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Leggi qui la prima e la seconda parte di questa guida su Bitcoin.

Il Bitcoin White Paper di Satoshi Nakamoto

Il 31 ottobre 2008 apparve sulla Cryptography Mailing List il seguente messaggio:

“I’ve been working on a new electronic cash system that’s fully peer-to-peer, with no trusted third party. The paper is available at: http://www.bitcoin.org/bitcoin.pdf

The main properties: Double-spending is prevented with a peer-to-peer network. No mint or other trusted parties. Participants can be anonymous. New coins are made from Hashcash style proof-of-work. The proof-of-work for new coin generation also powers the network to prevent double-spending.”

Il messaggio proseguiva con l’abstract del progetto Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System, ed era sottoscritto da Satoshi Nakamoto.

L’identità di quest’ultimo, considerato il padre del Bitcoin, non è mai stata rivelata. Sono in molti a ritenere che si tratti di un multiple name, ovvero di un nome che rappresenta un collettivo. Queste le ipotesi più quotate sulla sua identità:

  • Nick Szabo: informatico e crittografo, autore del paper di Bit Gold, antenato di Bitcoin e appassionato alle tematiche delle valute virtuali.
  • Hal Finney: crittografo partecipante alla Cryptography Mailing List. Prima persona a ricevere una transazione Bitcoin da Nakamoto il 12 gennaio 2009, dopo l’estrazione del genesis block il 3 gennaio 2009 alle 18:15:05 GMT. Deceduto il 28 agosto 2014 a causa della sclerosi amiotrofica laterale.
  • Dorian Prentice Satoshi Nakamoto: un fisico e ingegnere di sistemi che ha lavorato su progetti governativi legati alla difesa e su tecnologie correlate alle compagnie di informatica finanziaria, residente per oltre 10 a Temple City (la medesima città di Hal Finney).

Altre ipotesi sono inerenti a gruppi di persone (Neal King, Vladimir Oksman e Charles Bry), singole personalità (Michael Clear, Vili Lehdonvirta, Martii Malmi, Jed McCaleb), gruppi di aziende (Samsung, Toshiba, Nakamichi, Motorola) o in ultima istanza organizzazioni governative.

Al di là delle congetture, i dati certi sono:

  • l’anonimato dell’autore del paper e creatore del client ha sortito l’effetto di un parricidio e reso il sistema Bitcoin davvero una rete tra pari, ergo nessuno “possiede” la rete, né può forzare cambiamenti nel protocollo Bitcoin (che viene aggiornato tramite libere proposte – BIP – che sono eventualmente adottate consensualmente);
  • anche qualora Satoshi Nakamoto palesasse la sua identità, la sua presenza o assenza sarebbe indifferente al funzionamento della rete;
  • si stima che grazie all’operazione di mining durante il primo anno di vita della rete tra pari, sull’indirizzo Bitcoin di proprietà di Satoshi Nakamoto siano presenti circa 980.000BTC (transazioni non spese). Altre fonti parlano di 750.000.

Satoshi Nakamoto, nel breve testo di accompagnamento al link di download del paper, elenca le proprietà principali del suo sistema di pagamento interamente tra pari, senza terze parti fiduciarie:

  • prevenzione della doppia-spesa grazie ad una rete tra pari;
  • assenza di fiducia nella zecca o in terze parti;
  • i partecipanti possono rimanere anonimi;
  • le nuove monete sono create tramite una prova di lavoro in stile Hashcash;
  • la prova di lavoro per la generazione di nuove monete tende a rinforzare la rete per prevenire la doppia-spesa.

I medesimi concetti sono ribaditi nella parte del paper ancora precedente all’introduzione:

  • il problema del trasferimento di denaro elettronico è l’intermediazione (con particolare riferimento alle istituzioni finanziarie);
  • la soluzione è una rete tra pari, capace di risolvere il problema della doppia spesa, che stampa un marcatore temporale sulle transazioni facendo hashing sulle stesse che vengono posizionate in una catena di proof-of-work basata sugli hash, formando una registrazione che non può essere modificata senza rifare la proof-of-work.

