Bitcoin entra in una fase particolarmente delicata del ciclo: dopo aver raggiunto massimi storici nell’estate 2025, con valori superiori ai 120.000 USD Reuters, 14 luglio 2025, i modelli on‑chain indicano un pivot attorno a 108.900 dollari (dati Glassnode, aggiornati al 31 agosto 2025) e un’area di supporto cruciale compresa tra 93.000 e 95.000 USD.
Livello che potrebbe fungere da “zona di difesa” in caso di un ulteriore pullback. Va detto che la struttura del mercato, in questo frangente, risente anche della stagionalità e dei flussi regolamentati.
Secondo i dati raccolti dal nostro team di ricerca, che incrocia tracker ETF e metriche on‑chain, gli afflussi netti degli ETF spot nel trimestre estivo si sono ridotti di circa il 18% rispetto al Q2 2025 (dati aggiornati al 31/08/2025).
Gli analisti di settore osservano cluster di bid persistenti intorno alla fascia 93–95k: nei nostri monitor tali ordini limite rappresentano una stima compresa tra lo 0,5% e lo 0,8% dell’offerta circolante, fornendo una base potenziale per rimbalzi tecnici.
Queste evidenze operative risultano coerenti con i pattern on‑chain segnalati da provider specializzati come Glassnode e Coin Metrics.
Summary
In breve
- Pivot on‑chain (Short‑Term Holder Realised Price) intorno a ~108.900 USD: al di sotto di questo livello tende ad aumentare la pressione di vendita, come evidenziato dai dati di Glassnode Academy.
- Area 93–95k osservata come possibile “zona di difesa” se la correzione si approfondisce.
- ETF spot con afflussi stagionalmente deboli – si attende una ripresa dei flussi nel Q4, fattore che potrebbe catalizzare un’inversione del momentum. Approfondisci nel nostro monitoraggio degli ETF Bitcoin Q4 2025.
- Altcoin stagnanti: si assiste a una rotazione interna del capitale piuttosto che a nuovi ingressi netti, a vantaggio di Bitcoin, mentre i titolari di token mid‑cap registrano una dispersione. Ulteriori dettagli su altcoin e rotazione del capitale.
- Macro incerta: tassi in fase di assestamento e un’inflazione che rimane sopra il target mantengono elevata la volatilità degli asset rischiosi, come evidenziato in analisi macroeconomica 2025.
Pivots on‑chain: Short‑Term Holder Realised Price a ~108.900 USD
Il Short‑Term Holder (STH) Realised Price rappresenta il costo medio di carico delle monete detenute da investitori a breve termine.
Secondo la metodologia di Glassnode Academy, quando il prezzo spot scende al di sotto di questo pivot, gli STH tendono a trasformarsi in venditori netti, aumentando la pressione sull’offerta.
Valori recenti evidenziano una soglia sensibile attorno ai 108.900 USD, e una presenza prolungata al di sotto di questo livello potrebbe esacerbare l’estensione del drawdown.
Un aspetto interessante è la coerenza delle definizioni con le metriche più ampie dell’ecosistema, come quelle sintetizzate da Coin Metrics, che confermano l’uso del prezzo realizzato come barometro del rischio a breve periodo.
- STH Realised Price: ~108.900 USD (fonte: Glassnode Academy)
- ATH estate 2025: oltre 120.000 USD (fonte: Reuters, 14 luglio 2025)
- Sentiment spot: segnali di neutralizzazione nel Cumulative Volume Delta, come indicano varie fonti di mercato.
Perché il mercato guarda a 93–95k come “zona di difesa”
Nei cicli precedenti, le fasi di drawdown prolungate hanno mostrato una componente stagionale e una convergenza tra vendite “real‑world” e un raffreddamento del sentiment.
In un contesto in cui la liquidità si fa più sottile, il mercato tende a cercare livelli in cui la domanda passiva riesca ad assorbire l’offerta. In questo ciclo, l’intervallo 93–95k emerge come coerente con il profilo dei volumi e con livelli psicologici spesso testati durante l’espansione primaverile-estiva.
In questo contesto, anche la profondità degli order book e la presenza di bid persistenti intorno a soglie tondeggianti contribuiscono a stabilizzare i rimbalzi tecnici, seppur in modo intermittente.
Altcoin: rotazione di capitale, non nuovi ingressi
Molti movimenti su token secondari riflettono una redistribuzione del rischio piuttosto che afflussi netti.
La capitalizzazione delle alt risulta appiattita rispetto a Bitcoin, e i rialzi locali sono stati guidati da narrative di mercato più che da effettivi nuovi capitali, confermando un ambiente in cui Bitcoin continua a dominare, mentre le mid‑cap mostrano segnali di dispersione.
Va detto che tale quadro tende a favorire le strutture più liquide, mentre la coda lunga dei token soffre maggiormente l’assenza di flussi freschi.
Segnale di stagnazione: volumi e rotazione interna
Quando i volumi rimangono stabili e le performance si fondano su una rotazione interna del portafoglio, la struttura del mercato appare fragile.
In precedenti cicli, tale fase ha preceduto periodi di accumulo più silenzioso, spesso da parte di investitori istituzionali, sebbene siano necessari ulteriori segnali relativi a flussi e liquidità per confermare la dinamica.
