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Paul Krugman, noto economista e professore all’Università di Princeton, fa una retromarcia sul bitcoin che da “bolla che finirà in tragedia”, come l’aveva definita a gennaio di quest’anno, diventa un asset potenzialmente più utile dell’oro.

Il cambio di rotta

La svolta è arrivata alla conferenza blockchain di ChainXchange, durante la quale Krugman si è trovato a confrontarsi con una variegata platea composta da scettici e sostenitori del bitcoin e tra questi il Chief Strategist di Ripple Chief Market Cory Johnson e il guru della ricerca di mercato Thomas Lee.

Le considerazioni di Krugman, però, partono da lontano e cioè da quando l’uomo ha iniziato ad avere il senso del denaro, o per meglio dire dello scambio di merce.

Millenni fa, infatti, i primi esseri umani hanno deciso di passare dall’uso delle pietre come merce di baratto, ai metalli, quindi all’oro e poi alle banconote di carta moneta, per finire, oggi, al denaro virtuale.

Per Krugman bitcoin è l’oro del futuro

Il bitcoin non sarebbe nulla di più che una naturale evoluzione di questo processo, l’ultimo anello in ordine di tempo. Non solo, ma l’analisi dell’economista va anche oltre, arrivando a paragonare l’estrazione di bitcoin, con tutto il necessario impiego di energia, all’estrazione dell’oro, altrettanto dispendiosa, soprattutto all’inizio della famosa corsa all’oro dell’800.

Questo, però, sottolinea un altro aspetto: nulla di nuovo sotto il sole, o per lo meno nulla che non sia già stato visto in passato.

Pur restando tra le personalità più scettiche sul bitcoin, Krugman ha offerto molti spunti di riflessione e diverse dichiarazioni che, se non di omaggio, sembravano comunque offrire una luce più favorevole al bitcoin.

Cosa cambiare del bitcoin

Un esempio è fornito dallo stesso Krugman il quale, alla domanda “Cosa cambierebbe del bitcoin?” ha immediatamente risposto che, se i costi di transazione fossero più bassi, parte del suo scetticismo potrebbe venir meno.

L’interesse dell’esperto, come lui stesso ha tenuto a sottolineare, riguarda solo ed esclusivamente il bitcoin e nessuna delle valute digitali alternative (le famose altcoin) e nemmeno la blockchain, la tecnologia di base delle monete virtuali, sulla quale Krugman afferma di essere agnostico.

Il motivo? Troppo complessa da capire secondo lui. Ma la vera sorpresa è arrivata dopo. Durante un confronto sul ruolo del bitcoin in futuro e su quello dell’oro, Krugman ha sorpreso tutti dichiarando:

“L’oro è morto … Il bitcoin ha più utilità dell’oro. C’è qualche possibilità che il bitcoin abbia un valore in futuro. “

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Rossana Prezioso
Appassionatasi alle nuove frontiere dell’editoria online, ha deciso di approfondire ulteriormente le sue conoscenze dedicandosi allo studio dei cambiamenti culturali ed economici derivati dalla nascita della finanza hitech, sviluppando le tematiche riguardanti i nuovi modelli di business ad essa legati e le influenze geopolitiche della new economy criptovalute