Facebook potrebbe usare Reddcoin come criptovaluta da integrare nel proprio social network invece di crearne una da zero, così come potrebbe anche fare Twitter.

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Il colosso diretto da Mark Zuckerberg già da tempo si interessa del settore della blockchain e delle valute virtuali. Già nell’agosto 2018 si era parlato di una possibile collaborazione con Stellar dopo che il responsabile dello sviluppo blockchain interno alla società di Menlo Park si era incontrato con gli sviluppatori di XLM.

Successivamente, a dicembre, si era parlato della creazione, da parte di Facebook, di una stablecoin interna al gruppo che da utilizzarsi soprattutto con il messenger Whatsapp per favorire i pagamenti internazionali.

Più di recente, nel gennaio 2019, era invece uscita la notizia che FB stava assumendo degli specialisti nel settore delle valute virtuali per integrare il proprio team, mentre solo pochi giorni fa si è concretizzato l’acquisto  di Chainspace, una startup londinese specializzata nello studio degli smart contract, primo acquisto della multinazionale diretto nel settore della DLT.

Tutto questo movimento farebbe pensare che a Menlo Park stia studiando il lancio di una criptovaluta interna anche se, paradossalmente, rimane ancora oggi molto complesso fare comunicazione sulle ICO su FB.

In realtà, il gruppo di Zuckerberg avrebbe dei grossi vantaggi dall’introduzione di una stablecoin nel proprio sistema aziendale che potrebbe:

  • Potrebbe facilitare l’apertura di un canale per i mini- pagamenti tramite Whatsapp o Yahoo messenger anche a livello internazionale;
  • Potrebbe favorire il pagamento dei servizi offerti tramite FB, quali ad esempio il gaming;
  • Favorirebbe la gestione fiscale degli introiti pubblicitari da parte del colosso dei social perché l’acquisto dei token potrebbe essere o accentrato in una sede fiscalmente favorevole, oppure, al contrario, lasciato decentralizzato a terzi tramite gli exchange;
  • Favorirebbe il reperimento di risorse finanziarie per il gruppo.

Importante sarebbe la possibilità di fare micropagamenti e tipping fra utenti, anche per lo scambio o la pubblicazione di contenuti, rendendo quindi FB una vera e propria piattaforma multimediale dove i produttori potrebbero offrire le proprie opere, in diretta concorrenza con altri strumenti come Youtube.

Soprattutto in questo contesto qualcuno ha parlato della possibilità per Facebook di usare Reddcoin (RDD), un token nato con la finalità di favorire il tipping sui social network.

ReddID è uno strumento che permette ad un autore di registrarsi sulla piattaforma, creando il proprio wallet unico collegato al proprio account social e quindi di ricevere dei micropagamenti da chi lo segue su questi  strumenti.

Reddcoin è già attivo su Facebook, Twitter e Reddit e questo ha fatto nascere le voci di un possibile interessamento di FB nell’acquisizione della criptovaluta, spingendo la sua capitalizzazione complessiva a 32 milioni di dollari.

In realtà, già un anno fa si era parlato di questa possibilità, che in realtà non aveva portato ad alcuna mossa conclusiva e infatti appare piuttosto improbabile che Reddcoin possa essere acquistata da Facebook e diventarne la criptovaluta ufficiale per il tipping, soprattutto perché la sua capitalizzazione è troppo piccola per un colosso che conta quasi 2 miliardi di utenti.

Sarebbe invece possibile per il colosso sviluppare una propria idea simile a RDD, magari facendo delle assunzioni nel team della criptovaluta già esistente o al massimo pensare ad una acquisizione con lo scopo di integrare lo know how in un progetto diverso e più ampio.