Un recente studio condotto dall’Università della British Columbia descrive le difficoltà delle ICO nell’essere conformi alle normative mantenendo efficienza economica e disponibilità per una platea vasta di potenziali investitori.

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I ricercatori hanno studiato il mercato delle ICO per sei mesi concentrandosi sul mercato statunitense, ma hanno analizzato anche alcune ICO condotte in altri Stati.

Secondo la ricerca, l’essere conforme alle normative comporta spese per ogni legislazione alla quale è necessario adeguarsi.

Di conseguenza, se si desidera aprire le porte a molti investitori bisogna scegliere tra lo spendere ingenti somme per assicurare la conformità o mettere la questione in secondo piano.

Questo nega uno dei principali vantaggi delle ICO: la possibilità di accedere a finanziamenti senza dover investire grandi quantità di capitale.

La ricerca spiega la difficoltà nell’ottenere l’efficienza nei costi, la conformità legale e l’apertura a molti investitori nel seguente modo:

“Se gli emittenti rinunciano a questi costi, il rischio di non conformità aumenta notevolmente. Il risultato è un “trilemma”, in cui gli emittenti attualmente devono rinunciare a uno di questi obiettivi per realizzare gli altri due, o per raggiungere un compromesso su tutti e tre.”

Inoltre, vengono indicati tre approcci diversi nel condurre le ICO:

Il primo, chiamato “Maverick ICO”, mette la conformità in secondo piano per ottenere la massima efficienza nell’ottenere finanziamenti, puntando ad investire il meno possibile in spese legali.

Il secondo, una ICO privata, sacrifica l’apertura agli investitori, limitandosi a fondi istituzionali o accreditati per mantenere relativamente bassi i costi e buono il livello di conformità legale.

L’“Hybrid ICO” è Il terzo tipo di Initial Coin Offering analizzata e viene descritta come la campagna che fa compromessi da tutti e tre i punti di vista.

Ciò avviene per mezzo di “emissione solo in mercati selezionati, con conseguente contenimento dei costi, conformità e portata dell’investitore.”