La televisione di Stato cinese CCTV-2 ha trasmesso su Financial Channel un’inchiesta sullo stato del crypto mining in Corea del Sud e della crisi che lo sta affliggendo.

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Da questa inchiesta sarebbe emerso che, secondo una stima, nel 2018 gli introiti si sarebbero ridotti del 97,5%, portando molti miner sudcoreani a cessare l’attività e a chiudere sarebbero state tra il 70% e l’80% delle attività di crypto mining in Sud Corea.

L’inchiesta dice anche che la Corea del Sud è uno dei principali mercati di scambio di valuta virtuale del mondo, con il volume delle transazioni in bitcoin ha raggiunto il terzo posto nel mondo.

Questo boom ha generato nel Paese una vera e propria industria del mining, entrata in crisi a causa del mercato orso del 2018.

Ad esempio, il principale miner sudcoreano di Ethereum è entrato sul mercato all’inizio del 2018, quando il costo dell’estrazione di 1 ETH era di circa 240.000 won.

All’epoca ETH veniva scambiato a 2,35 milioni di won, pertanto l’estrazione era molto redditizia.

In totale questo operatore ha avviato mille impianti di mining, chiusi tutti a novembre 2018 quando il valore di mercato di ETH è sceso sotto il costo di estrazione in Corea del Sud.

Mentre ad inizio 2018 il valore medio delle criptovalute in Sud Corea era superiore di circa il 40% rispetto a quello nel resto del mondo (il cosiddetto Kimchi Premium), a fine 2018 questa differenza si è ridotta a circa l’1%, riducendo ulteriormente i guadagni dei crypto miner sudcoreani.

Corea del Sud crisi del crypto mining

La stessa Banca Centrale della Corea del Sud ha stimato che i volumi di scambio tra criptovalute e won coreani (KRW), a fine 2018, erano calati a circa il 5,8% di quelli globali tra criptovalute e valute fiat, con un calo di oltre il 50% rispetto alla fine del 2017.

Yong Yongtai, capo delle operazioni del centro finanziario della Corea del Sud, ha dichiarato che secondo una sua stima il 70-80% delle mining farm del Paese è stato spento, o chiuso.

Infine, va detto che non è un caso che i media cinesi si occupino della situazione sudcoreana nell’ambito delle criptovalute, visto che, a causa del ban del governo cinese, molti loro cittadini hanno iniziato ad utilizzare strumenti dei vicini coreani per poter operare nel settore.

Inoltre, essendo media di Stato non possono occuparsi dell’industria cinese del settore e pertanto rivolgono la loro attenzione a quella sudcoreana in modo da poter soddisfare la richiesta di informazione a riguardo dei cittadini cinesi che invece, nonostante il ban, continuano ad essere interessati alle criptovalute.