Un buon febbraio per i futures su bitcoin, sia per quanto riguarda i volumi sia per quanto riguarda le quotazioni, almeno secondo CME Group.

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Sulle quantità tradate, infatti, CME Group ha comunicato il raggiungimento di un risultato significativo:

“Il 19 febbraio è stato raggiunto un nuovo record con 18.338 contratti tradati equivalenti a 91690 bitcoin. Il primo trimestre 2019 è partito con una spinta molto forte. I volumi medi giornalieri sono cresciuti a 4630 contratti (equivalenti a 23150 bitcoin), con un aumento del 13% circa, dall’ultimo trimestre 208 mentre le posizioni aperte sono aumentate a 4.076 contratti, con un aumento del 21,5% rispetto all’ultimo trimestre 2018”.

I bitcoin scambiati da CME Group sono pari a circa al 4% dei volumi scambiati negli exchange su base giornaliera. Un valore che inizia ad essere interessante e che mostra come l’interesse del mercato finanziario sia in crescita per questi strumenti.

Inoltre, si è riscontrato un incremento nel numero dei cosiddetti LOIH, Large Open Interest Holder, operatori con almeno 25 BTC sotto forma di contratti futures. Il mese di gennaio ha poi visto un aumento nel volume dei contratti giornalieri scambiati del 20% a gennaio 2019.

Per quanto riguarda le quotazioni anche queste sono ai valori più alti del 2019, se si esclude il 7 gennaio.

Il prezzo del futures su bitcoin è interessante, ma bisogna anche notare come questo segua pedissequamente la quotazione della valuta virtuale.

Lo scostamento è minimo rispetto alla quotazione della valuta virtuale e non mostra particolare capacità previsionale rispetto ai prezzi spot sul mercato.

Comunque, i futures su bitcoin permettono alle istituzioni finanziarie ordinarie di operare sulla valuta virtuale senza entrarne direttamente in possesso, fatto che potrebbe causare dei problemi di carattere contabile.