Negli USA, il fisco segue con attenzione le crypto, la IRS (Internal Revenue Service), infatti, richiede il pagamento delle tasse sugli utili da trading di criptovalute da tempo.

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A febbraio, la IRS si fece consegnare da Coinbase la lista dei trader a stelle e strisce per riuscire a colpire chi aveva guadagnato dall’acquisto e dalla vendita di attivi virtuali.

Ora, con Bitcoin ed Ethereum ai minimi per il 2018, c’è sicuramente da aspettarsi un’ondata di dichiarazioni dei redditi, ma di segno opposto, per ottenere detrazioni di eventuali perdite da trading o derivanti dal possesso di valute virtuali.

Le criptovalute sono state giudicate come dei Beni e non come delle Valute dal controllore fiscale USA.

Ciò poteva costituire un grosso vantaggio quando vi era da dichiarare degli utili, soprattutto per gli early adopter, perchè gli utili da possesso per lungo periodo vengono tassati con un’aliquota ridotta del 15% rispetto al 25% di aliquota ordinaria.

Questa impostazione, però, viene a limitare fortemente la possibilità di portare in detrazione le perdite: per la legge federale, infatti, queste sono detraibili solo nel limite di tremila dollari per anno, per cui perdite più consistenti dovrebbero essere smaltite in più annualità.

Ipotizzando che un operatore abbia perso 9000 dollari, dovrebbe poi distribuire le sue perdite su tre esercizi.

Inoltre, un ulteriore problema viene a sorgere dal calcolo del valore delle criptovalute possedute: infatti la IRS prevede che la valutazione sia fatta al Fair Value, cioè al valore di mercato, ma ciò non è semplice quando esistono una pluralità di exchange con valori diversi.

In questo caso, gli esperti consigliano di prendere come riferimento di comparazione quello di un exchange esterno con forti volumi di transazioni, in modo da dare un riferimento di terza parte sicuro e preciso.

Complessa è anche la valutazione quando gli acquisti e le vendite sono state fatte in momenti diversi, in quanto la possibilità di applicare le tecniche LIFO e FIFO può portare a risultati molto diversi.

Quindi, la detrazione delle perdite può essere un vantaggio per l’investitore USA, ma deve essere fatta con attenzione e sulla base di dati certi.