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Cos’è lo staking delle criptovalute?

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Il settore delle criptovalute sta affrontando negli ultimi anni una serie di sfide, incluse quelle normative, che hanno la finalità di regolarlo per renderlo più sicuro. Chi conosce il mercato sa bene quanto siano importanti elementi come il mining di BTC e lo staking: quest’ultimo in particolare è utile per chi vuole generare un reddito passivo.

Vediamo insieme di cosa si tratta, come funziona, quali sono le migliori piattaforme per farlo e le prevendite più interessanti che offrono questa opportunità di guadagno.

Staking delle criptovalute: in cosa consiste?

Di base, lo staking di criptovalute implica la partecipazione al processo di convalida delle transazioni su una rete blockchain, bloccandoli a un determinato importo per un determinato periodo. 

Questo processo aiuta gli utenti a proteggere la rete, partecipandovi in maniera decentralizzata. In cambio del loro contributo, i partecipanti ricevono token aggiuntivi come ricompensa: lo staking ha quindi un duplice scopo di contribuire alla sicurezza della rete e di far guadagnare un reddito passivo.

Per intraprendere questa pratica è necessario scegliere una piattaforma di staking crypto:  queste fungono da intermediari, facilitando il processo per molti utenti. Il mercato vanta una varietà di piattaforme di staking, ciascuna con le sue caratteristiche e offerte uniche. 

Ecco quali sono i criteri in base ai quali scegliere la giusta piattaforma di staking:

  • Facilità d’uso: molti staker alle prime armi spesso preferiscono piattaforme con interfacce user friendly e caratterizzate da processi semplici. Piattaforme come Coinbase e Binance, per esempio, con il loro design intuitivo, si rivolgono a utenti con diversi livelli di competenza.
  • Premi di staking: piattaforme diverse offrono premi di staking diversi, per cui è fondamentale ricercare e confrontare i potenziali rendimenti su diverse piattaforme, prima di decidere su quale mettere in stake le proprie criptovalute.
  • Sicurezza: data la prevalenza delle minacce informatiche nel settore delle crypto, la sicurezza è un fattore fondamentale da considerare. Di conseguenza, è preferibile optare per piattaforme con solide misure di sicurezza, come l’autenticazione a due fattori e il cold storage degli asset.

Quali sono le migliori piattaforme di staking delle criptovalute oggi?

Ecco alcune piattaforme che si distinguono nel panorama dello staking crypto:

  1. Binance: si tratta di uno dei principali e più grandi exchange di criptovaluta al mondo, che offre una piattaforma di staking molto intuitiva. Grazie a una grande varietà di criptovalute supportate e premi competitivi per lo staking, Binance è diventata una piattaforma di riferimento per molti staker.
  2. CoinBase: questo exchange è leader nel settore in termini di semplicità e accessibilità, e fornisce anche un servizio di staking. Gli utenti possono mettere in stake varie criptovalute, tra cui Ethereum e Tezos, sulla piattaforma e guadagnare premi come ricompensa.
  3. Kraken: anche questa è una piattaforma consolidata che offre servizi di staking per più criptovalute. Con una reputazione di sicurezza e un processo di staking semplice, Kraken è riuscita ad attrarre staker principianti ed esperti.

Quali progetti in prevendita consentono di mettere in stake i loro token?

Ci sono attualmente alcuni progetti in presale che consentono di fare staking, tra questi quelli più interessanti sono:

Bitcoin Minetrix (BTCMTX)

Questa prevendita mette a disposizione due modi per fare staking: lo stake-to-mine, con il quale si possono guadagnare crediti per il mining di BTC e il classico stake-to-earn, con il blocco di BTCMTX, token nativo, che permette di ottenere entrate passive.

La presale del token ha superato già $9,4 milioni, perché l’interesse degli investitori per queste due occasioni di guadagno è molto alto. Inoltre, acquistando in prevendita usando ETH al posto di USDT, MATIC, BNB o una carta bancaria, è possibile da subito iniziare con staking e stake-to-mine, senza dover aspettare il termine della prevendita.

Meme Kombat (MK)

Un altro progetto che sta andando molto bene e che assicura, tra le opportunità di guadagno, anche la presenza del meccanismo di staking, è Meme Kombat, che appartiene al settore del GameFi e che, per le sue caratteristiche molto promettenti, ha suscitato l’interesse delle balene crypto, che hanno fatto raggiungere alla sua prevendita quota $7,4 milioni.

