La settimana scorsa il Vicepresidente del Parlamento Europeo Valdis Dombrovskis è intervenuto nella sezione plenaria presentando la necessità di introdurre una regolamentazione per le ICO.

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Partendo dai dati relativi alla raccolta effettuata da questo tipo di iniziative nel 2018, pari a circa 21 miliardi di dollari, tre volte di quanto raccolto nel 2017, Dombrovskis ha presentato questo tipo di strumento finanziario come una grossa opportunità per gli investimenti in tecnologia e ha affermato che questo fenomeno non scomparirà nel nulla ma rimarrà nel tempo.

Le ICO sono viste come espressione della tecnologia della blockchain dalla quale vengono considerate non scindibili.

La Commissione Europea non vede nessun pericolo dalle ICO per la stabilità finanziaria, ma i cambiamenti del mercato potrebbero anche condurre ad un mutamento di questa situazione.

La grande volatilità del mercato può porre dei problemi che vanno ben oltre l’allargamento, già posto in atto, delle normative AML, adattate alle nuove classi di asset finanziari e che devono essere in grado di limitare i rischi di queste iniziative, pur mantenendo intatte le opportunità.

In questa situazione, alcuni Paesi si sono resi conto dell’inadeguatezza delle loro legislazioni ed hanno iniziato a legiferare motu proprio, ma è necessaria, secondo il Vicepresidente, la definizione di un quadro base deciso dal Parlamento Europeo che dia delle linee guida comuni.

In Unione Europea le ICO sono specificamente regolate e favorite a Malta ed in Estonia, mentre la Francia ha predisposto una normativa ad hoc per il settore e sta discutendo sulla possibilità di riduzioni fiscali.

In generale, le ICO sono ammesse anche in legislazioni che non le prevedono in modo specifico.