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Nel mondo il tema dell’ecologia sta assumendo una rilevanza sempre più ampia non solo a livello internazionale ma anche locale.

La dimostrazione arriva dal fatto che sempre più amministrazioni comunali stanno adottando misure concrete per riuscire ad ottimizzare il proprio impatto ambientale e sensibilizzare la cittadinanza verso atteggiamenti maggiormente eco-friendly.

Se in Italia si fa la gara per la raccolta differenziata (sebbene lo smaltimento rimanga un punto interrogativo) in Inghilterra, patria del movimento vegan (ma dove purtroppo resta radicata la triste tradizione della caccia alla volpe), la città di Liverpool, ha deciso di sfruttare la tecnologia blockchain per compensare le sue emissioni di carbonio.

I dettagli

Nello specifico si parla di una piattaforma in grado di compensare oltre il 110% dell’inquinamento inevitabilmente prodotto da una delle città più grandi della nazione.

Obiettivo principale, quello di diventare la prima città al mondo a favorire la rivoluzione climatica entro la fine del 2020.

I dettagli resi noti dal Sindaco di Liverpool, Joe Anderson, parlano di un progetto che durerà un anno e coinvolgerà non solo la collaborazione con BAC Mono, società con sede a Liverpool, per la nascita della prima auto climate-positive (a 0 impatto ambientale), ma anche una sperimentazione con la Poseidon Foundation per la creazione di una piattaforma che possa di fatto invertire l’impatto climatico.

Attraverso la tecnologia della catena a blocchi, la piattaforma creata dalla fondazione Poseidon sarà un vero e proprio libro mastro digitale open source in grado di velocizzare le transazioni online per i crediti di compensazione.

Tempi e costi dimezzati dunque per facilitare la nascita di progetti di restauro e conservazione del bacino amazzonico nella zona peruviana e nel parco nazionale Cordillera Azul.

Stando a quanto dichiarato dai vertici della fondazione, si tratta di una partnership rivoluzionaria: Liverpool potrebbe essere il primo esempio di amministrazione comunale in grado di abbattere completamente le proprie emissioni di carbonio e aprire la strada perciò a un cambiamento climatico radicale, concreto e molto più ampio il quale, a sua volta, potrebbe coinvolgere anche altre città del regno unito se non addirittura del resto del mondo.

La città che a suo tempo diede i natali anche ai Beatles non è nuova a iniziative simili: oltre all’installazione di circa 15.000 lampioni a LED a risparmio energetico su 2.000 strade per ridurre il consumo di energia dei lampioni dell’82%, in 6 anni l’amministrazione comunale è riuscita ad abbattere l’emissione di oltre 558.000 tonnellate di carbonio nell’atmosfera.

Le speranze

Quella dell’inquinamento, rappresenta una sfida storica sulla quale si dovrà decidere la sorte dell’intera umanità.

Cambiamento climatico infatti non significa soltanto innalzamento delle temperature o moltiplicarsi dei fenomeni atmosferici estremi ma anche difficoltà per la produzione agricola, con conseguente carenza di approvvigionamento di materie prime e aumento esponenziale del rischio di carestia, il tutto senza contare la prima delle future emergenze, spesso già attuale, cioè la costante carenza di acqua potabile.

Tutto questo con l’uso della tecnologia potrebbe essere evitato attraverso lo sfruttamento di una piattaforma che, fanno sapere dalla fondazione Poseidon, è completamente scalabile e quindi facilmente adattabile alle varie esigenze delle diverse città.

Un esempio? Il fatto che la stessa piattaforma blockchain sia stata già utilizzata da un’azienda che opera in un settore completamente diverso, Ben&Jerry società leader nella produzione di sorbetti e gelati, per limitare le proprie emissioni inquinanti.