Justin Sun, CEO di Tron, ha annunciato su Twitter l’ottava fase dell’ERC20 token burn, ovvero il burning di parte dei token TRX che è stata completata oggi e la transazione è visibile a questo link.

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In generale, quando i token vengono bruciati si procede con l’invio di un quantitativo specifico, in questo caso 182.3 milioni di Tron (TRX) in versione ERC20, verso un indirizzo a cui non è possibile accedere, così da essere visibile su EtherScan.

Tron, durante la sua ICO, aveva messo sul mercato ben 100 miliardi di ERC20 token TRX (quindi basati su blockchain di Ethereum) ed è esattamente dal 30 giugno 2018 che ha iniziato l’ERC20 token burn, arrivando con oggi alla sua ottava fase con ancora 1.28 miliardi di ERC20 token in attesa di essere scambiati.

Alla fine di giugno 2018, Tron aveva annunciato la separazione dalla blockchain di Ethereum, scambiando quindi gli ERC20 token TRX emessi con i nuovi token TRX basati sulla blockchain di Tron.

Ecco perché, ogni qualvolta si raggiungono cifre importanti, il team esegue quello che viene chiamato ERC20 token burn, che arriva quindi oggi alla sua ottava fase e che avrà fine solo quando tutti i 100 miliardi di ERC20 token TRX emessi saranno del tutto scambiati con quelli nativi Tron e quindi bruciati. Già lo scorso novembre infatti Justin Sun aveva annunciato di aver bruciato token TRX ERC 20 per un valore di 800 milioni di dollari.

Negli ultimi mesi, Tron sta attuando tutte le misure necessarie per poter estendere l’adozione dei propri token TRX in collaborazione con colossi come Binance e ampliando la propria usabilità grazie alla TronCard e a Grid, il tutto iniziando questo 2019 in decima posizione nella classifica di capitalizzazione delle crypto, come si può vedere su Coinmarketcap.