Oltre al permettere transazioni senza intermediari e l’automatizzazione e decentralizzazione di sistemi complessi tramite smart contract, la blockchain trova sempre più applicazioni nel campo della sicurezza informatica.

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La tecnologia blockchain fornisce uno dei migliori strumenti attualmente a disposizione in grado di proteggere dai cosiddetti furti d’identità, prevenendo potenziali frodi e riducendo le possibilità di compromissione dei dati.

Per distruggere o corrompere una blockchain, un hacker dovrebbe accedere ai dati memorizzati su oltre la metà dei nodi della rete. Queste reti spesso sono costituite da decine di migliaia di computer, ognuno dei quali memorizza una copia di tutti i dati.

Ne consegue che la difficoltà di compromettere dati su una blockchain aumenta con il numero di nodi. Infatti, le blockchain più grandi, ovvero quelle con più utenti, sono più sicure in quanto occorrerebbero più risorse per comprometterle.

Una startup chiamata GuardTime sfrutta questa caratteristica della blockchain per creare una Keyless Signature Infrastructure (Ksi), che rimpiazza le classiche chiavi pubbliche (Pki.) Questo sistema è stato utilizzato con successo per trattare oltre 1 milione di record sanitari in Estonia alla fine del 2016.

Questo sistema elimina la necessità di utilizzare le chiavi per la verifica e, al contrario, distribuiscono ogni singolo dato ai nodi in tutto il sistema. Se i dati venissero compromessi, il sistema, analizzando l’intera blockchain confrontando i dati a disposizione con quelli compromessi, rigettando questi ultimi.

Un’altra applicazione della tecnologia blockchain consiste nella decentralizzazione del DNS. Distribuendo l’infrastruttura DNS a un gran numero di nodi toglierebbe un punto vulnerabile all’attacco rendendo l’infrastruttura più resistente ai cosiddetti attacchi DDoS (Distributed Denial of Service).

I diritti di modifica dei domini in questo sistema vengono concessi solo a chi ha dispone della chiave privata (ovvero i proprietari dei domini) e nessun altro utente potrebbe apportare modifiche. In questo modo si riduce di gran lunga il rischio che i dati siano accessibili o modificati da soggetti non autorizzati.

Inoltre, sono molte le aziende vogliono realizzare una blockchain che prevenga attacchi DDoS. Un esempio ben noto è azienda britannica MaidSafe, la quale vuole decentralizzare il web e contribuendo allo sviluppo del cosiddetto web 3.0 in cui gli utenti sono in grado di eseguire applicazioni, memorizzare dati e fare tutto ciò che normalmente fanno online, ma in un ambiente più sicuro.

Come riportato, il Presidente e Direttore operativo di Coinbase, uno dei maggiori exchange di criptovalute, ha dichiarato che “siamo alla soglia dell’internet 3.0.”