2009, con la legge n.88, si è cominciato a pensare a come proteggere i giocatori. La protezione si è basata, principalmente, sul divieto di gioco per coloro che hanno meno di 18 anni e sull’obbligo di verifica dell’identità del giocatore attraverso l’invio di documenti validi. Alla presenza di un minorenne in un punto di offerta gioco, infatti, il titolare viene punito con una sanzione amministrativa da 5 a 20mila euro e con la chiusura, da 10 a 30 giorni, del locale se si tratta della prima multa. Se, invece, nell’arco di un triennio avvengono 3 violazioni scatta l’immediata revoca della concessione statale. 

In più, l’articolo 24, comma 17, della legge n.88 permette, ai concessionari, l’utilizzo di strumenti che tutelino l’utente attraverso l’autoesclusione dal gioco, una sorta di autolimitazione che permette al giocatore di decidere di non giocare per un lasso di tempo stabilito. Altre limitazioni sono legate ai conti gioco in cui si è obbligati, all’atto della registrazione, di decidere un limite di deposito denaro settimanale a cui si deve sottostare. 

L’articolo 7, comma 5, della legge n.158 del 2012 ha introdotto, invece, l’obbligo di avvertire i giocatori sui rischi della dipendenza da gioco patologico. Questi avvertimenti, infatti, sono inseriti sui tagliandi dei giochi, sulle schedine, nelle sale con videoterminali, nei punti vendita, nei siti internet e sugli apparecchi di gioco. In assenza di questi avvisi, il concessionario viene punito con una sanzione amministrativa di 50mila euro. 
Ultima, in ordine di tempo, la legge n.96 del 2018 che vieta la pubblicità, diretta e indiretta (ad esclusione delle lotterie nazionali) per tutti i casinò presenti in Italia. Questa legge, fortemente voluta dal Governo Conte Bis, è stata inserita nel Decreto Dignità entrato in vigore il Primo novembre dello stesso anno.

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