Cosmetic No Plastic: The choice of biodegradable raw materials

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Beauty care and the environment protection from microplastics

Even the cosmetic industry is called into question when it comes to microplastics pollution, those plastic microparticles that invade seas and oceans, becoming food for fish and crustaceans and, consequently, also contamination for human food.

These microgranules present mainly in scrubs, gels, toothpastes, body cleansers, but also in creams and sunscreens, are the real threat to marine and environmental protection. Here is why the entire beauty care sector is moving to find alternative solutions, finding an answer in the choice of biodegradable raw materials: bioplastics.

Luxury brands as well as production companies are showing special attention on the issue of microplastic that often finds its origin in polyethylene, seeking innovation in the use of ingredients derived from biomass.

Polyethylene, in fact, is one of the most commonly used plastics in cosmetic products such as exfoliants, soaps, creams and gels, and its replacement is actually the true mission. The biomass, derived from plants and minerals, or as for the EarthBi bioplastic, composed of PLA from sugar cane, is inserted in the production process, after being extracted and processed with refined green chemistry systems, without polluting and remaining in line with the concept of taking care, considering not only personal care but environmental care too.

This innovation in the cosmetic field finds support also from institutions. In fact, it seems that the invitation to the cosmetics industry to suspend the use of microplastics by 2020 from the Cosmetics Europe association is slowly turning into law for each member state.

In any case, given that the current level of the emerging bioplastic market is still insufficient to meet all needs (global bioplastic production is growing strongly but still represents only 2% compared to plastic), this is how cosmetic companies are behaving.

Some are already testing and using natural formulas for products dedicated to rinsing such as sea salt, hazelnuts, rice grains, jojoba spheres. Others are practicing the elimination of plastic packaging, abolishing the packaging or replacing the plastic material with others that are ecologically harmless like paper.

Three tips for a Plastic Free Beauty Routine

Beauty routine is the set of those mechanical actions that any individual performs for personal care. They are called mechanical precisely because the habit takes over, without realizing how much plastic is used.

beauty routine no plastic

Yes, right! Plastic is everywhere. Just enter into any bathroom to see how many cosmetic products are used in everyday life, and how many actually have plastic containers or microgranules. Liquid hand soap, toothpaste to brush teeth, and wipes but also face and body creams and all exfoliating cleansers and gels. Not only, make-up also contains plastic.

Already in the past, there was much talk of an investigation against glitter, given that scientific research has shown that the large quantity spread over the years has contributed to the microplastic substances pollution in the environment.

Therefore, thanks to all the plastic free initiatives, it is possible right now to take a closer look at one’s daily actions, without changing them, but trying to replace the usual cosmetic products with those that, both in composition and in the casing, contain only bioplastics and begin our plastic free beauty routine.

First of all, it is important to read the labels of bathroom products and immediately identify the presence or absence of polyethylene microplastics. Many famous brands, such as Orèal and Dior, participate in the initiatives “no plastic pollution” but on their products the polyethylene label.

A second point is to check recycling or biodegradability level of plastic cosmetic products containers, through the recycling code affixed directly to the material, appropriately choosing sustainable packaging, or no-packaging, or nake packaging (or naked).

Last but not least, proceed with the replacement of cosmetic products containing microplastics with vegan products, based on biomass, such as biobased and biodegradable bioplastics, contributing to the market growth of this eco-sustainable material, which does not pollute and above all it is fundamental for the health and beauty of the person and the environment.

 

EarthBi: https://earthbi.io 


Leggi l’articolo in italiano:

Cosmetic No Plastic: la scelta delle materie prime biodegradabili

Il beauty care e proteggere l’ambiente dalle microplastiche

Anche l’industria cosmetica viene chiamata in causa quando si tratta di inquinamento derivante da microplastiche, quelle microparticelle di plastica che invadono mari e oceani, diventando cibo per pesci e crostacei e di conseguenza contaminazione anche per il cibo dell’uomo.

Questi microgranuli presenti soprattutto in scrub, gel, dentifrici, detergenti corpo, ma anche in creme e solari, sono la vera minaccia alla salvaguardia marina e ambientale. Ecco, dunque, che l’intero settore del beauty care si sta muovendo per trovare soluzioni alternative, trovando risposta nella scelta di materie prime biodegradabili: le bioplastiche.

