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Microsoft aggiunge la blockchain a un numero sempre crescente di propri servizi. Dopo essere stata la prima società ad implementare il salvataggio dei dati in cloud ben tra anni  fa, ora sta integrando sempre più la blockchain-as-a-service all’interno della sua piattaforma.

O anche di altre piattaforme collegate come Office 365, Outlook, Sharepoint online.

Secondo il manager di Azure, Matt Kerner, l’obiettivo è permettere ai clienti prima di salvare i dati su cloud  e quindi tokenizzarli tramite la blockchain, in modo da renderli standardizzati e usufruibili a qualsiasi partner eliminando ogni limite di condivisione.

Azure Blockchain Workbench, il servizio ad hoc lanciato a maggio da Microsoft, utilizza il sistema di Proof of Authority (PoA), e questo permetterà un ulteriore passo avanti nella condivisione dei dati.

Se il cloud rendeva disponibili i database all’interno di un’intera struttura aziendale, rompendo il tradizionale isolamento dipartimentale delle grandi strutture, ora l’utilizzo della blockchain crea la possibilità di condivisione dei dati anche fra diverse strutture con sistemi di elaborazione non omogenei, ma che possono lavorare su set di dati standard.

Sempre lo stesso Kerner afferma: “Quello che sta facendo la blockchain è di collegare processi di business con molti attori facendoli uscire dalle email, dalle telefonate, dai fogli di calcolo, portandoli in un singolo sistema con una singola visione dei dati che siano credibili per tutte le controparti”.  

Un esempio di questo processo avviene nel settore assicurativo marittimo utilizzato dalla società Maersk tramite Insurewave, che collega il cliente con i fornitori di servizi attraverso la blockchain R3 Corda e con l’implementazione anche di tecnologia IoT, il tutto poi mediato da Azure.

Questa espansione è anche motivata da fattori di carattere competitivo, data l’attività espansiva nel settore di IBM, che offre servizi simili grazie al suo Hyperledger, un consorzio di cui la Big Blue è promotore e che ha punta moltissimo sulla stabilità e integrazione della piattaforma.

Ebbene, Microsoft non vuole essere da meno.

Per differenziarsi, Microsoft ha scelto una maggiore flessibilità nell’interagire con più piattaforme DLT, utilizzando anche Ethereum, oltre ad aver aderito al consorzio IC3 per un ulteriore sviluppo nei contratti, sicurezza e ampliamento dei linguaggi di programmazione.