Da anni Google e Apple rappresentano uno dei migliori investimenti, ma di recente sono aumentati i rischi per il mercato.

Read this article in the English version here.

I numeri danno la prima conferma: davanti ad utili a +40% nel terzo trimestre del 2018, Apple ora prevede un calo del 12,3%. Lo stesso dicasi per i profitti di Alphabet: terzo trimestre 2018 a +23,9% mentre per il primo trimestre 2019 si parla di un -21%.

A quanto pare i titani dell’hi-tech si sono rivelati dei giganti con i (potenziali) piedi di argilla. Non che mancassero gli indizi. Uno su tutti la concentrazione delle entrate di Apple sull’iPhone.

Un cocktail i cui ingredienti erano noti (rallentamento della Cina, politica aggressiva dei prezzi e polarizzazione su un singolo prodotto), che alla fine ha portato la ditta di Cupertino a perdere non solo la fiducia degli investitori ma anche, e soprattutto, la prima posizione tra le maggiori capitalizzate a Wall Street, portando quindi rischi per il mercato.

Apple e Google, oltre il danno, la beffa

La beffa? Il fatto che il primo posto sia stato preso, seppur per breve tempo, dalla sua acerrima e storica rivale, la Microsoft. Non solo, ma quella stessa Microsoft era stata data per spacciata non più tardi di un paio paio di anni fa. E per di più con un paradosso: la ditta creata da Bill Gates scontava sia la sua incapacità di adattamento ai nuovi device (il mobile prendeva il sopravvento sul classico PC anche grazie al lancio dell’iPad e dell’iPhone di Apple) sia la predominanza, nelle voci di entrata, di una sola voce, quella del PC.

Ma adesso, grazie anche alla posizione leader nel settore Office, Microsoft è riuscita a riscattarsi e a puntare sul cloud, riuscendo a risorgere come la più classica delle arabe fenici, proprio dalle sue ceneri.

I rischi per i mercati

Come hanno fatto notare da Credit Suisse, il “capovolgimento delle fortune” di Apple e Alphabet potrebbero rappresentare vere e proprie zavorre per i mercati azionari statunitensi.

Non solo, ma quello che più preoccupa è che non sono solo loro ad avere una prospettiva non più rosea come si pensava prima.

Oltre le già citate Alphabet e Apple, anche ExxonMobil, GM, Micron, Chevron e ConocoPhillips hanno rivisto al ribasso le proprie stime di crescita per l’immediato futuro. Un trend che, a quanto pare, riunisce tutte le grandi major, comprese quelle del settore energetico. Anche in questo caso i numeri spiegano tutto. Exxon Mobil sullo stesso periodo, passa da una crescita del 51% a un calo del 14,5%. Ancora più evidente il crollo su Chevron: il suo +148% di crescita è diventato un -21%.

Risultato

Refinitiv prevede un S&P 500 a +0,3% nel primo trimestre di quest’anno e a +4,5% ala fine del 2019. Una forbice che si spiega non tanto con un calo del 2019, quanto con un eccessivo sprint visto nel 2018 e che è nato , a sua volta, anche dallo stimolo arrivato dai tagli fiscali della riforma voluta dal Presidente USA Donald Trump alla fine del 2017.

Sono stati infatti proprio questi tagli a permettere una crescita degli utili societari del 7%-8% nel 2018. Il problema e quindi il rischio per il mercato e gli investimenti è che si tratta di un tipo di incentivi che arrivano solo una tantum e allo stato attuale delle cose non sono più ripetibili.

Le crypto e i mercati tradizionali

Come spiegato, questo tipo di rischi spesso sono stati affibbiati al mercato crypto, dicendo che si trattasse di mere bolle speculative.

Nel caso della Apple, per esempio, ad agosto del 2000 valeva più di 4,5 dollari, mentre a dicembre valeva poco più di 1 dollaro, con una perdita di quasi l’80% in quattro mesi.

Le crypto quindi non sarebbero le uniche a rappresentare alcuni rischi per gli investimenti, e infatti anche i mercati più tradizionali hanno e stanno dimostrando alcune simili problematiche.