Read this article in the English version here.

Arabian Chain, società specializzata nello sviluppo blockchain, e la società innovativa Curiositas offriranno un insieme di smart contract legati ai sistemi legali automatici per fornire servizi alla finanza islamica.

La piattaforma in questione si chiamerà Wethaq e avrà come obiettivo i mercati finanziari islamici, agendo come fornitrice di servizi per istituzioni finanziarie, investitori e percettori di capitali sia a livello di pre-vendita, di emissione e di gestione dei prodotti legati ai sukuk, ovvero i titoli di debito legati alla finanza islamica.

La finanza islamica ha caratteristiche particolari perché la Sharia ritiene usura il pagamento di interessi, oltre a vietare qualsiasi finanziamento di attività che siano Haraam, cioè proibite e peccaminose.

Questo fa sì che le remunerazioni degli investimenti debbano avvenire per mezzo di un insieme complesso di contratti che permettano una forma di partecipazione agli utili o di pagamento di servizi.

La piattaforma Wethaq permetterà di offrire servizi automatizzati in relazione ai sukuk.

Inoltre, al suo interno saranno compresi una serie di servizi accessori quali banche d’investimento, legali, consulenti, agenzie di rating e assicurerà la presenza di investitori qualificati.

La piattaforma dovrebbe diventare operativa nella prima metà del 2019. Il direttore di Curiositas, Dimitrios Vourakis, ha così commentato il lancio della nuova piattaforma:

“La nostra piattaforma è rilevante perché c’è un’urgente necessità di automazione e di standardizzazione nel mercato dei capitali islamico. Istituzioni finanziarie, investitori, percettori, tutti attualmente sopportano dei sostanziosi costi operativi caricati da mediatori e intermediari con una complessità superiore rispetto a quella dei mercati tradizionali. Wethaq separa gli elementi essenziali da quelli addizionali, come i servizi di pagamento e di custodia, ed offre i secondi attraverso una piattaforma automatizzata”.

Nel 2014 la finanza islamica pesava per oltre 2000 miliardi di dollari, pari all’uno per cento del valore della finanza mondiale, principalmente concentrata nei paesi del Golfo Persico.