Decentralized exchange

Dalla creazione del Bitcoin, circa 11 anni fa, si era sentita da subito l’esigenza di costruire delle infrastrutture con la finalità di offrire agli utenti un luogo dove poter comprare e rivendere crypto; nascono così i primi exchange centralizzati.

Durante il corso degli anni però molti tra i più grandi exchange furono hackerati perdendo così elevate quantità di Bitcoin che loro gestivano e detenevano per conto dei loro clienti. 

Inoltre non seguivano per niente l’ideale guida per cui la blockchain era stata creata, ovvero una rete senza autorità centrali governata dai partecipanti della stessa i quali avevano tutti lo stesso potere decisionale. 

La cosa è molto semplice: basti ragionare sulla storia e a dove essa ci ha portati, partendo dal caso Mt. Gox, il più grande exchange centralizzato fino al 2014, arrivando ad oggi dove il corso naturale degli eventi e l’ottica morale legata al cuore della blockchain, la decentralizzazione, ci ha condotti alle attuali forme di gestione non-custodial, come i primi exchange decentralizzati, i cosiddetti DEX

Prima di andare avanti però è bene continuare con alcune considerazioni sugli exchange centralizzati per capire quali sono stati i vantaggi che le nuove forme decentralizzate hanno portato.  

Gli svantaggi legati al doversi rivolgere ad exchange centralizzati come Coinbase per esempio, l’attuale colosso, sono relativi al pagamento delle commissioni su ogni tipo di transazione innanzitutto, cosa che non esiste nei DEX. 

Una parte di esse infatti è destinata a remunerare i gestori della piattaforma per il servizio di intermediazione svolto, come una sorta di broker. 

Considerando invece i vantaggi riportati a quello che può essere il loro core business, agli utenti è data la possibilità di scambiare la propria valuta fiat in una qualsiasi crypto attraverso la propria carta di credito/debito. E’ da specificare però che, come vedremo più avanti, anche Bancor è in grado di offrire questo servizio grazie ad una partnership con un ente terzo. 

Il rovescio della medaglia da tenere a mente è che chiunque si rivolge a queste realtà sarà soggetto ai processi di KYC e AML. Di certo è un vantaggio per l’ecosistema considerata la maggior sicurezza che porta ad esso, ma sicuramente non sarà in linea con il principio di decentralizzazione, nucleo della blockchain. 

Passiamo ora a quello che è stato il più grande cambiamento che ha portato all’evoluzione degli exchange: la conversione da un sistema custodial ad un sistema non-custodial che toglie il potere e la possibilità ai gestori delle piattaforme di avere il controllo sui fondi degli utenti.

Il vantaggio qual è? Il più grande valore aggiunto per i proprietari degli asset è che ogni transazione, interna ed esterna alla piattaforma, viaggia sugli smart contract i quali esistono solamente all’interno della blockchain.

Questo porta a ridurre drasticamente la probabilità di vedere il proprio conto volare via a causa degli hacker.

I più importanti e più utilizzati exchange decentralizzati all’interno del mondo DeFi sono i seguenti: Uniswap, KyberSwap e Bancor.

Tutti e tre, proprio per il contributo e la funzione che svolgono in questo ecosistema, presentano delle caratteristiche in comune tipiche dei DEX. Ovviamente è inutile dire che il loro modello si basa su sistemi non-custodial, altrimenti non potrebbero definirsi DEX!

In ognuna di queste piattaforme è possibile scambiare valori tra diversi token Ethereum, quindi non solo quelli basati sul protocollo ERC20 ma anche i token ERC721 per esempio, ed inviarli liberamente all’indirizzo desiderato. 

Si differenziano poi in alcune funzionalità. Nel caso di Bancor, oltre ai token Ethereum, è possibile scambiare anche i token nativi dalla blockchain di EOS. Inoltre, grazie ad una partnership con Simplex si può convertire valuta fiat in ETH, attraverso una carta VISA o MasterCard, direttamente sulla piattaforma. 

KyberSwap invece offre ai suoi clienti anche la funzione di LimitOrder grazie alla quale l’utente può preimpostare un ordine automatico su un token, di acquisto o di vendita, scegliendo il livello sul quale si vuole eseguire l’ordine. 

Infine Uniswap, che è il più grande DEX in termini di valore scambiato, mette a disposizione due funzionalità molto interessanti. La prima riguarda l’operazione di trasferimento dei token ad un indirizzo attraverso la quale c’è un’opzione che permette di convertire due diversi token istantaneamente prima dell’invio. 

Con la seconda invece è possibile aggiungere e rimuovere manualmente asset dalla pool di liquidità. 

Un’ulteriore importanza di queste piattaforme è che grazie alla loro riserva di asset accumulata tramite lo scambio e il deposito di token da parte degli utenti, svolgono il compito di fornire liquidità ad altre piattaforme DeFi, come quelle di Lending e Margin Trading per esempio, vitale per il loro corretto svolgimento.