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Tim Berners-Lee è il celeberrimo inventore del World Wide Web. Ed è anche uno strenuo difensore della decentralizzazione.

Ultimamente si è detto molto deluso dell’evoluzione che ha avuto la sua creatura, dichiarando: “Purtroppo il Web è fallito, invece di servire l’umanità come avrebbe potuto fare“.

Secondo Berners-Lee la crescente centralizzazione del Web “ha finito per produrre – senza azioni deliberate da parte delle persone che hanno progettato la piattaforma – un fenomeno emergente su larga scala che è anti-umano“. Addirittura.

Tempo fa, però, Berners-Lee aveva auspicato che la blockchain potesse servire a recuperare un po’ della decentralizzazione persa.

Ma cosa si intende per decentralizzazione? E come potrebbe fare la blockchain a combattere la sempre crescente centralizzazione del Web?

Innanzitutto, la rete Internet è decentralizzata. Infatti, fu creata dall’esercito americano appositamente per non avere un centro, non essere immediatamente controllabile da nessuno soggetto specifico in modo da poter essere utilizzata liberamente.

Quando nel 1989 la guerra fredda finì, tutto questo cessò di essere un progetto militare USA e divenne di dominio pubblico.

L’incredibile resilienza di Internet si deve proprio alla sua decentralizzazione, che fu scelta per consentire alla Rete di resistere anche ad un eventuale attacco nucleare.

Infatti, Internet non si può spegnere, non si può distruggere, non si può bloccare: bastano due computer connessi tra di loro ovunque nel mondo e può continuare a funzionare.

Non c’è un centro che sia possibile colpire per distruggerlo, disattivarlo o controllarlo.

Insomma, è la decentralizzazione che rende Internet inattaccabile: si possono attaccare i singoli computer connessi ad Internet, anche in massa, ma non si può attaccare Internet stesso.

Quando Tim Berners-Lee creò il World Wide Web, lo creò per essere decentralizzato, in modo che fosse inattaccabile, libero e pubblico.

Il Web, così come Internet, non ha un centro, non ha un organo di controllo, non ha un singolo soggetto che abbia il potere di manipolarlo a piacimento. Ma ultimamente ci sono dei singoli soggetti, come Google, Facebook e Amazon, che hanno acquisito un tale potere da essere in grado di condizionarlo.

Internet, ovvero le connessioni tra i computer, sono ancora relativamente libere, ma il Web, ovvero i contenuti dei siti, lo sono molto meno. Ed è per questo che Berners-Lee è deluso e preoccupato.

Bitcoin in qualche modo torna alle origini, perché è una tecnologia completamente decentralizzata. Non c’è un centro, non c’è una società o un organo che lo controlla, non c’è qualcuno che abbia il potere di gestire il mondo crypto a proprio piacimento.

Non solo: ha delle regole che possono essere cambiate solo molto difficilmente dovendo mettere d’accordo la stragrande maggioranza degli utilizzatori.

Il trucco è quello di creare un protocollo fisso, aperto e praticamente immutabile, lasciando che chiunque possa sviluppare del software per utilizzarlo. Così il software che si può sviluppare è libero, ma non il protocollo.

La blockchain di Bitcoin, la prima di questo genere ad essere mai creata, rispetta queste caratteristiche e ha fatto da esempio per altri sviluppi simili. Infatti, ha dimostrato di essere incredibilmente resiliente, immutabile, rigorosa, funzionale, sicura e affidabile. Oltre a ciò è anche decentralizzata. Anzi, è proprio la decentralizzazione a renderla così potente.

Nessuno può modificarla, manipolarla e nemmeno attaccarla sperando di distruggerla.

Queste caratteristiche sono uniche, tanto che blockchain è ritenuta una delle singole tecnologie più promettenti del prossimo futuro.

Sempre Berners-Lee ha spiegato:

[Grazie alla decentralizzazione] l’individuo è stato incredibilmente potenziato. Era tutto basato sul fatto che non esisteva alcuna autorità centrale a cui si dovesse chiedere il permesso. Quella sensazione di controllo individuale, quella responsabilizzazione, è qualcosa che abbiamo perso“.

Ovviamente si riferiva al Web, ma la blockchain potrebbe contribuire a far recuperare al Web la sua decentralizzazione, in modo da non avere autorità centrali in grado di controllarlo, e di non dover più chiedere il permesso a nessuno ad esempio per utilizzare i propri dati.

Insomma, recuperare il controllo individuale e la responsabilizzazione, che secondo Berners-Lee abbiamo perso.

Bitcoin è già così. Totale controllo ai singoli utilizzatori, completa assenza di organi di controllo o di autorità, nessuna esigenza di chiedere alcun tipo di permesso, piena e totale autoresponsabilizzazione.

Sarà possibile sfruttare blockchain per ridare anche al Web queste caratteristiche? In teoria sembra possibile, ma probabilmente lo stesso Tim Berners-Lee non sa ancora concretamente come si possa fare.