Bio-textile: bioplastics for the fashion industry

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The most eco-friendly new solutions against synthetic materials

Among catwalks and new biotechnologies, even the clothing sector is increasingly entering the bioplastics market, with a new slogan dedicated to fashion: green is the new black.

This time it’s not just about the color that will be fashionable in a specific season, but about something much more revolutionary and concrete: the composition of the textile.

Plastic pollution is also related to the inclusion of some materials involved in the fibers of the fabrics based on petroleum such as polyester, nylon, acrylic, polyamide and polypropylene whose microparticles are then released during washing, until they disperse in the oceans.

Not only that, according to the Environmental Protection Agency, in 2014 clothes constituted 9% of all urban solid waste produced in the USA, contributing to the problems of recycling complex materials that include mixed fibers among which the plastics.

This refers to synthetic garments. A practical example is sportswear that sees two essential elements in polypropylene and polyester.

In fact, the sporting advantages in wearing clothing based on these two plastics are lightness, breathability, thermal insulation and resistance to dirt and bacteria, but at the same time the amount of microplastics released during their washing contributes to the current unsustainable situation of global pollution.

The positive properties of polypropylene-based sports clothing could turn into polluting properties that become food for the entire marine fauna, or complex materials to be recycled.

A beautiful paradox that requires the intervention of new, more eco-friendly methods.

Thus, even in the fashion industry, bioplastics have become the alternative solution to the current challenges for environmental sustainability, on which new startups and giants of the sector are experimenting with different applications before affirming the new lines on the market.

Sustainable fashion in the bioplastics market

Innovative ideas include the use of new synthetic filaments based no longer on oil but on plants and renewable resources. Here is the famous secret of bioplasticbiobased and biodegradable as the EarthBi product – is now taken into consideration for the creation of new biological tissues.

green is the new black

In fact, the raw material of the bioplastic can be worked and refined, using it together with other materials such as fabrics, fibers, threads, pigments, tape … obtaining a finished product that can be defined as green.

In this sense some fashion companies are feeling free to try. For example the combination of PLA bioplastic with cotton for the creation of new innovative models, while others produce new raw materials also based on PHA, dedicated to the creation of new bio-textiles.

A further innovative idea, which remains a partial solution to the problem of plastic pollution, is the creation of new clothing lines using recycled plastic material that, on the one hand carries out the re-use of the collected material, but on the other hand continues with the release of microplastics during washing and therefore does not safeguard the oceans.

In fact, recycling and reusing plastic materials are partial solutions, because they are not sustainable enough. The alternatives, which are more in line with the concept of green is the new black, show as protagonist the application of new sustainable materials, with zero environmental impact, worked to maintain the same daily habits that can thus replace plastic also in the fashion sector: this is only possible with bioplastics.

 

EarthBi: https://earthbi.io 


Leggi l’articolo in italiano:

Bio-tessile: la bioplastica per l’industria della moda

Le nuove soluzioni più eco-friendly contro i materiali sintetici

Tra passerelle e nuove biotecnologie, anche il settore dell’abbigliamento si sta affacciando sempre di più al mercato della bioplastica, con un nuovo slogan dedicato al fashion: green is the new black – il verde è il nuovo nero.

Questa volta non si tratta del semplice colore che andrà di moda in una stagione specifica, ma di un qualcosa molto più rivoluzionario e concreto: la composizione del textile.

L’inquinamento causato dalla plastica è legato anche all’inserimento di alcuni materiali coinvolti nelle fibre dei tessuti che sono derivanti da petrolio come poliestere, nylon, acrilico, poliammide e polipropilene le cui microparticelle vengono poi rilasciate durante i lavaggi fino a disperdersi negli oceani.

Non solo, secondo Environmental Protection Agency, nel 2014 i vestiti costituivano il 9% di tutti i rifiuti solidi urbani prodotti negli USA contribuendo alle problematiche legate alle difficoltà di riciclo di materiali complessi che includono, appunto, fibre miste tra cui le plastiche.  

Si tratta dei capi sintetici. Un esempio pratico è l’abbigliamento sportivo che vede nel polipropilene e poliestere due elementi essenziali.

Infatti, i vantaggi a livello sportivo nell’indossare indumenti basati su queste due plastiche sono la leggerezza, traspirabilità, isolamento termico e resistenza a sporco e batteri, ma nello stesso tempo la quantità di microplastiche rilasciate durante il loro lavaggio contribuisce all’attuale situazione insostenibile di inquinamento globale.

Le proprietà positive dell’abbigliamento sportivo a base di polipropilene potrebbero trasformarsi in proprietà inquinanti che diventano cibo per l’intera fauna marina, oppure materiali complessi da riciclare.

Un bel paradosso che richiede l’intervento di nuovi metodi più eco-friendly.

Ecco che anche nell’industria della moda, le bioplastiche diventano la soluzione alternativa alle sfide attuali per la sostenibilità ambientale, di cui le nuove startup e i colossi del settore stanno sperimentando le diverse applicazioni prima di affermare le nuove linee sul mercato.

La moda sostenibile nel mercato della bioplastica

Le idee innovative includono l’utilizzo di nuovi filamenti sintetici basati non più su petrolio ma su risorse vegetali e rinnovabili. Ecco che il famoso segreto della bioplasticabiobased e biodegradabile come il prodotto EarthBi –  viene ora presa in considerazione per la creazione di nuovi tessuti biologici. 

green is the new black

Infatti, il materiale grezzo della bioplastica può essere lavorato e raffinato, utilizzandolo insieme ad altri materiali come tessuti, fibre, fili, pigmenti, nastro… ottenendo un prodotto finito definibile green.

In questo senso alcune aziende di moda si stanno già sbizzarrendo testando ad esempio la combinazione della bioplastica PLA con il cotone per la creazione di nuovi modelli innovativi, mentre altre producono nuove materie prime anche basate sul PHA, dedicate alla creazione di nuovi bio-textile.  

Un’ulteriore idea innovativa, che rimane una soluzione parziale al problema dell’inquinamento da plastica, è la creazione di nuove linee di abbigliamento utilizzando materiale plastico riciclato che da un lato attua il riutilizzo del materiale raccolto ma dall’altro prosegue con il rilascio di microplastiche durante i lavaggi e quindi non salvaguarda gli oceani.

Riciclare e riutilizzare, infatti, sono soluzioni parziali, perché non abbastanza sostenibili. Le alternative più in linea con il concetto green is the new black vedono come protagonista l’applicazione di nuovi materiali sostenibili, a zero impatto ambientale, lavorate per mantenere le stesse abitudini quotidiane in grado così di sostituire la plastica anche nel settore del fashion: ciò è possibile solo con le bioplastiche.   

 

EarthBi: https://earthbi.io