L’annuncio è stato dato su Twitter: Inbitcoin ha rilasciato Lighter, un software open source per gli sviluppatori di app su Lightning Network.

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Lighter è un middleware tra Lightning Network e le cosiddette LApp, ovvero le app sviluppate per poter funzionare su LN.

Tecnicamente si tratta di un wrapper del nodo Lightning Network e fornisce un’interfaccia uniforme alle principali implementazioni LN, consentendo al codice del client di essere agnostico su quale nodo sia in esecuzione, in modo da potersi concentrare sulla funzionalità.

Zoe Faltibà, che ha lavorato al progetto, spiega:

“Lighter nasconde le differenze tra le varie implementazioni fornendo all’utente un’interfaccia comune, consistente e stabile nel tempo. Questo migliora la vita degli sviluppatori di LApp fornendo diversi vantaggi, tra cui la possibilità di progettare l’applicazione senza affidarsi a una specifica implementazione LN. Le implementazioni disponibili stanno infatti cambiando frequentemente in questa fase iniziale della tecnologia LN: con l’avvento di funzionalità ben più complesse ma estremamente utili, come l’utilizzo contemporaneo di più implementazioni LN con canali condivisi, Lighter potrebbe svolgere un ruolo chiave nel mettere a frutto i benefici offerti da queste nuove possibilità”.

Il progetto nasce da un’esigenza interna di Inbitcoin, dopo aver valutato diversi middleware già esistenti senza trovarne uno che funzionasse allo stesso modo su tutte le implementazioni che interessavano il progetto.

Continua Faltibà:

“Durante lo sviluppo ci siamo resi conto che usare indifferentemente c-lightning, eclair e lnd poteva essere di utilità per altri sviluppatori di applicazioni LN; quindi abbiamo deciso di rilasciare pubblicamente Lighter con un progetto open source, filosofia che abbracciamo e che è alla base delle tecnologie Bitcoin e Lightning Network stesse. Aprire il codice al pubblico è importante per noi, perché ci permette di dare un contributo alla community, su cui si basa il nostro lavoro”.

Infatti, lo stesso Lighter è frutto di un’idea e dello sviluppo dell’azienda italiana Inbitcoin, ma si tratta di un progetto open source, pensato per un’audience internazionale, documentato in inglese, e per il quale l’azienda è pronta a ricevere collaborazioni da tutto il mondo.

L’impegno è stato tutto italiano, ma l‘ispirazione la si deve a tutti i progetti open già esistenti nel mondo.

Faltibà precisa:

“Abbiamo mirato a standard, consolidati o emergenti, in linea con i principi di Bitcoin e LN. Quindi anche le scelte implementative sono rivolte all’esterno e hanno portato a un linguaggio accessibile come Python, protocolli di comunicazione come protobuf e gRPC, e sistemi di autorizzazione innovativi come i Macaroon. Utilizziamo internamente Lighter per le nostre applicazioni LN, ad esempio, in un black box composto da full-node bitcoin, nodo LN e Lighter. Casi d’uso che immaginiamo per altri utenti sono la riusabilità del codice su più progetti con diverse implementazioni LN oppure la prototipazione di LApp prima di approfondire la conoscenza di implementazioni specifiche. L’interfaccia esposta è in ogni caso neutrale sia rispetto allo scopo per cui Lighter viene impiegato sia nei riguardi dell’implementazione LN scelta, quindi i casi d’uso sono virtualmente tutti quelli resi possibili da LN stessa”.

Inoltre, secondo Faltibà, nei prossimi anni la parola LApp potrebbe diventare parte del gergo comune nel mondo crypto, o addirittura scomparire in una realtà dove LN è ovunque tanto da far diventare la L in LApp superflua.

“In ogni caso è la diffusione ampia e capillare delle applicazioni LN  [ovvero le LApp] ad avere importanza, più delle applicazioni per Bitcoin stesso e del quale rappresentano l’evoluzione per la vita di tutti i giorni. L’off-chain sarà presto il sistema preferito nel quotidiano, prima ancora che possa accadere all’on-chain”.

“Gli strumenti esistenti prima di Lighter richiedevano un investimento di risorse elevato per essere utilizzati in progetti che mirano a un insieme di funzionalità completo. Quindi erano sufficienti per realizzare dei proof of concept, meno adatti per un prodotto da scaffale, importante per un’ampia diffusione. Con Lighter è più semplice e comodo accedere, come sviluppatore, alle funzionalità offerte dalla tecnologia LN. In futuro emergeranno sicuramente altri progetti che renderanno intuitivo creare servizi sempre più versatili, raramente interagendo con gli strati tecnologici a un più basso livello, e sicuramente ne incontreremo (o svilupperemo) molti nella nostra ricerca”.