Un recentissimo report di Ernst & Young risponde ad una domanda che molti investitori si sono fatti rispetto a tutte le token sale del 2017, ovvero quale sia il comportamento delle ICO su una prospettiva di medio termine, o comunque superiore all’anno?

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Lo studio prende in esame le principali ICO del 2017, quelle che costituiscono ben l’87% della raccolta totale effettuata durante l’anno scorso, valutandone l’evoluzione dopo 12 mesi, nell’ottobre del 2018.

Purtroppo i risultati non sono incoraggianti: l’86% è al di sotto dei prezzi di listing ed il 30% ha subito una perdita di valore sostanziale.

In media, la perdita da portafoglio ICO, calcolato su 141 ICO, è stato pari al 66%, che scende al 56% considerando le 10 principali, ma sale al 77% considerando invece solo le minori: un autentico bagno di sangue.

Purtroppo anche la fase di implementazione è stata piuttosto complessa ed ha portato in realtà alla realizzazione di ben pochi progetti.

Ad un anno di distanza solo il 13%, rispetto al 5% iniziale, è un prodotto completo, mentre un altro 16% può essere definito a livello di prototipo contro 11% iniziale.

In pratica solo il 13% di tutte le idee proposte in ICO è passato ad una fase realizzativa ulteriore rispetto allo scorso anno, per un totale del 29%.

Invece, il restante 71%, è rimasto al puro stato ideativo e questo spiega anche perché le quotazioni non siano salite:

La ricerca evidenzia poi un elemento interessante ed importante riguardante gli Utility Token, cioè i token che dovrebbero essere utilizzati come strumento di pagamento per un servizio.

In questo caso, dei 25 progetti esaminato, 7 accettavano anche valuta fiat.

Giustamente questo elemento viene ad essere giudicato con una certa gravità, in quanto si svaluta implicitamente il valore dello Utility Token offerto in sede di ICO:

Per quanto riguarda le piattaforme Ethereum è sempre la preferita, anche se le ICO hanno riguardato un gran numero di nuove piattaforme. Anche considerando l’attività complessiva degli sviluppatori Eth è sempre di gran lunga quella più avanzata.

Anche questo report pone in evidenza come sia necessario investire in modo estremamente selettivo, quando si parla di ICO. Poche riescono veramente a dare un ritorno nel medio periodo, per cui meglio affidarsi a professionisti.