Quali sono previsioni del 2019 per gli esperti di criptovalute? La domanda è essenziale per gli investitori e gli operatori nel settore. Ad aiutarci a rispondere c’è l’interessante articolo pubblicato da Iconium, fondo specializzato nell’investimento in startup del settore crypto.

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Come spiega Fabio Pezzotti, CEO di Iconium, il biennio 2017-2018 è stato segnato dall’esplosione dei prezzi di BTC e di ETH, legati soprattutto allo sviluppo nei mercati orientali, in grado di generare grandi ordini di acquisto, ma che non sono stati controbilanciati da adeguati flussi di vendita.

I motivi sono semplici: da un lato la fiducia nella crescita del valore delle valute, dall’altro l’utilizzo dei token come ETH nelle attività di ICO che hanno visto lo loro esplosione proprio negli ultimi due esercizi.

Questo combinarsi di scarsità di offerta e di eccesso di domanda ha portato alla cosiddetta bolla delle criptovalute della prima metà del 2018.

Man mano che si esaurivano le ICO e che i token venivano reimmessi sul mercato, l’esplosione è divenuta implosione, portando al mercato depresso della fine del 2018.

Questo non ha fatto che incrementare il panico in molte ICO ancora in possesso di token, anche per la difficoltà nel re-immettere i token stessi sul mercato tramite i circuiti bancari.

Tutto questo ha accentuato un circuito ‘boom and bust’ che comunque si sarebbe generato per l’eccesso di fiducia in un settore ancora troppo giovane.

Questo, però, non è stato l’unico fattore distorsivo del 2018. Le ICO erano nella maggior parte dei casi delle startup a livelli primordiali che non erano passate dagli stati di incubazione, selezione e crescita che caratterizzano normalmente il mercato dell’alta tecnologia.

Il fatto che ci si potesse finanziare in modo diretto tramite i token e quindi andare subito sul mercato con gli exchange, prima ancora che il progetto fosse giunto ad un qualsiasi stadio di sviluppo, ha creato una enorme volatilità sul mercato delle altcoin, legata al semplice dato di fatto che solo il 10% dei progetti di un incubatore high tech ha successo, mentre il restante 90% fallisce.

Senza la due diligence, la selezione naturale dei progetti startup viene fatta direttamente dal mercato reale e da quello finanziario, con percentuali di mortalità elevatissime e uguali percentuali di perdita. Se a questo uniamo l’altissima correlazione incrociata fra bitcoin, Ethereum e le altcoin abbiamo creato il mix implosivo dell’ultimo trimestre 2018.

previsioni criptovalute 2019

Il mercato degli investimenti si sta modificando nel tempo ed in modo molto rapido, nel 2017 l’80% degli investitori in crypto era retail ed il 20% professionale, sia sotto forma di VC che di fondi di vario tipo.

Secondo le previsioni crypto del 2019 del fondo, ci si starebbe muovendo verso una situazione opposta, in cui il 20% è retail, spesso comunque con una maturità ben superiore al 2017, e l’80% è professionale, grazie all’intervento di private equity.

Il sistema di pre-selezione dei progetti quindi si viene a riavviare, svolto da operatori professionali come fondi specializzati e VC, che non escludono gli investitori privati, ma li guidano su progetti più concreti e con migliori opportunità di successo.

L’ICO, invece che essere precedente il progetto e la prima fase di sviluppo, sarà successiva, ma comunque da compiersi entro i 6-12 mesi dall’avvio del progetto stesso, permettendo agli investitori privati un ritorno in tempi rapidi.

Secondo la previsione 2019 di Iconium, avremo quindi un ritorno delle token sale, ma regolato e più sicuro, mentre gran parte dei progetti approssimativi del 2017-18 scomparirà senza rimpianti.

Altre due tendenze del prossimo biennio saranno l’emergere dei security token, collegati a beni reali o a quote di società azionarie, e delle stablecoin.

Per queste ultime, che presentano una potenzialità enorme dal punto di vista dell’evoluzione dei commerci internazionale, ci si può attendere l’introduzione di qualche app di grande diffusione, veramente innovativa nel sistema dei pagamenti, che ne porterà rapidamente all’adozione di massa, facendo entrare il mondo realmente nell’era della valuta virtuale.