Con l’espansione del settore crypto, molte blockchain si trovano a dover gestire un volume crescente di transazioni, causando rallentamenti e un aumento delle commissioni.
Per affrontare questo problema, negli ultimi anni si è affermata una tecnologia chiamata rollup: una soluzione che consente di elaborare le transazioni “fuori” dalla rete principale, per poi inviarne un riepilogo compresso e verificabile alla blockchain di origine.
Questo meccanismo permette di aumentare la velocità e ridurre i costi, mantenendo al tempo stesso elevati standard di sicurezza.
Sebbene i rollup siano nati principalmente all’interno dell’ecosistema Ethereum, ora anche la community di Solana inizia a esplorare queste soluzioni.
In questo contesto si inserisce Solaxy, un progetto sviluppato da un team indipendente che punta a costruire una rete Layer-2 compatibile con Solana. Lo scopo è alleggerire la mainnet e migliorarne la scalabilità.
L’interesse del mercato è stato significativo: la presale del token SOLX ha raccolto oltre 40 milioni di dollari, segno che la proposta ha attirato l’attenzione di investitori e dei trader che operano su Solana, in cerca di soluzioni tecniche concrete per la congestione della rete.
Summary
Una Layer-2 per la rete Solana
Solaxy adotta un’architettura progettata per trasferire buona parte dell’elaborazione delle transazioni fuori dalla Layer-1, senza comprometterne la sicurezza.
La rete utilizza una combinazione di elaborazione off-chain e batch processing per garantire un throughput elevato e una maggiore efficienza complessiva.
- Le transazioni vengono processate sulla Layer-2 e inviate alla mainnet Solana solo per la finalizzazione.
- Il batch processing consente di raggruppare più operazioni, riducendo costi e tempi di conferma.
- Le operazioni concluse sono comunque registrate su Solana, assicurando trasparenza e integrità dei dati.
Questa impostazione permette a Solaxy di offrire un ambiente operativo più fluido, adatto non solo al trading ad alta frequenza, ma anche alla gestione di applicazioni decentralizzate che richiedono una rete reattiva e scalabile.
Il ruolo del token SOLX
Il token nativo SOLX verrà utilizzato per pagare le commissioni di rete sulla Layer-2. Durante la fase di presale, i partecipanti possono mettere in staking i token su Ethereum, ottenendo ricompense distribuite secondo un tasso fisso: 4.377,4 SOLX per blocco Ethereum, per un periodo complessivo di tre anni.
La fornitura totale è fissata a 138.046.000.000 SOLX, con un piano di distribuzione così articolato:
- 30% allo sviluppo dell’infrastruttura e all’espansione dell’ecosistema
- 25% agli early supporter
- 20% destinati alla tesoreria per usi futuri
- 15% al marketing e alle iniziative promozionali
- 10% per la creazione di liquidità su exchange centralizzati e decentralizzati

Nuovi sviluppi: Igniter Protocol e interoperabilità cross-chain
Oltre al successo della raccolta in presale, Solaxy sta ampliando la propria infrastruttura tecnica con due aggiornamenti strategici che rafforzano la visione del progetto come ecosistema Layer-2 completo e interoperabile.
Il primo è Igniter Protocol, un Launchpad nativo di Solaxy che consentirà ai titolari del token SOLX di creare, lanciare e finanziare nuovi token direttamente sulla rollup di Solaxy.
Questa iniziativa punta a facilitare la nascita di una vera economia decentralizzata nativa della rollup, con strumenti dedicati alla crescita organica di nuovi progetti.
Igniter rappresenta uno degli elementi centrali nella roadmap, a conferma dell’intento del team di costruire un ambiente autosufficiente e dinamico.
In parallelo, è stato lanciato il Solaxy Testnet Bridge, ora attivo e collegato alla Solana Devnet. Sviluppato in collaborazione con il team di Hyperlane, il bridge offre già una prima versione operativa dei trasferimenti nativi di SOL tra Solana e Solaxy, con un flusso veloce, sicuro e progettato per riflettere gli standard di produzione.
L’obiettivo è offrire un’esperienza fluida, compatibile con le aspettative degli utenti Solana, garantendo la massima continuità tra Layer-1 e Layer-2.
La versione definitiva del bridge supporterà inoltre Ethereum, ampliando ulteriormente il potenziale di interoperabilità del progetto.
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