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I token Petro non sono ancora in circolazione, nonostante siano stati annunciati dal governo venezuelano come moneta nazionale. E ora iniziano ad arrivare le prime conferme.

Secondo un report pubblicato da Reuters non solo il token non sarebbe in circolazione, ma i famosi barili di petrolio ai quali dovrebbe essere ancorato semplicemente non esistono.

In teoria ad Atapirire, una città nel centro del Paese in cui il governo sostiene ci siano da estrarre cinque miliardi di barili di petrolio, dovrebbero esserci le riserve utilizzate per ancorare il valore del Petro, ma gli abitanti dicono di non aver mai visto nessuna iniziativa del governo per attingere a quei pozzi.

Reuters per quattro mesi è andata in cerca del Petro e delle sue riserve di petrolio parlando con esperti in criptovalute ed in valutazioni di giacimenti petroliferi, recandosi sul posto e setacciando i registri per saperne di più.

Questa caccia al tesoro, però, non ha portato da nessuna parte: della moneta non c’è traccia, non viene venduta su nessun exchange e nessun negozio la accetta.

Il Presidente Maduro sostiene che le vendite dei token abbiano superato i 3 miliardi di dollari e che la moneta viene utilizzata per pagare le importazioni, ma il Ministro Hugbel Roa ha invece rivelato a Reuters che la tecnologia dietro la moneta è ancora in fase di sviluppo e che “nessuno è stato in grado di utilizzare il Petro … né sono state ricevute risorse“.

Addirittura, la Soprintendenza alle Criptovalute, ovvero l’agenzia governativa che dovrebbe sovrintendere al Petro, non ha ancora nemmeno una sede fisica. I

l sito web non funziona, il Presidente Joselit Ramirez non risponde ai messaggi e le telefonate al Ministero dell’Industria, che sovrintende all’agenzia, sono rimaste senza risposta.

A ciò va aggiunto che nella zona di Atapirire l’attività dell’industria petrolifera locale è scarsa, tanto che l’ex ministro del Petrolio Rafael Ramirez ha stimato che ci vorrebbero voluti almeno 20 miliardi di dollari di investimenti per sfruttare le ipotetiche riserve petrolifere del luogo.

A tal proposito ha dichiarato: “Il Petro è impostato su un valore arbitrario, che esiste solo nell’immaginario del governo“.

Insomma, il token non è in circolazione, i barili di petrolio a cui il suo valore sarebbe ancorato non ci sono, e non c’è alcuna attività estrattiva in corso per produrli.

Ancora, il Ministro Roa, che sovrintende un’agenzia di stato chiamata Osservatorio di Blockchain venezuelano, ha rivelato che gli attuali token, basati sulla blockchain di NEM, sarebbero solo primi modelli, aggiungendo che il Venezuela sta lavorando allo sviluppo di una propria blockchain.

Gli acquisti annunciati da Maduro sarebbero solo prenotazioni per acquistare i veri e propri Petro che saranno rilasciati in futuro.