Dopo aver discusso della definizione di security token e del concetto di deposito, Lars Schlichting, CEO di Poseidon Group e Partner dello studio legale Kellerhals-Carrard di Lugano, ci parla ora delle piattaforme di negoziazione ed in particolare della facoltà di offrire security token al pubblico, anticipando grandi novità relative a Eidoo.

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Lars, nonostante la Svizzera sia conosciuta come una crypto nation, le maggiori piattaforme di scambio in criptovalute non sono situate in Svizzera, come mai?

Gli exchange di criptovalute centralizzati offrono ai loro utenti il deposito di valute fiat, che sono usate per eseguire le transazioni. Il deposito di valute è tuttavia un’attività riservata alle banche. Per questo motivo gli exchange svizzeri effettuano prevalentemente operazioni OTC oppure offrono acquisti con immediato trasferimento dei token su un wallet. Questo modo di operare naturalmente non è competitivo rispetto agli exchange esteri, che possono accettare depositi del pubblico, anche se nella maggior parte dei casi non vi è alcuna garanzia in caso di fallimento dell’exchange. Dal 1 gennaio 2019 tuttavia in Svizzera sarà possibile ottenere la licenza FinTech, che ovvierà a questo limite permettendo di accettare depositi del pubblico fino a CHF 100 mio. Inoltre vi sono attualmente diversi progetti che prevedono l’uso di soluzione alternative, quali un deposito delle valute fiat presso un ente autorizzato con collegamento all’exchange tramite API. Possiamo pertanto dire che ora vi sono anche in Svizzera le premesse per avere grossi exchange di criptovalute.

E per quel che concerne le security? Sarà conveniente creare delle piattaforme per lo scambio di security token in Svizzera?

Nel suo rapporto il Consiglio federale ha fatto due affermazioni che ritengo molto importanti. La prima è che ha riconosciuto l’importanza della tecnologia blockchain per il commercio di valori mobiliari ed ha preannunciato delle modifiche legislative atte a favorire la creazione di infrastrutture del mercato finanziario (ovvero borse, multilateral trading facilities e organised trading facilities) all’interno delle banche stesse. Questo porterà pertanto nel medio termine alla creazione di diverse piattaforme che potranno offrire anche il commercio di security token. La seconda è il riconoscimento che le piattaforme peer to peer non devono chiedere alcuna autorizzazione per il commercio di security token. Se colleghiamo questa affermazione con le piattaforme decentralizzate, che come abbiamo visto nell’intervista precedente non devono chiedere nemmeno un’autorizzazione quale banca, abbiamo la possibilità da subito di creare piattaforme per l’emissione e il commercio di security token, a condizione che le stesse funzionino con un modello peer to peer.

Ma allora si potrà a breve acquistare anche token security negli exchange decentralizzati? Nella sua posizione in Poseidon può magari anticiparci come si comporterà Eidoo?

Effettivamente Eidoo, tramite il suo exchange decentralizzato (attualmente disponibile su versione desktop o beta in Android, il cui lancio ufficiale avverrà nei prossimi giorni, ndr) dispone già della tecnologia necessaria per offrire ai propri utenti dei security token. Stiamo prendendo qualche giorno per decidere il da farsi ma se non dovessimo rinvenire degli aspetti legali negativi sono convinto che potremo offrire in tempi rapidi l’emissione di security token sul mercato primario e il commercio di tali token in modalità peer to peer.

Quale sarebbe la differenza rispetto ad una borsa tradizione o un Multilateral trading facility?

In primo luogo rammento che solo entità autorizzate possono partecipare ad una borsa o ad un Multilateral trading facility. Le persone non autorizzate, tra cui le persone fisiche possono partecipare solo ad un organised trading facility o, appunto, a piattaforme peer to peer. Inoltre le piattaforme peer to peer non forniscono tutte le funzioni delle piattaforme autorizzate. In pratica non possono fornire un book degli ordini o permettere di eseguire ordini che non sono a mercato. Da questo punto di vista dunque si tratta di piattaforme con funzionalità limitate, ma proprio per questo motivo possono offrire un servizio completamente decentralizzato e senza intermediari.

Questo sistema funzionerà fino all’arrivo di una nuova specifica autorizzazione, che il Consiglio federale ha annunciato di voler creare, che permetterà alle persone non autorizzate di partecipare anche alle Multilateral trading facilities e dunque di poter usufruire di maggiori funzionalità per l’esecuzione delle transazioni.