La tutela dell’identità della persona, o Self Sovereign identity, è stato il tema principale del 15° Ethereum Meetup di Milano che si è tenuto ieri nel capoluogo lombardo presso Mikamai in via Venini 42.

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Il meetup, organizzato da Stefano Leone, CTO di Deloitte Blockchain Lab Italia, è un appuntamento ormai giunto al quarto anno ed è nato nel 2015 come spazio di approfondimento e confronto per la community milanese di Ethereum, la più numerosa in Italia con oltre 1600 membri.

L’identità della persona e la sua tutela è uno dei temi cruciali della contemporaneità, soprattutto in un’epoca in cui il legame con la tecnologia diventa sempre più ampio e pervasivo ponendo questioni legate alla privacy, ma non solo.

L’identità è un diritto fondamentale sancito dalla Dichiarazione Universale sui Diritti Umani, ma circa 1 miliardo di persone, stando alle stime della Banca Mondiale, non è in grado di dimostrarla.

La possibilità di dimostrare la propria identità è fondamentale per accedere a opportunità politiche, economiche e sociali.

Ad esempio, la difficoltà degli Stati nell’identificare correttamente i propri cittadini crea grandi problemi nell’accesso al welfare e porta ad un aumento della corruzione.

Allo stesso modo, l’accesso ai servizi bancari e finanziari, oggi preclusi a quasi 2,5 miliardi di persone, richiede sistemi di identificazione accessibili, sicuri e verificabili.

La tutela dell’identità riguarda anche la condivisione dei propri dati personali, nello specifico garantire alla persona di scegliere cosa condividere e con chi.

La centralizzazione nella gestione di questi dati personali, ad esempio, sotto l’egida d’uno Stato, non è altresì garanzia di tutela di questo diritto fondamentale.

Il problema è che la centralizzazione conferisce potere alle entità centralizzate, non alle persone.

Una singola autorità potrebbe negare identità o addirittura confermarne di false.

Già nel 2000, The Augmented Social Network gettò le basi per un nuovo tipo di identità digitale nella sua proposta di una nuova generazione di Internet partendo dall’assunto che “ogni individuo dovrebbe avere il diritto di controllare la propria identità online”.

Uno dei primi riferimenti alla sovranità dell’identità risale al 2012, quando lo sviluppatore Moxie Marlinspike ha scritto sul tema della Sovereign Source Authority sostenendo che gli individui “hanno un diritto naturale a un’identità” e che le autorità centralizzate distruggono questa sovranità.

Sempre nel 2012, Patrick Deegan ha iniziato a lavorare su Open Mustard Seed, un framework open source che consente agli utenti di controllare la propria identità digitale e i propri dati in modo decentralizzato.

Nell’ultimo anno, la sovranità della propria identità è entrata anche nella sfera della politica internazionale.

Infatti, la crisi dei rifugiati ha portato in Europa molte persone prive di un’identità riconosciuta a causa della fuga da Stati in fase di collasso che ne avevano emesso le credenziali.

Nei prossimi meetup milanesi della community di Ethereum verranno approfonditi i temi di Self Sovereign Identity da un punto di vista tecnico confrontando piattaforme, tecnologie e standard disponibili.