Il Regno dell’Arabia Saudita sta pianificando il lancio di una propria criptovaluta di Stato per il 2019, come ha dichiarato Mohsen Al Zahrani, Direttore del settore innovazione (SPARC) presso l’autorità monetaria saudita (SAMA), ovvero l’ente di controllo finanziario del Paese.

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Questa dichiarazione segue quella di Mubarak Rashed al-Mansouri, Governatore della Banca Centrale della UAE, ch ha affermato come una criptovaluta di Stato sia già in realizzazione.

L’obiettivo della nuova valuta non è tanto il dettaglio, quanto il servizio di pagamento interbancario, anche a livello internazionale.

Il governo saudita vuole essere il più avanzato dal punto di vista tecnologico, ma sta procedendo con cautela perché desidera evitare che vi siano dei pericoli per il sistema finanziario e per i consumatori.

La nuova criptovaluta di Stato sarà completamente coerente con le normative del Paese e con quelle internazionali dal punto di vista finanziario e servirà come Mezzo di scambio (MoE) per l’accesso ai servizi di borsa e finanziari.

Con questo sistema i pagamenti internazionali saranno più rapidi e saranno anche sganciati dal sistema SWIFT che, come dimostrato dalla recente reintroduzione delle sanzioni all’Iran, viene ad essere politicamente influenzabile.

Questo avviene però in un ambiente molto particolare dove le criptovalute ordinarie, decentralizzate, sono ufficialmente vietate dallo scorso agosto, con un decreto che lo metteva fuorilegge con il pretesto della tutela degli investitori ed a seguito della nascita di diversi siti che si presentavano come “autorizzati”.

Nel frattempo sia Dubai che gli UAE si stanno ponendo come degli hub di sviluppo della blockchain avendo come obiettivo lo spostamento sulla DLT del 50% dell transazioni finanziari entro il 2021. ADAB Solutions sta pure per lanciare un exchange rispettoso delle norme della finanza islamica.