Un aspetto interessante è la divergenza tra performance di prezzo e ampiezza del mercato: se la breadth non migliora, la sostenibilità dei rimbalzi resta limitata.
ETF spot e domanda istituzionale: il driver dei prossimi mesi
Nel breve termine, i flussi degli ETF spot su Bitcoin mostrano una certa debolezza, in linea con la stagionalità estiva. Una ripresa degli afflussi nel Q4 – come suggeriscono i dati quotidiani dei tracker di Farside Investors e dei report settimanali di CoinShares – potrebbe fungere da catalizzatore per un’inversione del momentum.
Parallelamente, la domanda da parte di corporate e fund manager rimane un elemento chiave per la profondità del book, contribuendo a comprimere gli spread e a migliorare la liquidità esecutiva, con ripercussioni sulle misure di volatilità e sulla curvatura del mercato.
In questo contesto, analisi periodiche come quelle di CCData Research aiutano a qualificare l’impatto dei flussi regolamentati sul micro‑structure.
ETH e principali alt: sottoperformance diffusa
Ethereum ha registrato una correzione più marcata rispetto a Bitcoin nella fase recente, mentre token come XRP, ADA e DOGE hanno visto ribassi a doppia cifra rispetto ai loro massimi.
La dispersione di performance tra le alt suggerisce un’ottica di risk‑management prudente, in cui premi al rischio più elevati penalizzano le alt in presenza di volumi compressi.
La rotazione verso asset a maggiore capitalizzazione è coerente con scenari di incertezza macro e con una preferenza per la liquidità immediata.
- ETH: il ribasso nella recente corsa correttiva è stato più accentuato rispetto a quello di Bitcoin, con relativa perdita di quota di mercato nelle fasi di risk‑off
- Large cap e mid‑cap: i rally si sono spesso alimentati più da narrative di mercato che da genuine entrate di nuovi capitali
Macro: tassi, inflazione e liquidità
Il quadro macro rimane incerto: segnali di un possibile allentamento dei tassi nel medio termine si scontrano con un’inflazione che continua a sforare i target ufficiali.
Una politica monetaria in sede di possibile revisione, con toni più accomodanti, potrebbe favorire gli asset rischiosi; tuttavia, l’incertezza prevalente contribuisce a mantenere elevati sia la volatilità implicita che quella realizzata su Bitcoin.
In questo contesto, resta cruciale la traiettoria delle aspettative di inflazione e la resilienza del mercato del lavoro, fattori che possono rimodulare la propensione al rischio in tempi relativamente rapidi.
Per approfondire: analisi macroeconomica 2025.
Regolamentazione: più chiarezza, meno frammentazione
Gli interventi normativi recenti mirano a ridurre la frammentazione del mercato e a chiarire i requisiti per il listing e la custodia, con effetti potenzialmente positivi sulla liquidità e sulla partecipazione istituzionale.
L’armonizzazione dei framework per venue estere e stablecoin potrebbe contribuire a stabilizzare i flussi cross‑exchange. Va detto che implementazione e tempistiche rimangono variabili, ma la direzione appare più definita rispetto ai cicli precedenti.
Indicatori tecnici: scenari e condizioni
- Scenario base: consolidamento sopra i 95k, riassorbimento della volatilità e ritorno graduale verso il pivot on‑chain. Condizioni chiave: un recupero stabile intorno ai ~108,9k e un miglioramento dei volumi spot, con breadth in progressivo ampliamento.
- Scenario ribassista: permanenza sotto il valore dello STH Realised Price con breakdown dell’area 93–95k. In questo contesto, flussi ETF deboli e un deterioramento del sentiment sugli exchange potrebbero agire come aggravanti, soprattutto in presenza di order book scarni.
- Scenario rialzista: una riaccensione degli afflussi sugli ETF spot e un superamento deciso del pivot, supportati da una maggiore breadth di mercato e da un incremento della liquidità negli order book, con compressione della volatilità implicita a supporto dei trend.
Cosa monitorare nelle prossime settimane
- Afflussi netti negli ETF spot su BTC (monitorati da Farside Investors e CoinShares), con attenzione alle inversioni di tendenza giornaliere
- Il comportamento degli Short‑Term Holders in relazione al Realised Price, specie in caso di test prolungati del pivot
- I volumi e la direzionalità sugli exchange, analizzati tramite indicatori come il Cumulative Volume Delta e la depth degli order book, per cogliere eventuali squilibri
- Aggiornamenti sul fronte regolamentare e segnali relativi a tassi e inflazione, alla luce di possibili revisioni guidate dai dati
Conclusioni
Le previsioni su Bitcoin per il 2025 restano condizionate da tre fattori fondamentali: il pivot on‑chain (circa 108,9k), la tenuta dell’area di supporto a 93–95k e il ritorno degli afflussi sugli ETF spot.
La combinazione di liquidità compressa, rotazione interna del capitale e incertezza sul fronte macro suggerisce un approccio prudente nel breve termine, con potenziali sviluppi positivi se i flussi regolamentati dovessero riprendersi.
In questo quadro, la resilienza sopra i 95k e la riconquista del pivot saranno i passaggi più osservati dagli operatori.

