La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) statunitense ha provato a definire cosa siano gli smart contract, una delle innovazioni più interessanti della blockchain.

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L’ente ha pubblicato un report di 32 pagine che analizza gli usi, i rischi e le sfide degli smart contract basati su blockchain.

L’obiettivo del report è quello di essere uno strumento formativo sulle innovazioni emergenti del settore fintech.

Tuttavia, lo scopo del report non è specificare la posizione della CFTC a riguardo, tanto che nella premessa si legge:

“La CFTC non incoraggia l’uso o l’efficacia di nessuno dei prodotti finanziari o delle tecnologie contenute in questa presentazione”.

Inoltre, viene sottolineato che l’agenzia non può e non vuole fornire consulenza legale, anche perchè non ha autorità indipendente o potere decisionale in questo campo.

La CFTC definisce gli smart contract come un insieme di funzioni informatiche codificate che possono fare azioni autoeseguibili in base a criteri soddisfatti o non soddisfatti.

L’ente evidenzia anche che uno smart contract non è legalmente vincolante.

Vengono individuati tre attributi principali di un contratto intelligente:

  1. può autenticare le identità di controparte, la proprietà dei beni e le pretese di diritto
  2. può accedere o fare riferimento a informazioni o dati esterni per innescare azioni
  3. può automatizzare i processi di esecuzione.

Nella sezione in cui il rapporto cita fonti esterne, viene riportata anche una dichiarazione del 2014 del co-fondatore di Ethereum, Vitalik Buterin:

“Un contratto intelligente è un meccanismo che coinvolge beni digitali e due o più parti, in cui alcune o tutte le parti inseriscono risorse e le attività sono ridistribuite automaticamente tra quelle parti secondo una formula basata su determinati dati che non sono noti al momento in cui il contratto è iniziato”.

Secondo la CFTC, gli smart contract hanno diversi potenziali vantaggi, come la standardizzazione, la sicurezza, l’economicità, la velocità, la certezza dell’esecuzione, l’innovazione normativa e quella per il business.

I rischi potenziali che vengono individuati sono quelli relativi all’operatività, alla tecnologia, alle frodi ed alla manipolazione.

Il documento riporta anche dei possibili casi ipotetici di utilizzo e degli esempi molto generici di attività proibite.

Leggendo il documento è evidente che alla base ci sia stato un vero e proprio studio approfondito e ciò dimostra un chiaro interesse della CFTC per queste tecnologie.