Il progetto crea, attraverso l’IA delle battaglie tra i personaggi resi famosi dalle meme coin, sull’esito delle quali è possibile scommettere, ma è anche possibile mettere in stake il token nativo del progetto, MK, con un APY che al momento è fermo al 125%.

eTukTuk (TUK)

eTukTuk è un altro progetto di rilievo, che pone al centro la salvaguardia dell’ambiente spingendo al passaggio ai veicoli elettrici, dando ai suoi investitori la possibilità di guadagnare tramite lo staking del token nativo TUK, ora protagonista di una prevendita che ha superato $560.000.

Dell’offerta totale, il 21,5% è destinato al meccanismo di staking, che comporterà la riduzione dell’offerta circolante e contribuirà a spingere il prezzo di TUK verso l’alto, creando anche una maggiore domanda e promuovendo il progetto.

I token TUK messi in staking saranno rilasciati gradualmente ai titolari nell’arco di 15 anni attraverso un pool di ricompense. Altri 300 milioni di token TUK sono stati invece destinati alla prevendita in corso, il 7% alla liquidità, il 9% al team e il restante 5% per le campagne di marketing.

Staking di criptovalute: quali rischi?

Anche se lo staking delle criptovalute rappresenta un’allettante opportunità per un reddito passivo, non è un’attività priva di rischi. Tra questi annoveriamo:

  • Volatilità del mercato: i prezzi delle criptovalute sono soggetti a questo fattore, per cui gli stakeholder dovrebbero valutare la propria tolleranza al rischio prima di impegnarsi in attività di staking.
  • Rischi di rete: lo staking implica la partecipazione alla rete blockchain sottostante. Vulnerabilità della rete, bug o altri attacchi possono comportare diversi rischi per gli asset bloccati, per cui è essenziale effettuare una ricerca approfondita sulle caratteristiche di sicurezza della blockchain e sulla reputazione della piattaforma di staking.
  • Fondi bloccati: durante lo staking, i fondi sono spesso bloccati per un periodo predeterminato. Se si presentano esigenze finanziarie impreviste, l’impossibilità di accedere ai fondi può rappresentare uno svantaggio significativo, per cui gli stakeholder dovrebbero considerare attentamente il periodo di lock-up.

Come mettere in stake gli asset?

Ecco tutti i passaggi da seguire per mettere in staking i propri token:

  • Scelta di una piattaforma di staking: in primo luogo è necessario scegliere una piattaforma di staking affidabile, in base a fattori quali facilità d’uso, premi di staking e alcune funzionalità di sicurezza.
  • Creazione di un account: sarà quindi necessario registrarsi sulla piattaforma, fornendo le proprie informazioni personali necessarie e spesso procedendo alla verifica.
  • Depositare i fondi: a questo punto si deve depositare la quantità desiderata di criptovaluta sul proprio conto di staking, assicurandosi che la criptovaluta scelta sia supportata dalla piattaforma.
  • Navigazione nella sezione staking: una volta depositati i fondi, basta accedere alla sezione staking della piattaforma e scegliere la criptovaluta da mettere in blocco.
  • Configurare le preferenze: ora si dovranno impostare le preferenze, incluso l’importo da mettere in stake e la durata del periodo scelto. Alcune piattaforme offrono opzioni di staking flessibili, consentendo agli utenti di regolare i propri parametri.
  • Confermare le transazioni di staking: si passa alla conferma della transazione, tenendo conto che alcune piattaforme potrebbero richiedere passaggi di autenticazione aggiuntivi per motivi di sicurezza.
  • Monitorare i premi di staking: dopo lo staking, si possono tenere d’occhio i premi di staking e la performance complessiva del proprio investimento. Alcune piattaforme forniscono aggiornamenti regolari sui premi guadagnati.

Dove mettere in stake Bitcoin?

Anche se Bitcoin è tradizionalmente associato al meccanismo di consenso Proof of Work (PoW), sviluppi più recenti hanno introdotto opzioni di staking per i suoi detentori. 

Lo staking di Bitcoin, come alternativa al mining tradizionale, consente agli utenti della rete di guadagnare premi: esistono diverse piattaforme che consentono agli utenti di mettere in staking i propri Bitcoin, offrendo l’opportunità di guadagnare token aggiuntivi, come Bitfinex, Kraken e OKX. 

*Questo articolo è stato pagato. Cryptonomist non ha scritto l’articolo né testato la piattaforma.

Massimo De Vincenti
Massimo De Vincenti
Laureato in Economics and Business presso l’Università Luiss di Roma, Massimo ha conseguito anche un Master in Amministrazione, Finanza e Controllo. Trader e analista esperto nel campo delle criptovalute e della finanza decentralizzata, è consulente tecnologico appassionato di innovazione ed evoluzione digitale, relatore anche per seminari o approfondimenti tematici nell'ambito fintech e crypto.
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