I marchi di lusso come anche le case produttrici stanno dimostrando un occhio di riguardo sul tema della microplastica che spesso e volentieri trova la sua origine nel polietilene, cercando l’innovazione nell’utilizzo di ingredienti derivati da biomassa.

Il polietilene, infatti, è una delle materie plastiche più comunemente utilizzata nei prodotti cosmetici come esfolianti, saponi, creme e gel, ed è proprio la sua sostituzione la vera missione. La biomassa, derivante da piante e minerali, o come per la bioplastica EarthBi, composta di PLA da canna da zucchero, viene inserita nel processo produttivo, dopo essere estratta e lavorata con raffinati sistemi di chimica verde, senza inquinare e rimanendo in linea con il concetto del take care non solo personale ma anche ambientale.

Questa innovazione nel campo della cosmetica trova sostegno e supporto anche dalle istituzioni. Infatti, sembra che linvito all’industria della cosmetica di sospendere l’utilizzo di microplastica entro il 2020 da parte dell’associazione Cosmetics Europe si stia pian piano trasformando in legge per ogni stato membro.

In ogni modo, dato che il livello attuale del mercato emergente delle bioplastica risulta ancora insufficiente a soddisfare tutte le esigenze (la produzione globale della bioplastica è in forte crescita ma rappresenta ancora solo il 2% rispetto alla plastica), ecco come le aziende cosmetiche si stanno comportando.

Alcune stanno già testando ed utilizzando formule naturali per i prodotti dedicati al risciacquo come sale marino, noccioli, chicchi di riso, sfere di jojoba. Altre stanno praticando l’eliminazione del packaging di plastica, abolendo l’imballaggio oppure sostituendo il materiale plastico con altri ecologicamente innocui come la carta.  

Tre suggerimenti per una Beauty Routine Plastic Free

La beauty routine è l’insieme di quelle azioni meccaniche che qualsiasi individuo compie per la cura della persona. Sono dette meccaniche proprio perché l’abitudine prende il sopravvento senza che ci si renda conto di quanta plastica si utilizza.

beauty routine no plastic

Sì, esatto! La plastica è ovunque. Basta entrare nel bagno di casa per accorgersi di quanti prodotti di cosmetica si utilizzano nella quotidianità, e quanti effettivamente hanno involucri o microgranuli in plastica. Il sapone liquido per le mani, il dentifricio con cui lavarsi i denti, e salviette ma anche creme viso e corpo e tutti i detergenti e gel esfolianti. Non solo, anche il make up contiene plastica.

Già in passato, si è parlato molto di un’inchiesta contro i glitter, o brillantini, dato che ricerche scientifiche hanno dimostrato che la grande quantità diffusa negli anni abbia contribuito all’inquinamento di microplastica nell’ambiente.

Dunque, grazie a tutte le iniziative plastic free, è possibile fin da ora dare uno sguardo più attento alle proprie azioni quotidiane, senza cambiarle, ma cercando di sostituire i consueti prodotti di cosmetica con quelli che, sia nella composizione, sia nell’involucro, contengano solo bioplastica e cominciare propria beauty routine plastic free.

Innanzitutto, è importante leggere le etichette dei prodotti da bagno ed individuare fin da subito la presenza o meno della microplastica polietilene. Molti brand famosi, come ad esempio Orèal e Dior, partecipano alle iniziative “no inquinamento da plastica” ma sui loro prodotti l’etichetta di polietilene.

Un secondo punto è controllare il grado di riciclo o di biodegrabilità dei contenitori in plastica dei prodotti di cosmetica, attraverso il codice di riciclo apposto direttamente sul materiale,  scegliendo in modo opportuno il packaging sostenibile, oppure il no-packaging, o l’imballaggio nake (o nudo).

L’ultimo, ma non di certo per importanza, è procedere con la sostituzione dei prodotti di cosmetica contenenti microplastica con prodotti vegani, basati su biomassa, come la bioplastica biobased e biodegradabile, contribuendo alla crescita di mercato di tale materiale eco-sostenibile, che non inquina e soprattutto risulta fondamentale per la salute e la bellezza della persona e dell’ambiente.

 

EarthBi: https://earthbi.io