Elon Musk è stato protagonista di un episodio del podcast di ARK Invest intitolato “On the Road to Full Autonomy With Elon Musk” per parlare anche di crypto e denaro cartaceo.

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In questo episodio Cathie Wood, fondatore, CEO e CIO di ARK Invest, e Tasha Keeney, analista della società, hanno intervistato Musk presso lo stabilimento Tesla di Fremont, in California. L’argomento era il futuro di Tesla e della guida autonoma, ma la conversazione si è conclusa con una domanda esplicita sulle crypto e il denaro contante.

La risposta di Musk è stata breve ma interessante.

Ha dichiarato che secondo lui la struttura di Bitcoin è decisamente brillante, ma che non crede che sarebbe una buona idea investire risorse di Tesla per entrare in questo settore.

Dopo aver sottolineato che il consumo di energia necessario far funzionare Bitcoin sarebbe eccessivo, ha però ammesso che le criptovalute gli piacciono per la loro capacità di aggirare i problemi.

“Bypassa i controlli valutari. Le crypto sono un modo molto migliore per trasferire valore rispetto alle banconote cartacee, questo è sicuro, senza dubbio”.

Musk era già stato coinvolto in passato in speculazioni riguardo Bitcoin. Ci fu addirittura chi ipotizzò che lui fosse Satoshi Nakamoto, anche se questa ipotesi non è supportata da alcuna prova o solido indizio.

Inoltre, Musk ha pubblicato tempo fa alcuni tweet ironici su bitcoin, dichiarando che possiede solamente 0,25 BTC ricevuti da un suo amico anni fa.

Tuttavia, questa volta dimostra di aver compreso che le criptovalute possono essere una valida alternativa al contante e che anzi rispetto alle banconote sono un netto passo in avanti. Inoltre, Musk ammette che bitcoin è un’idea a dir poco brillante, cosa che conferma che probabilmente ne sa più di quanto sia disposto a far credere.

Il riferimento al fatto che le criptovalute possano consentire di superare gli ostacoli ed i limiti imposti dai controlli sulle valute tradizionali suggerisce che Musk ne abbia compreso bene uno degli aspetti fondamentali, ovvero l’elevato grado di libertà finanziaria che sono in grado di concedere a chi sceglie di utilizzarle.