I legislatori della California hanno presentato una proposta di legge per far sì che lo Stato accetti crypto per il pagamento delle tasse, se collegate al business della cannabis legalizzata.  

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La proposta, numerata al 953, è stata presentata ufficialmente lo scorso 21 febbraio.

In California, Colorado, Oregon, Maine, Massachusetts e Alaska hanno liberalizzato la cannabis ad uso ricreativo e medico, mentre solo South Dakota, Nebraska ed Idaho la considerano completamente illegale.

In questa situazione si sta sviluppando una ricca industria legata alla coltivazione, trasformazione e vendita diretta di cannabis e di numerosissimi derivati ottenuti.

Però l’uso è ancora illegale a livello federale e questo pone dei grossi problemi nei rapporti con il sistema creditizio, che nella stragrande maggioranza dei casi rifiuta di avere rapporti con questo tipo di aziende.

Inoltre, i giudici federali, non collegati ai singoli Stati, ma direttamente a Washington, possono intervenire per sequestrare i fondi direttamente negli istituti bancari e, con l’avvento di Trump, molte protezioni in tal senso consentite dall’amministrazione Obama sono cadute.

In questa situazione anche l’incasso delle laute tasse che gli Stati si aspettano da questo business diviene problematico: la California si attende di ottenere 355 milioni di dollari per il 2018, una cifra importante per le casse statali, anche se inferiore alle aspettative iniziali.

Le stablecoin legate al dollaro, come Tether o USDCoin, permettono una gestione degli incassi e dei pagamenti in modo sicuro, ma senza il passaggio problematico per il sistema bancario.

La legge della California, se approvata, permetterebbe alle contee di creare dei wallet, sotto il controllo amministrativo pubblico, in cui gli operatori del settore cannabis potrebbero legittimamente versare stablecoin e crypto per il pagamento delle tasse.

Le stablecoin sarebbero immediatamente convertite in veri dollari per le necessità amministrative di cassa, evitando che i nuovi imprenditori della cannabis si rechino agli uffici delle imposte con borse di contante.