Le applicazioni basate sulla blockchain possono migliorare l’intero settore dell’agricoltura, aprendo nuovi mercati anche per i Paesi emergenti. I benefici di implementare la blockchain nel mondo agricolo possono infatti riguardare diversi fattori chiave.

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Tracciabilità, costi di transazione e sicurezza alimentare

Il “made in” quando ci si riferisce al cibo ha un profondo significato.

Conoscere la provenienza di un alimento, quando viene raccolto e lavorato e chi è il produttore, è l’obiettivo di tutte quelle applicazioni dedicate alla catena di approvvigionamento.

Grazie alla trasparenza ed efficienza della blockchain, l’agricoltura migliora sia sotto un profilo qualitativo che quantitativo.

Infatti, se da un lato viene garantita la qualità del prodotto che si sta commercializzando, acquistando o consumando, diventando così sinonimo di sicurezza alimentare mediante la registrazione di tutti i dettagli sulla catena, anche sotto il profilo quantitativo è possibile abbattere costi rilevanti.

Ad esempio, le spese di promozione e marketing che un brand deve affrontare per acquisire la fiducia del cliente e procedendo anche all’identificazione e rimozione degli attori cattivi e di processi inefficienti.

In questo ambito, il colosso alimentare che più ha investito sulla catena di approvvigionamento è Walmart che, insieme a IBM, ha dato vita al Food Trust Solution.

Esistono anche aziende minori come Origin Trail che sta costruendo un protocollo utilizzato nella sicurezza alimentare e nel viaggio del prodotto, oppure aziende come Ripe.io basate sulla tracciabilità e la certificazione del made in per prevenire frodi alimentari, false etichettature e intermediari ridondanti ed, infine, l’australiana Agridigital che ha intrapreso progetti blockchain pilota a livello mondiale per la tracciabilità del cibo, la provenienza della supply chain, i pagamenti in tempo reale, impegni digitali e finanziamenti.

Logistica

La vera sfida per la logistica sui prodotti agricoli è ovviamente la flessibilità viste le date di scadenza e le condizioni di conservazione che ogni alimento dovrà sostenere durante il viaggio per rimanere il più fresco possibile.

In questo senso, corrieri e spedizionieri come UPS considerano da tempo dei progetti pilota per poter integrare la tecnologia blockchain nella logistica del food.

Apertura nuovi mercati

Ed eccoci al bello della blockchain in ambito agricolo: l’apertura dei nuovi mercati. Viene considerata l’idea che l’Agri-tech sia quello strumento tecnologico che possa finalmente valorizzare i mercati agricoli dei paesi in via di sviluppo, creando fiducia e responsabilità tra tutti gli attori del mercato allo stesso modo, cosí da lasciare che tutti possano parteciparvi, compresi i soggetti più svantaggiati.

A questo scopo, AgriLedger è un’applicazione blockchain che punta a favorire la partecipazione al mercato agricolo in modo equo e autentico, oppure AgroStar la startup agricola indiana che insieme a The Weather Company di IBM, hanno creato l’app mobile che offre agli agricoltori le migliori pratiche relative all’agricoltura, personalizzate per le proprie colture particolari, una sorta di educazione ad hoc per supportare gli agricoltori in India a migliorare i loro raccolti insieme alle loro entrate.

Sempre per risolvere le problematiche dei mercati in difficoltà, c’è anche l’app indonesiana i-Grow, attraverso la quale si vanno ad offrire agli agricoltori investimenti in cambio di rendimenti oppure il recente progetto cambogiano BloCRice di Oxfam che utilizzerà gli smart contract per creare accordi tra agricoltori biologici ed esportatori di riso in Cambogia con i loro acquirenti ed importatori dei Paesi Bassi.