L’introduzione aggiunge a questi due elementi, il problema e la soluzione, vari aspetti:

  • reversibilità delle transazioni (problema);
  • costi di transizione (problema);
  • limitazione delle dimensioni minime delle transazioni praticabili ed esclusione delle possibilità di piccole transazioni occasionali (problema);
  • perdita della capacità di effettuare pagamenti irreversibili per servizi irreversibili (problema);
  • maggior profilazione del cliente da parte dei commercianti a scopo cautelativo e ineliminabile base fiduciaria (problema);
  • percentuale di frodi accettata come inevitabile (problema);
  • sistema di pagamento elettronico basato su prova crittografica (soluzione);
  • consentire a due controparti di negoziare direttamente senza la presenza di una terza parte di fiducia (soluzione);
  • transazioni computazionalmente impraticabili da invertire (soluzione);
  • server di marcatura temporale distribuito peer-to-peer per generare la prova computazionale dell’ordine cronologico delle transazioni (soluzione);
  • il sistema è sicuro fintanto che i nodi onesti controllano collettivamente più potenza CPU rispetto a qualsiasi gruppo collaborativo di nodi attaccanti (soluzione).

Tali aspetti ci permettono di comprendere che cos’è Bitcoin: un protocollo che genera una rete tra pari che permette ad ogni nodo che la compone di transare liberamente e pseudonimamente valore ad altri nodi della rete. Tale valore, o più correttamente, rappresentazione digitale di valore, viene generato dal protocollo in modo da garantire scarsità, sicurezza nell’ordine delle transazioni, sicurezza del sistema stesso.

Le transazioni avvengono tramite firme digitali, e tale catena di firme digitali è la definizione che Satoshi Nakamoto dà di valuta elettronica: “Definiamo come valuta elettronica una catena di firme digitali”.

Qual è la differenza? Prima della sua venuta, uno scambio prevedeva la presenza di una realtà che nel medesimo scambio gestiva, facendosi garante, dei dati degli utenti, cioè il bilancio di quanto roba avevate: per trasferire moneta uno si autenticava presso l’ente centrale chiedendo il trasferimento di tot ad un altro. L’ente centrale e dunque il sistema centralizzato toglieva al primo per dare al secondo, punto.

In tutto questo, il ruolo chiave è quello dell’ente centrale che: sa chi siete e quanto date a chi; può metter mano sui vostri conti ed eventualmente bloccarli; tendenzialmente vi chiede del cash (in forma di percentuale sulla transazione, costi fissi di custodia del vostro denaro eccetera); nel caso delle valute fiat è emittente e controllore perciò può svalutare, inflazionare e chi più ne ha più ne metta.

Ora, dopo la venuta di Bitcoin, uno scambio prevede l’invio di informazione ai nodi della rete di togliere tot “soldi” dal proprio account per trasferirli ad un altro. I nodi della rete modificano il loro registro in base all’informazione, aggiornandolo.

Questo è Bitcoin: un sistema che permetta scambi diretti (non devo chiedere il permesso a nessuna autorità) e sicuri (nessuno può mettere mano ai miei soldi) adoperando un registro condiviso di tutte le transazioni.

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Alessio Salvetti
Co-founder di Bcademy e board member (VP), Alessio è partner e board member di Impact Hub Trentino, uno dei 102 nodi del network mondiale. Dopo un'esperienza come docente di filosofia, abbandona l’insegnamento per coordinare un team di ricerca sui temi della connessione tra neuroscienze ed economia, prima di dedicarsi alla vera e propria creazione d’impresa. Business developer e consulente per numerose startup, bitcoiner per passione ed esperto di modeling e lean startup, è co-founder di Inbitcoin e responsabile per l’erogazione dei prodotti di Bcademy (CPO).